Andrea e il suo viaggio alle Lofoten

•10/03/2018 • 1 commento

Chi segue questo blog da tempo ha già sentito parlare di lui. Ho diversi amici che oltre ad essere dei veri appassionati di fotografia, lo sono anche per i viaggi. Per la precisione sono due i folli che ogni anno approfittano di qualche settimana di ferie per imbarcarsi in avventure che a volte sono più faticose della vita di tutti i giorni.

Andrea Nasuti è uno di questi. Vi ho già parlato di lui in un’articolo nel quale gli facevo raccontare attraverso un’interessante botta e risposta la sua avventura A CACCIA DI TORNADO negli Stati Uniti. Ci è andato diverse volte a tal punto che quest’anno ha pensato bene di cambiare meta. Niente più vento. Niente più pioggia, ma… tatatatan! GHIACCIO!!!

Ebbene sì, è da poco tornato da un viaggio in Norvegia dove ha scattato fotografie bellissime. E considerato il fatto che l’articolo/intervista sui tornado aveva avuto un buon riscontro di interesse, abbiamo pensato di realizzare un nuovo BOTTA e RISPOSTA anche su questo viaggio.

 

• Per prima cosa, dove sei andato di preciso e perché hai scelto questa meta.

Buongiorno Fabio! Sono stato alle isole Lofoten, in Norvegia. Le Lofoten sono una località molto interessante dal punto di vista paesaggistico, in quanto costituite da fiordi con picchi montuosi affacciati sul mare su cui sono sorti piccoli borghi di pescatori dalle architetture e colori molto caratteristici. Il tutto d’inverno si copre di neve creando un’atmosfera quasi magica e surreale. Inoltre, essendo queste località situate all’altezza del circolo polare artico, sono un’ottima postazione per osservare l’aurora boreale, durante le lunghe notti invernali del nord Europa. E vedere l’aurora boreale è sempre stato per me un sogno nel cassetto!

 

• Sei andato con un team, quanto è importante essere “aiutati” o comunque “seguiti” da chi è esperto di certe zone.

Essere con persone esperte dei luoghi aiuta ad andare subito a colpo sicuro nelle location più caratteristiche. Anche dal punto di vista logistico l’esperienza aiuta essendo luoghi organizzati in modo abbastanza differente dai nostri (ad esempio, gli hotel tradizionali praticamente non esistono e gli alloggi per turisti sono tipiche casette per pescatori ristrutturate e chiamate “rorbu”). In questo caso inoltre gli organizzatori erano dei fotografi professionisti pronti a dispensare ottimi consigli tecnici dal punto di visto fotografico e di post produzione.

• Essendo un blog di fotografia non posso fare a meno di non chiederti che attrezzatura avevi e avevate a disposizione come staff.

Le guide e la maggior parte dei partecipanti avevano corpi macchina Nikon, D800, D810 e D500. Io ero equipaggiato con una Canon 6D. Le ottiche Nikon più usate per i paesaggi sono state grandangolari da 14-24mm f2.8 oppure il classico 24-70mm f2.8. Talvolta per cogliere certi dettagli, come una casetta in lontananza, un peschereccio, o un picco lontano a strapiombo sul mare si sono usati tele, tipicamente 70-200mm f2.8. Io ho optato per la leggerezza con il Canon 24-105mm f4.0, adeguato nella maggioranza delle situazioni. Sempre per i paesaggi abbiamo usato spesso filtri GND e polarizzati. Per fotografare l’aurora non servono grandi attrezzature, basta un grandangolo f4 montato su una macchina capace di reggere bene, con pochi rumori di fondo, ISO3200 per tempi di 10 secondi. Il cavalletto è sempre stato un compagno fedele oltre che per l’aurora, anche per la paesaggistica e in particolare per sperimentare il bracheting.

 

• Quali difficoltà si incontrano a scattare in un ambiente così freddo?

