Andrea e il suo viaggio alle Lofoten

Chi segue questo blog da tempo ha già sentito parlare di lui. Ho diversi amici che oltre ad essere dei veri appassionati di fotografia, lo sono anche per i viaggi. Per la precisione sono due i folli che ogni anno approfittano di qualche settimana di ferie per imbarcarsi in avventure che a volte sono più faticose della vita di tutti i giorni.

Andrea Nasuti è uno di questi. Vi ho già parlato di lui in un’articolo nel quale gli facevo raccontare attraverso un’interessante botta e risposta la sua avventura A CACCIA DI TORNADO negli Stati Uniti. Ci è andato diverse volte a tal punto che quest’anno ha pensato bene di cambiare meta. Niente più vento. Niente più pioggia, ma… tatatatan! GHIACCIO!!!

Ebbene sì, è da poco tornato da un viaggio in Norvegia dove ha scattato fotografie bellissime. E considerato il fatto che l’articolo/intervista sui tornado aveva avuto un buon riscontro di interesse, abbiamo pensato di realizzare un nuovo BOTTA e RISPOSTA anche su questo viaggio.

 

• Per prima cosa, dove sei andato di preciso e perché hai scelto questa meta.

Buongiorno Fabio! Sono stato alle isole Lofoten, in Norvegia. Le Lofoten sono una località molto interessante dal punto di vista paesaggistico, in quanto costituite da fiordi con picchi montuosi affacciati sul mare su cui sono sorti piccoli borghi di pescatori dalle architetture e colori molto caratteristici. Il tutto d’inverno si copre di neve creando un’atmosfera quasi magica e surreale. Inoltre, essendo queste località situate all’altezza del circolo polare artico, sono un’ottima postazione per osservare l’aurora boreale, durante le lunghe notti invernali del nord Europa. E vedere l’aurora boreale è sempre stato per me un sogno nel cassetto!

 

• Sei andato con un team, quanto è importante essere “aiutati” o comunque “seguiti” da chi è esperto di certe zone.

Essere con persone esperte dei luoghi aiuta ad andare subito a colpo sicuro nelle location più caratteristiche. Anche dal punto di vista logistico l’esperienza aiuta essendo luoghi organizzati in modo abbastanza differente dai nostri (ad esempio, gli hotel tradizionali praticamente non esistono e gli alloggi per turisti sono tipiche casette per pescatori ristrutturate e chiamate “rorbu”). In questo caso inoltre gli organizzatori erano dei fotografi professionisti pronti a dispensare ottimi consigli tecnici dal punto di visto fotografico e di post produzione.

• Essendo un blog di fotografia non posso fare a meno di non chiederti che attrezzatura avevi e avevate a disposizione come staff.

Le guide e la maggior parte dei partecipanti avevano corpi macchina Nikon, D800, D810 e D500. Io ero equipaggiato con una Canon 6D. Le ottiche Nikon più usate per i paesaggi sono state grandangolari da 14-24mm f2.8 oppure il classico 24-70mm f2.8. Talvolta per cogliere certi dettagli, come una casetta in lontananza, un peschereccio, o un picco lontano a strapiombo sul mare si sono usati tele, tipicamente 70-200mm f2.8. Io ho optato per la leggerezza con il Canon 24-105mm f4.0, adeguato nella maggioranza delle situazioni. Sempre per i paesaggi abbiamo usato spesso filtri GND e polarizzati. Per fotografare l’aurora non servono grandi attrezzature, basta un grandangolo f4 montato su una macchina capace di reggere bene, con pochi rumori di fondo, ISO3200 per tempi di 10 secondi. Il cavalletto è sempre stato un compagno fedele oltre che per l’aurora, anche per la paesaggistica e in particolare per sperimentare il bracheting.

 

• Quali difficoltà si incontrano a scattare in un ambiente così freddo?

Le temperature medie si aggiravano tra i -5°C e i -10°C. La difficoltà principale risiede nel fatto che bisogna star fermi per molto tempo, durante le albe, i tramonti e la notte per scattare l’aurora. Inoltre dovendo manovrare su ottiche e impostazioni, non è possibile tenere dei guanti molto imbottiti per le mani, che sono la parte del corpo che patisce di più. Se poi si vogliono produrre scatti un po’ più elaborati, ad esempio riprendendo soggetti su diversi piani, come l’aurora riflessa sulla riva del mare, o sul ghiaccio superficiale di un lago, allora il rischio di finire coi piedi a bagno è tutt’altro che remoto…
Scattando di notte una delle difficoltà maggiori è stata la messa a fuoco a infinito. E’ bene prepararsi di giorno per capire esattamente fino a che punto è necessario ruotare l’obbiettivo per impostare in manuale la messa a fuoco a infinito. L’aurora compare e scompare nel giro di pochi minuti e si deve scattare a colpo sicuro per non perdere l’attimo.

