Fashion che mi piace…

•30/11/2011 • 2 commenti

Forse i costi delle loro produzioni sartoriali non sono tra i più “abbordabili” ma lo stile e la classe di alcuni Stilisti non poteva sfuggire ai miei gusti e al mio occhio. Non ci vuole molto a capire il perché… Inutile dire che mi piacerebbe instaurare con loro una collaborazione a distanza, fotografica s’intende, e che potrebbe dar loro uno slancio verso interpretazioni diverse, ma… Chi lo sa, mai dire mai, forse dovrei scrivere questo messaggio in inglese…

Nel frattempo ti segnalo i tre nomi linkando le foto ai rispettivi siti ufficiali dove troverai anche altri capi…

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GOOD ONE

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SAGER FORSBERG

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POPPY LISSIMAN

All pictures are taken from the web and from the respective official website, linked by clicking on the picture.

Dire NO…

•25/11/2011 • 6 commenti

Facendo zapping tra i blog che seguo costantemente, sono incappato in un nuovo post di ALLEZ che descrive in modo perfetto un pensiero che in questi ultimi tempi mi riguarda da vicino ovvero la mia insana incapacità a dire NO quando, diciamocela, bisognerebbe dire NO!

Dato che lui l’ha saputo esprimere nel migliore dei modi copio e incollo qui di seguito il suo post… ma vatti a leggere questo e altro sul suo blog ufficiale QUI

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L’altra sera, nel vedermi mortalmente annoiato e invischiato in un certo lavoro che ho accettato di fare solo per tener fede al mio ruolo di buon samaritano di questo cazzo, tra un clic controvoglia e uno scroll stizzito, m’è sovvenuto di chiedermi, una volta di più, per quale fottuta ragione io sia incapace di dire no. E siccome quando ci si annoia, clic o non clic, scroll o non scroll, la mente vaga, eccomi intento ad interrogarmi su quanti NO io mi sia, a dispetto delle mie abitudini, sentito rivolgere nella vita.

Saranno stati più di cento, ma che dico, certamente più di mille. Potrei stimare che siano stati meno di un milione, lo potrei stimare ma non lo potrei giurare. Come più o meno chiunque, chi più, chi meno, appunto, mi sono sentito rivolgere NO praticamente in ogni combinazione di tono di voce ed espressione disponibile.

NO colmi d’ira, NO strabuzzati di stupore, NO pallidi di indifferenza, NO scioccamente ostinati, NO irragionevoli e NO isterici, NO ironici quando non sarcastici, NO pietosi, NO distratti, NO per tradizione o per sentito dire, NO spietati, NO derisori, NO incisivi come ghigliottine, NO definitivi come porte sbattute, NO ostentanti sadico piacere, NO ignoranti, NO frettolosi, NO molli come cera, NO inspiegabili, NO col dito indice o scuotendo il capo, NO supponenti, NO saccenti, NO tanto per non dire sì, NO accidiosi, NO ottusi, NO col punto esclamativo e, almeno nel Salento, NO come semplice intercalare; persino, in qualche caso, assurdi NO affermativi, specialità, quest’ultima, squisitamente femminile.

Financo il mio computer mi dice NO, e non una ma più e più volte al giorno, coi suoi suoni idioti che non disattiverò mai abbastanza. E poi ci sono i NO che non solo non son detti a voce, ma non sono nemmeno pensati, i NO peggiori di tutti, quelli di chi non ti risponde al telefono, ad un mail, ad una battuta: i NO che sono il vuoto snob dentro cui precipita la tua ultima parola, il NO di chi non ha nemmeno badato alla domanda.

E quanti NO ho detto io, nei trentasette anni di esilio su questo pianeta? Sono pronto a scommettere di aver pronunciato meno della metà dei NO che avrei dovuto e meno di un quarto dei NO che ho ricevuto. Senza contare tutti quei NO che ho pronunciato, per poi vederli tramutarsi in sì, per ragioni tra le più diverse: di solito per gentilezza o per questioni di coscienza, in qualche occasione lavorativa per il gusto della sfida ma la maggior parte delle volte per carattere, solo per carattere, non ci posso pensare. Un carattere di merda, lasciatevelo dire. Un carattere così di merda da considerare il NO una offesa, poiché tale carattere odia imporre ad altri quel che altri gli hanno imposto coi loro NO proprio perché sa quanto e quanto spesso sia odioso sentirsi dire NO.

Di quei NO diventati sì come per magia, un ulteriore ma ragguardevole sottoinsieme si è rivelato essere la chiave d’accesso a qualche assurda rottura di coglioni, di quelle che possono coglierti sbigottito un sabato sera, nel bel mezzo dell’opera; di quelle che riconosci in un colpevole momento di lucidità e sacrosanto egoismo; di quelle dinanzi alle quali persino il senno di poi alza le mani e dice NO, non guardare me!