Le temperature medie si aggiravano tra i -5°C e i -10°C. La difficoltà principale risiede nel fatto che bisogna star fermi per molto tempo, durante le albe, i tramonti e la notte per scattare l’aurora. Inoltre dovendo manovrare su ottiche e impostazioni, non è possibile tenere dei guanti molto imbottiti per le mani, che sono la parte del corpo che patisce di più. Se poi si vogliono produrre scatti un po’ più elaborati, ad esempio riprendendo soggetti su diversi piani, come l’aurora riflessa sulla riva del mare, o sul ghiaccio superficiale di un lago, allora il rischio di finire coi piedi a bagno è tutt’altro che remoto…
Scattando di notte una delle difficoltà maggiori è stata la messa a fuoco a infinito. E’ bene prepararsi di giorno per capire esattamente fino a che punto è necessario ruotare l’obbiettivo per impostare in manuale la messa a fuoco a infinito. L’aurora compare e scompare nel giro di pochi minuti e si deve scattare a colpo sicuro per non perdere l’attimo.

 

• Trucchi per resistere al freddo fotografando?

Molto utili sono stati dei prodotti in polvere confezionati in bustine, che una volta aperte, sprigionano e rilasciano calore lentamente, per alcune ore, e possono essere usati come soletta per le scarpe e inseriti in tasca o nei guanti, che devono essere necessariamente sottili e in tessuto tecnico. Le bustine sono reperibili nei negozi per attività sportive invernali, costano poco e fanno assolutamente la differenza!

• Ora parliamo un po’ del luogo e della gente. Facci sapere due cose che ti hanno colpito in positivo e due che ti hanno colpito in negativo.

I luoghi sono molto caratteristici e diversi da quelli a cui siamo abituati. La natura è aspra e selvaggia e l’uomo ha faticato non poco a colonizzare quelle terre. Con la popolazione locale abbiamo avuto pochi rapporti, ma in genere abbiamo trovato buona accoglienza.

Di positivo, mi hanno colpito la capacità di questo popolo di vivere in sintonia con la natura: ad esempio, abbiamo visto moltissimi gabbiani coi nidi sui tetti e finestre delle case, e mi è stato raccontato che dopo aver pescato ed essicato i merluzzi le teste vengono lasciate esposte come cibo per gli uccelli, come a compensazione di quanto prelevato dal mare. Notevoli anche i colori sgargianti delle case, rosse o gialle acceso. Inoltre, sono rimasto stupito dal fatto che avessi connessione 4G ovunque, e nei rorbu dove abbiamo alloggiato, una palafitta di legno sul mare, c’era la fibra ottica.

Di negativo, se vogliamo, i prezzi elevati e l’ospitalità a volte un po’ spartana. La prima notte avevamo i bagni esterni, e per fare una doccia o lavarsi i denti toccava fare una passeggiata nella neve con temperatura ampiamente sottozero e vento che tagliava la faccia.

 

• Torni a casa con un bel malloppo fotografico, sei soddisfatto? Cosa ti ha colpito di più a livello fotografico?

I primi giorni sono stati molto duri, il freddo e il vento sono un bel deterrente. Ma poi entrato nell’ottica, mi sono organizzato a dovere per sfruttare al meglio le opportunità fotografiche e per sopravvivere al freddo. Mi ha colpito la varietà inaspettata di linee e forme che freddo, ghiaccio e neve possono plasmare. Oltre all’aurora, che è un fenomeno davvero unico e spettacolare. Da questo punto di vista siamo stati fortunati per essere riusciti a vederla bene, il che non è scontato.

 

• E infine la domanda che tutti farebbero: ci torneresti? Consigli da dare?

È una di quelle esperienze per cui solo la seconda volta l’apprezzi davvero. Perché conosci le difficoltà e le strategie per minimizzarle. Credo che avendone l’occasione e con la compagnia giusta tornerei volentieri. Consigli per la sopravvivenza: se andate in inverno, accertatevi che il bagno sia interno al vostro alloggio! Siate ben preparati per il freddo: un fotografo deve essere agile per raggiungere le migliori postazioni, ma poi può anche rimanere due ore fermo nella stessa location, ad attendere luce e condizioni favorevoli, per cui è importante vestirsi con abbigliamento tecnico e confortevole. Le bustine “riscaldanti” sono fondamentali, così come una torcia frontale per muoversi nella notte a caccia di aurora.

