Arrivederci Chester

Quello del suicidio è un tema spinoso, complicato, non privo di incomprensioni e di punti di vista “opposti”. C’è chi lo reputa un atto di estrema disperazione, chi di estremo egoismo, chi un Peccato con la P maiuscola, chi una malattia che ti contagia nel profondo, un buio enorme dal quale nemmeno amore, fama e successo ti possono salvare.

Non spetta a me dare una risposta, ma di certo chi sopravvive si pone delle domande e spesso aggiunge disperazione alla disperazione, come è avvenuto allo stesso Chester nei confronti dell’amico Chris che si è suicidato poco tempo fa.

A volte le cose non capitano per caso. A volte sì. Seguo i LINKIN PARK dagli esordi. Mi hanno accompagnato in uno dei periodi più bui della mia vita per arrivare alla rinascita. Pesavo 48 kg (ora ne peso quasi 70) e quel ragazzo magrolino, pieno di tatuaggi, che dichiarava apertamente di avere avuto parecchi problemi d’infanzia, ma di esserne uscito grazie alla musica e grazie a un gruppo, quello dei LINKIN PARK, unito e “pulito” (passatemi il termine), era un faro in mezzo al mare.

La loro musica e in particolare la sua voce, forte, rabbiosa, al contempo melodica e dolce era molto più potente di mille medicine.

Già, perché quel ragazzo che vomitava prima di salire sul palco e che nonostante i milioni di dischi venduti se la faceva sotto per l’ansia sentendosi sempre fuori luogo non era probabilmente così forte come faceva vedere, però era così “normale” e vicino a noi da percepirlo quasi come un amico.

La vita è così breve che va vissuta per quello che è. Un turbinio di eventi positivi e negativi, di cadute e di ascese, di pianti, di felicità e di disperazione. Vale la pena arrancare, sudare, patire per arrivare a vedere cosa si cela in cima alle mille salite che troviamo sul nostro percorso.

Ringrazio Chester e i Linkin Park per le mille emozioni che mi hanno dato, fonte di ispirazione per tantissime delle mie foto che portano come titolo quello delle loro canzoni. Li ringrazio per aver contribuito (insieme a pochi altri gruppi musicali) a farmi trovare uno stile “fotografico” che mi ha dato tantissime soddisfazioni. Proprio grazie alla fotografia ho trovato la gioia più grande: la mia dolce metà! Persona con la quale, un mese fa, ho condiviso la gioia di vederli dal vivo, a Monza, per l’ultima volta.

In quell’occasione ci stupì il fatto che Chester scese dal palco durante la canzone più triste del nuovo album “ONE MORE LIGHT” seguita da una “CRAWLING” da pelle d’oca. Non so, probabilmente aveva già pianificato tutto e si stava godendo gli ultimi abbracci del pubblico, o forse no. Sta di fatto che andarsene il giorno del compleanno del suo migliore amico Chris non sa di casualità.

UN ABBRACCIO CHESTER, OVUNQUE TU SIA IN QUESTO MOMENTO.

Ps… non pensavo che avrei sofferto così tanto per la morte di un cantante. Ma è così…

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~ di messaggisofisticati su 21/07/2017.

5 Risposte to “Arrivederci Chester”

  1. Io sono cosi stranita e triste
    Davvero non capisco.

  2. siamo in tanti a pezzi..
    io li avevo visti nel 2014 e pensavo di avere chissà quante altre possiblità..
    e invece non potrò più vederli e mi sento di aver perso un fratello.
    un abbraccio..

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