Gli aspiranti fotografi hanno fatto audience

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In principio c’era il “bar dello Sport”, poi arrivò internet con i forum, i blog, facebook, twitter e compagnia bella, un luogo dove al grido di “libertà di espressione” siamo diventati tuttologi, professionisti, esperti, ma in tutti questi casi la migliore descrizione del fenomeno resta pur sempre ancorata alla tradizione e viene riassunta in: “chiacchiere da bar”.

Il 14 luglio scorso su di un BLOG è stato pubblicato un articolo spiritoso dal titolo “Gli aspiranti fotografi hanno rotto il cazzo” atto a criticare l’orda di fantomatici fotoamatori che si fanno strada rubando lavoro ai professionisti… (lo puoi leggere QUI). L’articolo in questione è ben presto diventato un piccolo fenomeno virale con un livello di condivisione molto alto e fazioni opposte di lettori e critici/fotografi intenti a dare il proprio giudizio a riguardo. L’articolo è scritto relativamente bene, divertente all’ennesima potenza soprattutto per il risvolto tragicomico e surreale della vicenda ed è anche particolarmente schietto e un po’ “pesante” sulla questione principale che – a scanso di equivoci – non è rivolta ai fotoamatori che restano tali, ma a quelli che comprata la macchina oggi, si mettono domani a far servizi per matrimoni, commerciali o workshop a costo zero semplicemente perché non pagano le tasse!

Rileggendo l’articolo non ci trovo nulla che vada contro chi per diletto sperimenta e fa foto a qualsiasi soggetto possibile (animato, “dotato di tette” o inanimato che sia)… Tutti liberi di acquistare macchine reflex e di provare, scattare, collezionare, pubblicare e condividere.

Tuttavia tale articolo ha scatenato un vero vespaio e non sono certo io colui che ne deve prendere le difese…

C’è chi ha criticato il fatto che un professionista serio non debba temere la concorrenza sleale di un fotoamatore e che un articolo del genere sia solo opera di un professionista incapace che vede scemare anche l’ultimissima possibilità di lavoro. Potrei condividere l’opinione, poiché sono il primo (l’ho già ribadito più volte e in più sedi) ad essere cresciuto basandomi sul fatto che “lavorare bene e in modo professionale dia sempre buoni frutti”. Lamentarsi non serve a nulla (rimboccarsi le maniche e olio di ricino).

Tuttavia il discorso è un po’ più complicato… Al giorno d’oggi il cliente medio chiede dei preventivi senza il minimo background culturale e ovviamente opta per il più basso convinto di aver fatto la furbata. Se il preventivo più basso lo può fare solo un semiprofessionista non in regola è ovvio che i lavori li prenderà tutti lui… Il cliente affiderà il lavoro nelle mani di quest’ultimo che non facendolo in modo professionale non darà i frutti sperati, alias “sarà un buco nell’acqua” e un investimento buttato nel cesso. Il cliente capirà, forse, di aver sbagliato e solo in quel momento si dirigerà verso colui che sa lavorare bene e che è un vero professionista (lo vedi? Lavorare bene e in modo professionale da sempre buoni frutti). Purtroppo però il cliente una volta arrivato dal VERO PROFESSIONISTA non si metterà in ginocchio chiedendo perdono al grido di “Ti do tutto quel che ho purché mi salvi”, ma nella più reale delle situazioni esordirà con una battuta del tipo “Dato che son stato fregato da un fantomatico professionista e che ho perso tutto quello che potevo investire, avrei bisogno di te e della tua rinomata professionalità, ma non ho molti soldi da darti” oppure “ti pago quando posso (alias mai)”… Questa è la morale… Tirate voi le somme…

C’è anche chi ha criticato il fatto che sia meglio progredire consumando il tempo a fare esperimenti e prove fotografiche anziché scrivere articoli critici e commenti di risposta… Anche in questo caso concordo a pieno… tuttavia la verità di fondo è un’altra e anche se non ne ho la certezza, diciamo che a naso mi verrebbe da pensare che certi articoli, così come il clamore che ne è scaturito, siano scritti e pubblicati non tanto per amore della professione fotografica o della fotografia in generale, ma semplicemente per portare più visite possibili al blog… A quale pro non saprei dirlo, quello è marketing e andrebbe analizzato ogni singolo caso. Basta però analizzare i blog di fotografi famosi per capire che articoli di critica e sbruffonate varie hanno cento volte più commenti e visualizzazioni di quelli nei quali vengono postati dei lavori… Come dire… Delle critiche serie il web se ne fotte, ma di sparlare siamo tutti felici! E questo perché? Perché le “chiacchiere da bar” sono sempre esistite e sempre esisteranno finché la natura non cancellerà la specie umana dalla faccia dell’universo.

Pertanto amici miei… qualunque sia la vostra conclusione, se avete criticato, commentato o condiviso quell’articolo significa che anche voi siete entrati nel vortice.

E sia chiaro, che se io sto scrivendo questo post, qui, sul mio blog, non è perché ho seriamente intenzione di ribattere a ciò che pensano gli altri, ma semplicemente perché in questo modo avrò più visite…

SEMPLICE NO?😉

 

 

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~ di messaggisofisticati su 15/07/2014.

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