Kink, James Franco e il cambiamento dei tempi

kink_poster

Dopo aver visto “KINK” il docu-film diretto da Christina Voros e prodotto da James Franco andato in onda ieri sera alle 23.00 in chiaro e in italiano su CIELO, sono riaffiorati ricordi e relative riflessioni…

Era esattamente il 5 aprile 2007 quando un sito con il quale collaboravo pubblicò l’intervista che realizzai a MATT WILLIAMS, Art Director di HOGTIED.COM (il sito più vecchio e più famoso tra quelli della Kink.com Corporation).

Al tempo non si parlava facilmente di BDSM estremo, anzi, era un vero tabù. A me il BDSM non è mai interessato direttamente, ma essendo un appassionato di bondage ovviamente bazzicavo per curiosità e interesse anche le culture affini.

In Italia se volevi far foto bondage ad una modella dovevi mettere in conto alcuni giorni per spiegarle per bene di cosa si trattasse e non eri sicuro che alla fine accettasse… Oggi sono cambiate molte cose. Una bella spinta l’ha indubbiamente data “50 sfumature di grigio“, ma diciamo che anche la mentalità della gente è leggermente più aperta (a parte alcuni casi estremi e irrecuperabili). Mai avrei immaginato che far foto bondage ad una modella diventasse così “comune” e a dir poco “scontato”…

Ma torniamo a MATT WILLIAMS… Matt fu uno dei primi – insieme al fondatore Peter Acworth – a lavorare duramente per realizzare video e shooting per il sito hogtied.com… Erano video moooolto forti sia dal punto di vista della sottomissione che da quello erotico, per non dire porno… Non erano video facili da “digerire”, ma mi ricordo che rimasi subito colpito dalla professionalità e dalla cura con cui venivano realizzati. A differenza infatti della “bassa qualità” di ciò che si trovava in rete, erano in grado di realizzare video con scenografie mozzafiato (collaborando con scenografi di Hollywood) e con attrezzature che al tempo, credetemi, non costavano poco. Accanto ai video “nudi e crudi” affiancavano dei video di backstage dove erano soliti sdrammatizzare e in quei frame si percepiva il divertimento di chi aveva fatto diventare una “PROFESSIONE” ciò che prima era una”PASSIONE”… Tutto appariva così leggero, così “scontato” e “facile” anche quando si parlava di temi scottanti come il BDSM estremo.

Rimasi da subito colpito più dalle location e dall’uso delle luci che non dai soggetti ritratti. Copiai alcune idee come quella di utilizzare la spugna grigia che si compra da Decathlon per fingere un pavimento di cemento: un pavimento caldo e morbido!

Andando a riprendere il testo di quell’intervista ciò che mi fa riflettere ancora oggi è che nonostante San Francisco (città che ospita la loro sede) e gli States in generale siano considerati in tutti i sensi patria della libertà, alla domanda “Qual è il feeling tra il Team e la società americana” la sua risposta fu che era moolto chiusa e che gli States erano (e probabilmente sono) uno dei paesi più puritani tra quelli occidentali. Non doveva quindi essere stato facile far accettare agli abitanti di San Francisco che uno degli edifici “storici” della città, la SF HARMORY (foto sotto), sarebbe diventata di lì a poco la sede del colosso mondiale del BDSM ESTREMO con più di dieci siti all’attivo, feste e da qualche anno anche un docu-film “KINK” portato a testa alta al Sundance Festival e mandato in onda in chiaro su CIELO

Che siano realmente cambiati i tempi? Che sia solo l’ennesima moda passeggera? A cosa giova tutto ciò? Chi può dirlo… Tra altri 8 anni probabilmente avrò modo di darvi una nuova lettura dei cambiamenti… Per il momento mi godo con piacere la libertà nel poter fotografare un concept con una corda senza dovermi porre troppi problemi e tutto questo grazie anche a chi di queste passioni ne ha fatto uno stile di vita che si può condividere oppure no, ma di certo non condannare.

E6kUY

la SF Harmory sede della Kink.com Corporation

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~ di messaggisofisticati su 17/04/2015.

4 Risposte to “Kink, James Franco e il cambiamento dei tempi”

  1. Ne ho sentito parlare ma ancora nn mi sono decisa a vederlo…

    • nulla di che… Chi segue KINK.com con i backstage gratuiti ha sicuramente visto di più… Il docu-film è per “tutti” e come tale molto generico sui contenuti e, a mio avviso, anche fin troppo “serioso”… Mi ha dato l’impressione che vi sia una vena di tristezza in tutti quelli che lavorano lì che sinceramente non trovo nei backstage che loro pubblicano. In ogni caso è comunque un buon spunto di riflessione.

  2. Credo sia stato proprio tu a farmi conoscere il sito di quegli allegroni di hogtied.com. Come rimarchi giustamente, sono dei professionisti e probabilmente i migliori in quel campo.
    Tra le loro modelle compaiono delle guest star mica male (tra tutte, l’adorata Stacy Burke) e, pur ripetendo sostanzialmente il loro repertorio di legacci e supplizi più o meno simulati, difficilmente ripropongono la stessa minestra riscladata per due volte.
    Non conoscevo questo documentario, ma ora lo cercherò e gli darò un’occhiata…. bella la foto usata per la locandina, ad ogni modo, avresti potuto firmarla tu.😉

    • Sono una brutta persona, ti porto sulla cattiva strada😛
      Sinceramente da qualche anno non li seguo più. Son diventati troppo “pesanti” e troppo “commerciali”… Capisco che la “baracca” costi e che debbano seguire il mercato, ma si intuisce che certi estremismi non sono più frutto della passione personale, ma semplicemente della “richiesta” del pubblico.

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