 

• Trucchi per resistere al freddo fotografando?

Molto utili sono stati dei prodotti in polvere confezionati in bustine, che una volta aperte, sprigionano e rilasciano calore lentamente, per alcune ore, e possono essere usati come soletta per le scarpe e inseriti in tasca o nei guanti, che devono essere necessariamente sottili e in tessuto tecnico. Le bustine sono reperibili nei negozi per attività sportive invernali, costano poco e fanno assolutamente la differenza!

• Ora parliamo un po’ del luogo e della gente. Facci sapere due cose che ti hanno colpito in positivo e due che ti hanno colpito in negativo.

I luoghi sono molto caratteristici e diversi da quelli a cui siamo abituati. La natura è aspra e selvaggia e l’uomo ha faticato non poco a colonizzare quelle terre. Con la popolazione locale abbiamo avuto pochi rapporti, ma in genere abbiamo trovato buona accoglienza.

Di positivo, mi hanno colpito la capacità di questo popolo di vivere in sintonia con la natura: ad esempio, abbiamo visto moltissimi gabbiani coi nidi sui tetti e finestre delle case, e mi è stato raccontato che dopo aver pescato ed essicato i merluzzi le teste vengono lasciate esposte come cibo per gli uccelli, come a compensazione di quanto prelevato dal mare. Notevoli anche i colori sgargianti delle case, rosse o gialle acceso. Inoltre, sono rimasto stupito dal fatto che avessi connessione 4G ovunque, e nei rorbu dove abbiamo alloggiato, una palafitta di legno sul mare, c’era la fibra ottica.

Di negativo, se vogliamo, i prezzi elevati e l’ospitalità a volte un po’ spartana. La prima notte avevamo i bagni esterni, e per fare una doccia o lavarsi i denti toccava fare una passeggiata nella neve con temperatura ampiamente sottozero e vento che tagliava la faccia.

 

• Torni a casa con un bel malloppo fotografico, sei soddisfatto? Cosa ti ha colpito di più a livello fotografico?

I primi giorni sono stati molto duri, il freddo e il vento sono un bel deterrente. Ma poi entrato nell’ottica, mi sono organizzato a dovere per sfruttare al meglio le opportunità fotografiche e per sopravvivere al freddo. Mi ha colpito la varietà inaspettata di linee e forme che freddo, ghiaccio e neve possono plasmare. Oltre all’aurora, che è un fenomeno davvero unico e spettacolare. Da questo punto di vista siamo stati fortunati per essere riusciti a vederla bene, il che non è scontato.

 

• E infine la domanda che tutti farebbero: ci torneresti? Consigli da dare?

È una di quelle esperienze per cui solo la seconda volta l’apprezzi davvero. Perché conosci le difficoltà e le strategie per minimizzarle. Credo che avendone l’occasione e con la compagnia giusta tornerei volentieri. Consigli per la sopravvivenza: se andate in inverno, accertatevi che il bagno sia interno al vostro alloggio! Siate ben preparati per il freddo: un fotografo deve essere agile per raggiungere le migliori postazioni, ma poi può anche rimanere due ore fermo nella stessa location, ad attendere luce e condizioni favorevoli, per cui è importante vestirsi con abbigliamento tecnico e confortevole. Le bustine “riscaldanti” sono fondamentali, così come una torcia frontale per muoversi nella notte a caccia di aurora.

Bene… grazie ancora per aver condiviso le tue impressioni. Personalmente, al di là del discorso fotografico, ho trovato molto utile il discorso delle bustine che si riscaldano. 😉

Chissà, magari il prossimo giro lo faremo insieme, la Norvegia è una di quelle terre che mi piacerebbe visitare una volta nella vita.

Bene… godetevi le FOTO di ANDREA NASUTI e se non vi bastano andate sul suo profilo instagram: @andreanasuti

 

 

© all rights reserved – Andrea Nasuti 2018

———————————-

 ALL RIGHTS OF THE PICTURES IN THIS PAGE ARE RESERVED – Don’t copy or publish anywhere without the written permission of the photographer.

TUTTI I DIRITTI DELLE IMMAGINI PUBBLICATE IN QUESTA PAGINA SONO RISERVATI – Non pubblicare o usare queste foto da nessuna parte senza il permesso scritto dal fotografo.

PS, SE QUI SOTTO APPARE UNA PUBBLICITA’ SAPPI CHE NON L’HO MESSA IO…

Annunci

~ di messaggisofisticati su 10/03/2018.

Una Risposta to “Andrea e il suo viaggio alle Lofoten”

  1. Davvero spettacolare.. che invidia!!! 😊

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: