A caccia di TORNADO!!!

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Lui si chiama Andrea Nasuti ed è un carissimo amico… Non potrebbe essere altrimenti visto che quello che ha fatto è da fuori di testa!!! Gli amici me li scelgo con caratteristiche particolari!

Dovete sapere che Andrea oltre che ad essere un ottimo fotografo è anche un appassionato di metereologia e due settimane fa è partito alla volta dell’Oklahoma, negli Stati Uniti, per andare a caccia di TORNADO (detti twister) insieme ad uno sparuto gruppo di appassionati. Una di quelle avventure che si fanno senza pensarci troppo perché sono l’opposto di una vancanza rilassante, ma che ci crediate o no, gli ho invidiato parecchio perché è una di quelle cose che mi piacerebbe fare almeno una volta nella vita (ps, dopo quello che mi ha raccontato mi sa che mi accontenterò di vedere le sue foto).

Quelle che vedete in questo post sono tutte foto sue. La caccia ha dato buoni frutti e ho trovato divertente farmi raccontare la sua “AVVENTURA” sottoforma di intervista. Godetevela!!!

 

Quali sono state le difficoltà maggiori riscontrate nell’avvicinarsi alle tempeste?
La vastità delle Plains americane: al mattino si studiano i modelli e si cerca di capire la zona dove, nelle ore successive, potranno svilupparsi fenomeni vorticosi, ma il problema è che spesso le zone a rischio hanno estensione di centinaia di miglia. In quest’area enorme serve poi l’esperienza (e una buona dose di fortuna) per identificare già dai primi stati di evoluzione le celle temporalesche che potrebbero dar origine a tornado, e fiondarcisi sotto. Una volta scelta una cella si spera che questa riesca ad evolvere in supercella tornadica altrimenti data l’enorme vastità dei territori e i limiti di velocità su strada (su cui gli sceriffi locali non transigono…) si rischia di chiudere la giornata a vuoto.
A questo aggiungerei la scarsità di strade e vie di fuga. Infatti si attraversano territori in gran parte disabitati e privi di rete viaria capillare come da noi in Italia. E’ possibile proseguire per decine di miglia su una “statale” americana senza imbattersi in un incrocio.

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Una curiosità: che rumore fa un tornado?
Quelli a cui abbiamo assistitito, formati in luoghi disabitati e in aperta campagna, erano molto silenziosi. Non senti nulla: rimani sorpreso, e resti come pietrificato ad ammirarli. Mi hanno raccontato che nel caso un tornado si formi molto vicino, sopra la propria testa, si sente un sibilo intenso.

È stato molto rischioso o eravate a debita distanza? Descrivi le tue emozioni quando fotografavi un tornado che si stava formando.
La nostra guida è un ragazzo piuttosto spericolato che si lancia sempre puntualmente al di sotto delle “wall cloud”, le formazioni nuvolose ribassate rispetto alla base del temporale, da cui si originano i tornado. Spesso su strade sterrate. Questo può essere pericoloso, ma forti della sua esperienza decennale nella caccia al tornado gli abbiamo concesso carta bianca. Al suo primo segnale di pericolo imminente, nel giro di pochi secondi eravamo tutti in auto pronti alla fuga.
Quando sei lì sotto alla wall cloud, c’è da farsela letteralmente addosso. Non hai tempo di pensare, e vai avanti per adrenalina. Improvvisamente non hai più fame, non hai più freddo, e non dai peso ai vestiti fradici che hai addosso. Intorno hai tuoni e fulmini, chicchi di grandine che cadono isolati, raffiche di vento, formazioni nuvolose basse e inquietanti sulla testa che cambiano velocemente forma e dimensioni e da un momento all’altro possono scendere a terra e originare vortici con venti devastanti… la situazione può precipitare in pochi secondi… scatti perchè devi scattare, perchè vuoi catturare quelle emozioni che non rivivrai più a meno di non tornare in quei luoghi… le supercelle delle Plains sono molto diverse dai nostri comuni temporali, sembrano più che altro delle enormi e mostruose creature dotate di una propria volontà, e la cui sfida necessita di grande rispetto e consapevolezza.

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Chi vi guida in queste avventure?
La guida ufficiale è Andrea Griffa, medico lombardo e appassionato di meteorologia, che da circa 10 anni si lancia in queste avventure negli States e ha ormai acquisito una ragguardevole esperienza. Negli ultimi due anni il suo tour è stato sponsorizzato da 3Bmeteo, società italiana dedita alla meteorologia.

Mi ha colpito molto anche la descrizione dei luoghi, da quelli dove mangiavate a quelli dove dormivate, molto stile Motel da film horror… Raccontaci le tue impressioni!
La vita dello “storm chaser”, cacciatore di temporali, è una vita frenetica “on the road”: si mangia quando si può e si dorme dove capita. Questo perchè i ritmi della giornata e gli spostamenti sono dettati dall’evoluzione dei sistemi temporaleschi. Si può essere fortunati e nel caso una perturbazione stazioni più giorni nella stessa area gli spostamenti saranno limitati e ci si può concedere qualche pausa rilassante. Più spesso non è così: quest’anno abbiamo percorso circa 4600 miglia (7400 km) in 10 giorni, a cavallo di 4 stati americani. Fast food e motel spesso non di prima scelta e in posti dimenticati dalla civiltà sono all’ordine del giorno. Quando non si trovano fast food, crackers, banane e barrette energetiche. Nelle località più remote, non era raro trovare letti abitati da ragni  e scarafaggi. La prudenza suggeriva anche di sprangare porte e dormire con i documenti sotto al cuscino. Non ci siamo mai fermati a dormire o mangiare per due volte nello stesso posto. Ma ripeto, non sono mancate le soddisfazioni: oltre a quelle meteorologiche e fotografiche, nelle giornate più tranquille ci siamo concessi grandi abbuffate (e bevute) nelle steakhouse americane!
Senza contare le risate fatte in auto coi miei compagni di viaggio, come quando siamo sfuggiti al camionista che voleva farci la pelle, o abbiamo scampato la multa dello sceriffo!

 

Lo rifaresti?
Certamente sì! Anche perchè la prima volta serve a capire come funziona e cosa aspettarsi, è la seconda volta che ti diverti davvero!

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© all rights reserved – Andrea Nasuti 2015

Per approfondimenti:
http://www.cacciatoriditornado.it/Tornado,_temporali,_stormchasers/Home.html
http://www.3bmeteo.com/tornadotour

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facebook_messaggisofisticati copy ALL RIGHTS OF THE PICTURES IN THIS PAGE ARE RESERVED – Don’t copy or publish anywhere without the written permission of the photographer.

TUTTI I DIRITTI DELLE IMMAGINI PUBBLICATE IN QUESTA PAGINA SONO RISERVATI – Non pubblicare o usare queste foto da nessuna parte senza il permesso scritto dal fotografo.

PS, SE QUI SOTTO APPARE UNA PUBBLICITA’ SAPPI CHE NON L’HO MESSA IO…

~ di messaggisofisticati su 01/06/2015.

2 Risposte to “A caccia di TORNADO!!!”

  1. Dev’essere un’esperienza indescrivibile, nonosrtante Andrea faccia del suo meglio per raccontarla sia per immagini (splendide) che a parole.
    Un pizzico di invidia, per la bravura e per il coraggio di essere proprio lì sotto e continuare a scattare.

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