Lo “Human Touch” in fotografia

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© Ettone – all rights reserved – Titolo: “Abortied” – Modella: Doris

Questo articolo nasce da una riflessione dopo aver letto un piccolo brano intitolato “FOTOGRAFIE CHOC” scritto da ROLAND BARTHES e raccolto in Miti d’Oggi edito da EINAUDI, che mi ha segnalato Filippo. Vi ricordate di lui? È quel fotografo che poco più di un mese fa, dopo aver scoperto di abitare nella mia stessa città, si è fatto avanti in privato proponendomi di berci un aperitivo e di conoscerci di persona…

Come stavo dicendo mi ha segnalato questo brano nel quale si critica una mostra che dovrebbe essere “CHOC”, ma che secondo il critico lascia ben poco spazio alla fantasia in quanto le foto son fin troppo “perfette” nella loro drammaticità. Ora, non state a mettere i puntini sulle “i”… più o meno il senso è questo anche se argomentato molto bene e con aperture verso ulteriori discussioni.

Di fatto mi è tornato in mente quello che in musica si chiama “HUMAN TOUCH”… Quando, anni fa, bazzicavo nel mondo della musica elettronica (anche senza essere in grado di scrivere una nota), ero solito osservare il mio amico compositore all’opera mentre componeva inserendo le note direttamente sullo spartito del programma musicale. Trattandosi di un programma di musica, il computer eseguiva lo spartito alla perfezione togliendo alla canzone quei piccoli errorini di pressione sui tasti, tempi, etc che sarebbero stati naturali se a suonare fossero state le dita di un “umano”… E lì avveniva la magia! Il mio amico riprendeva in mano lo spartito e spostava di pochissimo le note (rendendole meno precise) in modo da ridare “umanità” al brano. Questo procedimento si chiamava “dare lo human touch alla canzone”... CHE CI CREDIATE O NO FUNZIONAVA! La canzone prendeva tutta un’altra atmosfera.

Ecco… ciò che il brano di BARTHES mi ha riportato alla mente è che effettivamente “LA FOTO” per eccellenza non è quella PERFETTA in tutti i suoi canoni (tecnici, di composizione, luce, soggetto, oggetto, etc…) ma è quella che seppur leggermente IMPERFETTA trasmette un certo senzo di calore, di imperfezione “umana” che la rende più vicina all’osservatore e soprattutto che gli permette di viverla immaginandosi l’evolversi della scena o semplicemente ciò che è fuori dall’inquadratura… Una FOTO deve parlare… e perché questo avvenga deve essere UMANA e NON ARTEFATTA all’inverosimile.

A tal proposito ho aperto con uno degli scatti che più mi piace tra tutti quelli realizzati l’anno scorso dal titolo “Abortied”; una foto che a mio avviso trasmette moltissimo e potrebbe aprire a discussioni profonde senza però essere diretta e cruda come l’argomento trattato.

Grazie Filippo per lo spunto…😉

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~ di messaggisofisticati su 10/04/2016.

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