Bene… grazie ancora per aver condiviso le tue impressioni. Personalmente, al di là del discorso fotografico, ho trovato molto utile il discorso delle bustine che si riscaldano. 😉

Chissà, magari il prossimo giro lo faremo insieme, la Norvegia è una di quelle terre che mi piacerebbe visitare una volta nella vita.

Bene… godetevi le FOTO di ANDREA NASUTI e se non vi bastano andate sul suo profilo instagram: @andreanasuti

 

 

© all rights reserved – Andrea Nasuti 2018

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Per la serie mostre da non perdere: Æno a Casale Monferrato

•28/02/2018 • Lascia un commento

Dato che non si parla solo di fotografia, ma anche di Arte a 360°, non posso fare a meno di non segnalare l’importante mostra di Æno a Casale Monferrato.

Emanuela, Æno, metterà in mostra le sue splendide opere dal 3 al 25 marzo nella Manica Lunga del Castello di Casale Monferrato.

L’ingresso è libero e la qualità altissima. Io ci andrò di sicuro per prendere una boccata d’aria di arte, ispirazione, originalità e creatività…

Ulteriori info sulla sua pagina ufficiale Facebook e Instagram.

Due film del momento

•22/02/2018 • Lascia un commento

Oggi vi voglio suggerire due bei film. Primo perché la fotografia è fondamentale anche e soprattutto nei film, secondo perché meritano anche per trama, recitazione, storia e scenografie.

“THE SHAPE OF WATER” in Italia “LA FORMA DELL’ACQUA”

Questo film di Guillermo del Toro non smentisce le aspettative. Ha una fotografia fenomenale così come le scenografie. Non si notano quasi mai cambi di “stile” e lo consiglio ad occhi chiusi. La storia non delude, è una bella “fiaba” raccontata in modo poetico senza troppi colpi di scena, ma comunque molto godibile. Ottima la scelta degli attori, la caratterizzazione dei personaggi e, torno a ripeterlo, la FOTOGRAFIA… Da guardare assolutamente se non altro per prendere spunti.

 

PROFESSOR MARSTON AND THE WONDER WOMEN

Questo film mi ha particolarmente colpito, non solo perché tratta in modo blando di bondage, ma perché oltre a raccontare una STORIA VERA (quella dell’ideatore di Wonder Woman), parla soprattutto di libertà! Quella libertà che tanto ricerchiamo nella nostra quotidianità, quella libertà che non è oltraggio, che non è mancanza di rispetto, quella libertà che è solo ed esclusivamente “possibilità di poter esprimere liberamente i propri sentimenti” di qualunque natura essi siano nel momento in cui sono ricambiati. La trovo una bella lezione di vita a lieto fine (o quasi). Una bella dimostrazione che fa capire quanto si possa guardare avanti e fottendosene dei “sentito dire”.

Una battuta che mi ha colpito è “Non far ricadere sui tuoi figli le tue vergogne“…

Consigliato al 100% anche per la splendida fotografia e per l’ottima scelta delle scenografie e dei personaggi che riescono a trasmettere una carica erotica pazzesca.

Asta benefica, 4 scatti venduti a fin di bene

•15/02/2018 • 3 commenti

Con enorme piacere ed estremo orgoglio vi comunico che lo scorso 13 febbraio 2018, nella splendida cornice di Palazzo Conzani in Alessandria, durante l’ASTA BENEFICA organizzata dal SOROPTIMIST DI ALESSANDRIA in collaborazione con BIANCO FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA (che ha donato le opere dell’edizione 2017 del Festival), sono state vendute ben QUATTRO delle mie foto della serie “COLORFUL SEX” (grigia, bianca, rosa e rossa). Il ricavato è stato donato a Me.dea Onlus – contro la violenza sulle donne.

In un periodo in cui purtroppo si sente parlare sempre più di violenza incontrollata sulle donne, sono felice che le mie immagini e la mia arte abbiano potuto dare un contributo, seppur minimo, a ME.DEA.

Da sempre, attraverso i miei concept, cerco di elevare la figura femminile attraverso l’IRONIA che le modelle, in quanto donne, mettono in “SCENA”.