Ho evitato di dire NO tutte le volte che ho potuto, e nel caso non dovessero bastare i miei già numerosi peccati, saranno proprio questi NO mancati a farmi finire all’inferno, ne sono sicuro. Non già per la pesantissima cornucopia di bestemmie al cui trasporto la mia comica, scrupolosa, dirò di più, pietosa disponibilità mi ha spesso condannato, quanto piuttosto perché il farsi carico degli altrui cazzi equivale a sperperare; sperperare energie ma soprattutto tempo e non sarò certo il primo ad osservare quanto quest’ultimo sia assimilabile al contante.

Sono lì i prodighi, gli spendaccione, gli spreconi, assieme agli avari a spingere pesanti massi in tondo dentro il Quarto Cerchio, incontrarsi a metà strada e poi ricominciare per l’eternità.

Così mi dico: e se una buona volta la finissi? In fondo non tutti coloro che mi hanno detto NO sono cattive persone, anzi…, in qualche caso si è trattato di NO lungimiranti, capaci di illuminare zone offuscate dalla mia incapacità di guardare oltre; e costoro se la passano alla grande, dormono la notte, e di giorno magari ingrassano non meno di me, e poi ridono, coltivano interessi, fanno sport, vanno in chiesa e certamente scopano pure di più, forse proprio per il fatto d’avermi detto NO in quella data occasione, vai a sapere. Dire NO vuol dire, spesso e volentieri, affrontare a viso aperto l’avvenire, con la serenità e l’audacia di chi non teme rimorsi né rimpianti.

Perché non prendere un impegno serio per il futuro, l’impregno di dire NO, di dirlo più spesso, con maggiore convinzione, con granitica inamovibilità, con ferma consapevolezza e beata strafottenza? Farmelo stampare sulle magliette se è il caso, un grande NO in Arial corpo 92, e ripeterlo sottovoce mille volte al giorno, fino a quando dire no non divenga spontaneo come respirare, e imparare a respingere, rifiutare, negare, imparare a voltare le spalle e farlo con eleganza, con una mezza piroetta dinoccolata, leggiadra e, naturalmente, con il sorriso sulle labbra.

Dire sì sarà anche più bello, probabilmente lo è davvero, ma dire NO mi sa che è più sano.

Se non altro ti rimarrà un sacco di tempo libero, e di spazio, nel grande vuoto che ti sarai creato intorno.

POST TRATTO DAL BLOG DI ALLEZ

Torna la Dark Happy Family

•22/11/2011 • 8 commenti


Aspetta, aspetta, quello qui sopra è solo un crop dell’immagine intera che trovi in coda al post.

Torna con mia grande felicità il progetto “DARK HAPPY FAMILY“. Andando sul mio sito ufficiale puoi trovare altri episodi dark funny!

E’ passato un po’ di tempo dall’ultimo episodio e ad essere sincero nel mezzo ci sono stati parecchi tentativi andati a vuoto: realizzati, sistemati e buttati nel cestino… Perché sono così. Non mi reputo un perfezionista, anzi, molte volte vado ad istinto e quando non sono soddisfatto non mi va di mettere in circolazione nel vasto oceano del web dei lavori che non mi appartengono.

Ma perché parlare degli scarti… Qui abbiamo un nuovo episodio ispirato dalla canzone dei Frankie Goes To Hollywood “The power of love” che ad un certo punto dice “Cleaning my soul“… L’anima da lavare come fosse un panno sporco… Ma come deve essere rappresentata l’anima? Non saprei e non vorrei farne una discussione troppo profonda, diciamo che la faccia è ciò che comunica (fatto salvo per chi ha la faccia come il culo) e quindi vuoi vedere che l’anima sia nascosta nella faccia? Bah, chi lo sa… Prima laviamola…

Ah, un grazie a Lya per l’idea di base 😉 e ovviamente un grazie a chi mi ha dato commenti e suggerimenti validi in privato e che me ne darà anche in questo post.

Titolo: Cleaning my soul  • Project: The Dark Happy Family • Model: Mrs. Y • Shot: Ettone © – All rights reserved

Se ci clicki sopra si ingrandisce

TUTTE LE ALTRE AVVENTURE DELLA DARK HAPPY FAMILY LE TROVI SU
WWW.MESSAGGISOFISTICATI.COM

ALL RIGHTS OF THE PICTURES IN THIS PAGE ARE RESERVED – Don’t copy or publish anywhere without the written permission of the photographer.

TUTTI I DIRITTI DELLE IMMAGINI PUBBLICATE IN QUESTA PAGINA SONO RISERVATI – Non pubblicare o usare queste foto da nessuna parte senza il permesso scritto dal fotografo.

