Il futuro della Fotografia

Al di là dei personali resoconti dell’anno passato e delle aspettative per quello appena iniziato, è giunto il momento di fare qualche riflessione sullo sviluppo del “MONDO” della fotografia.

È più che evidente che la FOTOGRAFIA, con la F maiuscola (anzi con tutto il resto maiuscolo), dopo un successo a 360° che negli anni passati ha visto incrementare numero di prodotti immessi sul mercato, di vendite, di “fotografi”, di modelle, di riviste, di mostre, di workshop, di tutto… nel 2017 abbia tirato inevitabilmente il freno (“non si può salire per sempre” direbbe quello là di cui non ricordo il nome) con una relativa diminuzione di vendite, di prodotti immessi sul mercato, di “fotografi”, di modelle, di riviste, di mostre, di workshop, di tutto…

Alla luce della chiusura dell’ennesima rivista fotografica (tra l’altro una delle riviste “storiche” del nostro paese) e della notizia che anche il mercato delle mirrorless (che sembrava essere in espansione) ha invertito rotta, sembrerebbe proprio che qualcosa stia cambiando…

Sarà la fine della FOTOGRAFIA? Diventerà solo fotografia (tutto minuscolo)? E quali saranno i pro e i contro?

Gli scenari che si apriranno saranno diversi, ma analizzando nello specifico il caso, si può dire che nulla è perduto: il futuro potrebbe riservare piacevoli sorprese.

Parliamoci chiaro: il boom della FOTOGRAFIA degli anni scorsi, scaturito dall’avvento del digitale e dei social ha reso tutti noi un po’ “fotografi” e un po’ “sognatori”. L’idea che si potesse “SPERARE” di avviare una nuova professione fatta di  fankazzismo per il 99% della giornata, di belle donne e tante soddisfazioni mandando a quel paese il vecchio lavoro allettava grandi e piccini. La corsa all’acquisto di un corpo macchina REFLEX prima e della proposta di manodopera a bassissimo costo poi, hanno pian piano saturato il mercato recando seri danni ai FOTOGRAFI PROFESSIONISTI, ma facendo schizzare alle stelle le vendite delle macchine fotografiche aumentando il relativo interesse verso tutto ciò che gravitava intorno alla “FOTOGRAFIA”.

Poi cos’è successo? È successo che “SPERARE” non è come “METTERE IN PRATICA” e non appena ci si è accorti che fare il fotografo VERO è impegnativo quanto una qualsiasi attività professionale indipendente e che riuscire ad arrivare a fine mese, pagando anche le tasse, non è così facile, molti hanno tirato i remi in barca e con la relativa “restrizione” della visibilità gratuita sulle pagine dei SOCIAL, che ha fatto perdere ai più il gusto del semplice “METTERSI IN MOSTRA”, l’attenzione verso la FOTOGRAFIA ha iniziato a perdere il proprio FASCINO.

È la disfatta? No, potrebbe essere la vera rinascita.

Chi in quest’ultimo periodo non attaccherà la macchina “al chiodo” potrà dire di avere la fotografia nel sangue e se a restare in gioco saranno solo i veri professionisti e gli aspiranti tali, il dialogo tra le parti diventerà nuovamente di alto livello e di qualità!

Proprio in questo periodo si sta parlando sempre più di un ritorno dell’analogico, della voglia di sviluppare e di ottenere quel feeling che il digitale non è mai riuscito a riprodurre. Si sta notando un interesse maggiore per le Mostre con la M maiuscola, un calo dei ciarlatani dal workshop facile (per meglio dire coloro che oggi comprano la macchina fotografica e domani tengono un workshop su come usarla non sapendo nemmeno usarla in manuale), una migliore qualità nelle foto pubblicate in generale… e se tutto questo andrà a discapito di una “FAMA” probabilmente sovrastimata di cui ha goduto la fotografia negli ultimi anni, sapete che vi dico? Ben venga!

BUON 2018 A TUTTI!

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PS, SE QUI SOTTO APPARE UNA PUBBLICITA’ SAPPI CHE NON L’HO MESSA IO…

~ di messaggisofisticati su 21/01/2018.

3 Risposte to “Il futuro della Fotografia”

  1. ciao, ottimo argomento sul quale torno tra un attimo.
    puoi eliminare la pubblicità dopo ogni articolo entrando nella pagina amministratore wp dopo cerca la voce lettura sotto impostazioni e sulla voce post collerali scegli “nascondi i contenuti”.
    ora tornando al discorso fotografico,ho sempre dubitato di quelli che si professano,anche solo amatori della fotografia avendo scattato solo con il cellulare.
    E’ vero l’abbattimento dei costi ha avvicinato tanti alla fotografia ma come dici anche tu, ha fatto anche tanto danno al professionismo. Io ritengo che fotografare sia qualcosa che devi sentire, è uno stato mentale, e non per forza ci deve essere l’ostentazione del mostrare, esempio ne è stato Vivien Maier, lei è un di quei FOTOGRAFI che chi si approccia alla fotografia dovrebbe tenere molto in considerazione.
    good shot

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