Non finirò mai di ribadire quanto la DONNA sia, per me, DIVINA! Quando ironizzo con concept che sottolineano difetti o “libertà negate” cerco di farlo con rispetto e con quello spirito di denuncia che auspico faccia scaturire dialoghi sul tema per arrivare così a soluzioni valide nel mondo reale e non solo in quello della FANTASIA ARTISTICA.

GRAZIE DI CUORE a tutti per la splendida opportunità.

Nelle immagini di BIANCO FESTIVAL e di Monica, alcuni momenti dell’ASTA.

Intoniamoci, prova interna per il Gruppo Photogourmets

•03/02/2018 • 1 commento

foto “Forse diverso”, team Canon di Andrea Giovinazzo

 

Partiamo dal presupposto che non è facile dare giudizi e fare critiche costruttive.

Il rischio di essere fraintesi e per questo “odiati” è veramente dietro l’angolo. Tuttavia ci sono persone nelle quali ho massima fiducia e stima, come gli iscritti al Gruppo Fotografico Photogourmets di AOSTA (che conosco quasi tutti di persona), così capita che quando mi chiedano di dare loro un tema per una “sfida” fotografica e di fare anche da giudice finale, non abbia problemi a mettermi in gioco.

Il tema era questo:

“INTONIAMOCI! In un periodo in cui va di moda lo scombinato, torniamo a darci un tono (di colore s’intende) con accostamenti armoniosi, palette in pendant fino al tono su tono”.

Quando ho pensato a questo tema, mi sono immaginato un maggiore impegno nella ricerca dei colori, attraverso accostamenti tono su tono e il loro giusto risalto attraverso la luce. Questo obiettivo è stato raggiunto da tutti i partecipanti e sono stato felice nel constatare che i temi sono stati sviluppati attraverso soggetti diversi.

Pubblicate in questo post trovate le prime tre immagini classificate. Al di là delle critiche costruttive che ho rivolto in privato al Gruppo, trovo che questi tre scatti abbiano centrato in pieno l’obiettivo. Sono state scelte palette colore con toni gradevoli che hanno dato armonia alle composizioni. I soggetti sono ricercati e non banali e voglio veramente fare i COMPLIMENTI a tutti i partecipanti per l’impegno e la qualità degli scatti finali!

Mi sono permesso di aggiungere le principali palette colore sotto alle foto per far capire meglio quanto sia stata rilevante la scelta delle tonalità e dei colori. Anche il COLORE fa parte integrande della COMPOSIZIONE di uno scatto fotografico e non è meno importante di tanti altri fattori quali la LUCE, il TAGLIO, etc… Quando scattate fate caso ai COLORI presenti nell’inquadratura e se qualcosa “STONA” e questa stonatura non è voluta, cercate di rimediare togliendo quell’elemento o coprendolo. Oggi abbiamo il vantaggio di poterlo modificare facilmente in post produzione, ma se riuscite ad avere già l’occhio allenato in partenza è tutto di guadagnato.

Se me lo permetteranno sarò felice di coinvolgerli anche quest’anno con un altro tema…

Se siete della zona e volete prender parte al Gruppo Fotografico visitate la loro pagina Facebook qui.

foto di Patrik Petigat team Nikon

foto di Anna Walther team Fuji

 

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Il futuro della Fotografia

•21/01/2018 • 3 commenti

Al di là dei personali resoconti dell’anno passato e delle aspettative per quello appena iniziato, è giunto il momento di fare qualche riflessione sullo sviluppo del “MONDO” della fotografia.

È più che evidente che la FOTOGRAFIA, con la F maiuscola (anzi con tutto il resto maiuscolo), dopo un successo a 360° che negli anni passati ha visto incrementare numero di prodotti immessi sul mercato, di vendite, di “fotografi”, di modelle, di riviste, di mostre, di workshop, di tutto… nel 2017 abbia tirato inevitabilmente il freno (“non si può salire per sempre” direbbe quello là di cui non ricordo il nome) con una relativa diminuzione di vendite, di prodotti immessi sul mercato, di “fotografi”, di modelle, di riviste, di mostre, di workshop, di tutto…

Alla luce della chiusura dell’ennesima rivista fotografica (tra l’altro una delle riviste “storiche” del nostro paese) e della notizia che anche il mercato delle mirrorless (che sembrava essere in espansione) ha invertito rotta, sembrerebbe proprio che qualcosa stia cambiando…

Sarà la fine della FOTOGRAFIA? Diventerà solo fotografia (tutto minuscolo)? E quali saranno i pro e i contro?

Gli scenari che si apriranno saranno diversi, ma analizzando nello specifico il caso, si può dire che nulla è perduto: il futuro potrebbe riservare piacevoli sorprese.

Parliamoci chiaro: il boom della FOTOGRAFIA degli anni scorsi, scaturito dall’avvento del digitale e dei social ha reso tutti noi un po’ “fotografi” e un po’ “sognatori”. L’idea che si potesse “SPERARE” di avviare una nuova professione fatta di  fankazzismo per il 99% della giornata, di belle donne e tante soddisfazioni mandando a quel paese il vecchio lavoro allettava grandi e piccini. La corsa all’acquisto di un corpo macchina REFLEX prima e della proposta di manodopera a bassissimo costo poi, hanno pian piano saturato il mercato recando seri danni ai FOTOGRAFI PROFESSIONISTI, ma facendo schizzare alle stelle le vendite delle macchine fotografiche aumentando il relativo interesse verso tutto ciò che gravitava intorno alla “FOTOGRAFIA”.

Poi cos’è successo? È successo che “SPERARE” non è come “METTERE IN PRATICA” e non appena ci si è accorti che fare il fotografo VERO è impegnativo quanto una qualsiasi attività professionale indipendente e che riuscire ad arrivare a fine mese, pagando anche le tasse, non è così facile, molti hanno tirato i remi in barca e con la relativa “restrizione” della visibilità gratuita sulle pagine dei SOCIAL, che ha fatto perdere ai più il gusto del semplice “METTERSI IN MOSTRA”, l’attenzione verso la FOTOGRAFIA ha iniziato a perdere il proprio FASCINO.

È la disfatta? No, potrebbe essere la vera rinascita.

Chi in quest’ultimo periodo non attaccherà la macchina “al chiodo” potrà dire di avere la fotografia nel sangue e se a restare in gioco saranno solo i veri professionisti e gli aspiranti tali, il dialogo tra le parti diventerà nuovamente di alto livello e di qualità!

Proprio in questo periodo si sta parlando sempre più di un ritorno dell’analogico, della voglia di sviluppare e di ottenere quel feeling che il digitale non è mai riuscito a riprodurre. Si sta notando un interesse maggiore per le Mostre con la M maiuscola, un calo dei ciarlatani dal workshop facile (per meglio dire coloro che oggi comprano la macchina fotografica e domani tengono un workshop su come usarla non sapendo nemmeno usarla in manuale), una migliore qualità nelle foto pubblicate in generale… e se tutto questo andrà a discapito di una “FAMA” probabilmente sovrastimata di cui ha goduto la fotografia negli ultimi anni, sapete che vi dico? Ben venga!

BUON 2018 A TUTTI!

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Guardarsi indietro… e guardare avanti

•30/12/2017 • Lascia un commento

Com’è consuetudine di fine anno provo a tirare le somme.

Guardarsi indietro ha un sapore nostalgico che è in grado di mixare emozioni di vario genere, così quello che potrebbe sembrare un semplice aggiornamento di un curriculum artistico, diventa in realtà uno spaccato di vita che, nel bene o nel male, ha lasciato il segno.

Il 2017 è stato un anno strano, non come il 2016 che sotto certi punti di vista è stato veramente pesante. Diciamo che è stato un anno a “targhe alterne”: si è rivelato fighissimo e triste… spensierato e impegnativo… Un saliscendi che mi sta facendo abituare alle peggiori montagne russe. Ma tralasciando le divagazioni filosofiche e tornando a quelle artistiche, il 2017 è stato un anno ricco di soddisfazioni.

Anche quest’anno ho avuto modo di scattare con modelle e amiche con le quali mi ero già trovato negli anni passati e al contempo di conoscerne di nuove con le quali mi son trovato benissimo. Ho consolidato la collaborazione con la mia grande amica del cuore CUNENE e grazie a lei riesco a scattare qualche volta in più. Il 2017 è iniziato infatti proprio con una collaborazione di questo tipo, scattando le foto alla bellissima RIAE… per poi continuare con Nicole e finire con Catherine. Parallelamente ho scattato anche per conto mio prediligendo quelle modelle che abitano nelle vicinanze in modo da riuscire a scattare dopo cena o senza preavviso.