L’avvocato del diavolo…

•21/11/2011 • 8 commenti

Il prossimo millennio è qui dietro l’angolo Kevin, Eddie Barzoon guardatelo bene, perché è lui l’uomo immagine del prossimo millennio. Non è un mistero da dove arrivi la gente come lui, è gente che affina l’avidità umana al punto che riesce a spaccare un atomo tanto acuto è il desiderio; si costruiscono un ego grande come una cattedrale e collegano a fibre ottiche il mondo con ogni impulso dell’ego. Lubrificano anche i sogni più ottusi con fantasie a base di oro e di dollari finché ogni essere umano diviene un aspirante imperatore, il suo proprio Dio! E a questo punto dove si va?! E mentre noi ci arrabattiamo da un affare all’altro, chi è che tiene d’occhio il pianeta? L’aria si inquina, l’acqua imputridisce, perfino il miele delle api ha il gusto metallico della radioattività e tutto si deteriora sempre più in fretta. Non c’è modo di riflettere né di prepararsi. Si comprano futuri si vendono futuri dove non c’è nessun futuro. Siamo su un treno impazzito figliolo! Abbiamo miliardi di Eddie Barzoon che corrono a passo di jogging verso il futuro, tutti quanti si preparano a ficcare un dito in culo all’ex pianeta di Dio e poi se lo leccano e si mettono a digitare sulle loro immacolate tastiere cibernetiche per calcolare le stramaledette ore da fatturare e finalmente prendono coscienza; il biglietto te lo devi pagare da solo. Il gioco è cominciato, è tardi per ritirarsi adesso, ormai hai la pancia troppo piena… Un uccello malandato! Gli occhi iniettati di sangue e urli per chiedere aiuto, indovina un po’? Non c’è nessuno in giro! Sei tutto solo Eddie, sei un figlioletto rigetto di Dio. Forse è vero, forse Dio ha lanciato i dadi una volta di troppo e cosi ci ha fregati tutti. (John Milton)

Non c’è storia… Ogni volta che lo rivedo mi da emozioni… ogni volta che lo guardo percepisco sfumature e capisco quanto questo film sia figo…

The Dark Happy Family on THE MAG

•17/11/2011 • Lascia un commento

Uno dei tanti episodi della DARK HAPPY FAMILY è stato featurato su THE MAG.IT.

“A photographic project devised by the Italian artist Ettone. Gothic and dark atmospheres and environments echo and refere to glam, fetish and bondage, developing between the sophisticated concept of a funny family caught in scenes of everyday life, wearing strange clothes.”

Grazie a Marco Russo per aver segnalato il progetto.

 

Lya in Red Black and White

•16/11/2011 • 6 commenti

Titolo: RBW  • Model: Lya • Shot: Ettone © – All rights reserved

Può capitare che partendo da un concept classico mi spinga a provare una post produzione più “fashion”… Può capitare, appunto… perché sai bene quanto non ami buttarmi nella fotografia di moda anche se “MAI DIRE MAI”…

Dopo gli scatti di THE MISSION e di HEROES così come con Perla, anche con LYA mi sono spinto a fare scatti più “basic” per provare più che altro a divertirmi con la post produzione… Il risultato è qui sotto… “un bianco e nero in rosso” che fa tanto trendy e modaiolo…

Anche se poi mi ritrovo a guardare le foto il giorno dopo e anche se mi piacciono, il mio occhio viene appagato maggiormente dal mio stile classico e così ecco spuntare un’elaborazione più Ettoniana qui sopra…

ALTRE MIE FOTO LE TROVI SU WWW.MESSAGGISOFISTICATI.COM

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Immortals, il film

•14/11/2011 • 4 commenti

Sabato sera (con la mia dolce metà) sono andato a vedere “IMMORTALS” in 3D. Ero rimasto stregato dai colori, dalla post produzione e dalle scenografie di “300” e non potevo perdermi questo nuovo gioiellino nato dalla mano degli stessi produttori.

Questo tipo di film fa un largo uso della modellazione in 3d e del matte painting tecnica che mi affascina e che prima o poi cercherò di imparare e sfruttare al meglio.

IMMORTALS“, non c’è dubbio, è un film fatto con i controcazzi anche se in alcuni casi il fatto che sia in 3d fa notare maggiormente la differenza tra le scenografie reali e quelle costruite al computer. Questo difetto rende il film come un collage e per chi, come me, ha un occhio fotografico particolarmente attento, fa un po’ scadere il tutto. Ma non è comunque un peccato “mortale” e il film va comunque giù discretamente bene con un Mickey Rourke bravo nel ruolo del cattivo e scene di combattimento coinvolgenti…