Evoluzione…

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Qualcuno di voi avrà notato che nonostante le tantissime novità di inizio anno (tutte citate negli articoli di questo blog) non ho realizzato nuovi shooting nel mio stile (a parte quello con Sara Crepaldi… l’unico per il momento)… Questo non perché mi sia allontanato dal mondo della fotografia o dal mio stile, ma semplicemente perché ritengo vi sia un tempo per tirare dritto, a testa bassa fino al traguardo e un tempo per pedalare con passo più dolce, per guardarsi intorno al fine di scovare nuove strade da percorrere.

Se seguissi solo il mio istinto creativo, quello che dopo una decina di anni mi ha condotto ad “Ettone” è inutile negare che continuerei a far foto così… e probabilmente sarà ciò che farò, ma concedetemi un po’ di “respiro” per testare nuovi stili, farli eventualmente miei: per sperimentare.

Ho acquistato un flash a batterie per poter traslare il mio stile da “studio” anche in esterno o in luoghi dove non è facile “tirare una prolunga”. Sto visidando nuove location e posti che già conosco guardandoli con un occhio diverso, non solo turistico, ma “creativo”. Se prima al lago ci andavo per passeggiare, ora ci porto la macchina fotografica e inizio a segnarmi angolazioni, luce e eventuali idee.

Perché condivido con voi questi pensieri? Non lo so. Penso che per alcuni di voi potranno essere degli utili suggerimenti. Lo STILE non nasce per caso, bisogna cercarlo, limarlo, coltivarlo e accudirlo… Non c’è altro modo per raggiungere risultati apprezzabili.

Ieri ad esempio, sono andato a fare un giro ai laghi della Lavagnina, due laghi artificiali in provincia di Alessandria, vicino a Lerma, che sono famosi perché il lago piccolo – d’estate – è balneabile e rappresenta un punto di ritrovo per tantissime persone che preferiscono la natura e l’acqua dolce al caos del mare. Andarci fuori stagione rappresenta un qualcosa di insolito che da modo di prender contatto con una natura brulla e soprattutto con la solitudine e il silenzio.

Ho provato a scattare alcune foto per studiare angolazioni e luce. Non ho sperimentato scatti nel mio stile. A dire il vero non ho proprio sperimentato… o per lo meno non era mia intenzione. Volevo soltanto catalogare alcune “situazioni” per poi studiarci su qualcosa di più articolato e ritornarci con luci, outfit, modella e soprattutto con un concept preciso. Non so se questo accadrà, ma tornando a casa mi sono divertito a sistemare questi scatti dandogli un tocco di post produzione in stile “Albi”... fotografo che ammiro e che seguo da tempo e che vi ho già citato in questo blog tempo fa.

Qui sotto un fake-model della diga sul lago grande. Cos’è un fake model?

È uno scatto realizzato ad uno scenario reale, presumibilmente grande, che viene post prodotto aggiungendo una profondità di campo minore che da l’idea di essere uno scatto “macro”.  Tale “effetto” inganna l’occhio dell’0sservatore facendo percepire la scena come se fosse un modellino in miniatura.

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~ di messaggisofisticati su 14/02/2016.

4 Risposte to “Evoluzione…”

  1. Approvo e condivido a partire dal titolo, ma soprattutto per l’approccio perché dai dignità alla FOTOGRAFIA intesa sia come mestiere sia come arte espressiva. In tutti i e due i casi, dietro uno scatto c’è studio e fatica.
    Saluti

  2. Cosa usi per simulare la profondità di campo ridotta? Un filtro particolare di PS?

    • Premesso che la profondità di campo è una delle cose più difficili da riprodurre in modo serio con photoshop perché ogni elemento dovrebbe essere sfocato in modo diverso in base alla sua distanza o vicinanza dal punto di messa a fuoco… e premesso che l’unica foto delle tre nella quale ho aggiunto un effetto “veloce” e “sommario” per diminuire la profondità di campo è quella del “FAKE MODEL”… Io normalmente uso la “SFOCATURA LENTE”… che è quella che riproduce al meglio l’effetto di un obiettivo. La trovi nell’elenco delle SFOCATURE se non erro… Sul nuovo CC dovrei guardarci in studio.

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