A febbraio ho avuto l’onore di essere pubblicato per la seconda volta in COPERTINA su “DIGITAL CAMERA MAGAZINE”, una tra le più lette e diffuse riviste italiane di fotografia con un’immagine che ritrae la bellissima Elenina e, se hai letto il post precedente, sarò presente con l’immagine “SOTTOSOPRA” anche sul numero di gennaio 2018… Quindi posso dire di aver aperto e chiuso l’anno in bellezza!

A inizio anno è uscito  anche il mio primo “lavoro pubblicitario” (realizzato per lo studio grafico dove lavoro) vagamente in stile ETTONE… per una doppia pagina pubblicata su diversi magazine tra i quali VOGUE ACCESSORY e VO+.

Ho poi avuto modo di portare in giro per ben due volte la serata “Tutto ciò che non dovresti sapere per fare belle foto”, prima a Pianezza (TO) e poco tempo fa ad Alessandria e per questo non finirò mai di ringraziare i vari Gruppi e Associazioni che mi ospitano trattandomi come una star. State in campana perché per il 2018 bollono in pentola altri appuntamenti.

Sempre in Alessandria, in primavera, ho preso parte alla giuria della prima Maratona Fotografica Alessandrina organizzata dall’Associazione BIANCO FESTIVAL e durante l’estate, sempre grazie a BIANCO FESTIVAL, ho potuto esporre il mio primo progetto non prettamente ettoniano, dal titolo “COLORFUL SEX”. In occasione del BIANCO FESTIVAL ho poi tenuto una breve conferenza sulle ISPIRAZIONI nella splendida location del Chiostro di Santa Maria di Castello in Alessandria.

Sono tornato in RADIO, precisamente nel programma di RADIO ALEX 89.9 fm condotto da Ugo Galassi per parlare di fotografia.

In aprile avevo anche avuto modo di partecipare alla prima intervista doppia fotografica che vedeva contrapposti il sottoscritto e il mitico ERMANNO IVONE in quel di Piacenza, presso Chez-art sede del Gruppo Fotografico Ri-flex.

Sempre nel periodo estivo, ho avuto l’onore di ospitare nel mio piccolo paesino il mitico ANDREA GOTTARDI con il suo GIALLONE (il camper giallo con il quale ha girato gran parte dell’Italia)…

Il 2017 è stato poi l’anno nel quale ho avuto il piacere di vedere con la mia dolce metà il concerto dei mitici Linkin Park a Monza durante gli I-Days anche se poco dopo il buon Chester ci ha lasciati. Quel fattaccio mi devasta ancora oggi.. ma the show must go on.

Ovviamente tutti questi fatti son ben documentati nei post di questo blog per cui basta scorrere gli articoli per vedere immagini e backstage. Qui non ripeto il tutto. Faccio però un sunto delle collaborazioni del 2017 mettendo una foto per modella come è ormai consuetudine da anni… rigorosamente in ordine alfabetico. Ps, in mezzo c’è un modello, scopri chi è! AH AH.

CATHERINE CABO’ – © all rights reserved – ph. by Ettone

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ELEN INA – © all rights reserved – ph. by Ettone

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ANDREA GOTTARDI – © all rights reserved – ph. by Ettone

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LUCIA MONDINI – © all rights reserved – ph. by Ettone

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NISA – © all rights reserved – ph. by Ettone

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RIAE – © all rights reserved – ph. by Ettone

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ROBIN – © all rights reserved – ph. by Ettone

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SARA – © all rights reserved – ph. by Ettone

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VALENTINA BUSSI – © all rights reserved – ph. by Ettone

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NICOLE VOLPE – © all rights reserved – ph. by Ettone

Al prossimo anno… con la speranza che sia sempre meglio! UN GRAZIE DI CUORE a tutti coloro che ho incontrato sul mio cammino e che hanno saputo accrescere la mia esperienza artistica e di vita.

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