Eve Arnold a Torino, Palazzo Madama

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Domenica scorsa, complice un pomeriggio di sole, mi trovavo in centro a Torino e ho deciso di andare a vedere la mostra di EVE ARNOLD presso Palazzo Madama (fino al 27 aprile – ingresso 8 euro).

EVE fu una storica fotografa della scuderia MAGNUM che ebbe la fortuna di immortalare più volte bellezze del mondo dello spettacolo divenute icone immortali (tra le quali spicca su tutte MARILYN MONROE). Morì nel 2012 all’età di 99 anni lasciando alle sue spalle e soprattutto negli archivi della Magnum un gran numero di scatti che non solo ritraevano momenti privati o pubblici di molti personaggi famosi, ma anche spaccati di vita dei popoli lontani dalla sua cultura che più volte visitò come inviata.

Non mi dilungherò sulla mostra e sui contenuti, ma voglio fare una riflessione che probabilmente mi attirerà delle antipatie e sotto sotto sarà una sorta di “autogol”… Ma io sono abituato a tirarmi la mazza sui piedi da solo, per cui non ci faccio caso… 😉

Mi chiedo e vi chiedo: “A cosa servono le mostre fotografiche? Perché andarci?”

Sia chiaro che NON sono contrario alla diffusione dell’arte fotografica e alle mostre in generale. Così come NON sono contrario al fatto che occorra studiare per accrescere la propria cultura. Tuttavia ritengo che mentre per un dipinto vi è indubbiamente un enorme valore aggiunto nel vederlo in mostra piuttosto che stampato bene su di un libro (se ne possono osservare le pennellate, lo spessore del colore, le ombre, etc…), per una foto in mostra non è così.

Sia ben chiaro che non ho nulla contro le mostre fotografiche, ma continuando a riflettere penso che una mostra fotografica debba dare qualcosa in più per valere la pena di “essere visitata”. Ad esempio? Volete un esempio? Mettendo in mostra foto inedite. Mettendo in contatto diretto il visitatore con il fotografo/artista tramite interviste e conferenze. Fornendo materiale informativo e storico ben dettagliato sotto forma di contributi filmati, audio e materiale stampato che vada al di là delle semplici nozioni in riferimento agli scatti esposti, insomma, che via sia qualcosa di veramente aggiuntivo a livello culturale rispetto al semplice osservare una foto che si potrebbe tranquillamente guardare dal proprio divano di casa con un bel libro in mano. E dal divano di casa si analizzerebbe meglio sotto vari aspetti tecnici senza avere rompiballe davanti, bambini rumorosi e riflessi delle luci sul vetro delle cornici.

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 www.messaggisofisticati.com

PS, SE QUI SOTTO APPARE UNA PUBBLICITA’ SAPPI CHE NON L’HO MESSA IO…

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~ di messaggisofisticati su 18/02/2014.

2 Risposte to “Eve Arnold a Torino, Palazzo Madama”

  1. Ciao!!Sono capitata per caso sul tuo blog…siccome ho letto questo post, non posso fare a meno di risponderti. Eve Arnold è una delle mie fotografe preferite in assoluto, tuttavia, nonostante sia ancora combattuta dalla mia decisione, non penso proprio che andrò a visitare la mostra proprio per il problema di cui fai riferimento qui sopra. Però ti svelerò qualcosina di più: sempre a Palazzo Madama, lo scorso anno, ho pianificato una giornata a Torino (io abito a Milano) perchè volevo vedere la mostra di Elliott Erwitt e ci sono rimasta malissimo proprio perchè, al di là delle semplici stampe attaccate al muro, non c’era niente, ma proprio nulla!!!Con tutte le mostre di fotografia che vado a vedere, non me lo sarei mai aspettata!Le mostre fotografiche sono speciali proprio quando ti ritrovi faccia a faccia con la vita e la storia dell’artista e il suo lavoro; molto spesso sono accompagnate da materiali quali le pellicole originali, le copertine di alcune riviste sulle quali sono state pubblicate le fotografie dell’artista o ancora lettere, cartoline, video, articoli di giornali e tanti altri materiali… La colpa molto spesso è degli organizzatori, e non ci possiamo fare nulla. In ogni caso non smettere di andare a vedere mostre del genere perchè molto spesso sono più belle e preziose di quello che in realtà ci si potrebbe aspettare!! Un saluto, Barbara!! =)

    • Ciao Barbara, grazie per essere passata di qui e per aver lasciato il tuo commento. Che dire… la pensiamo allo stesso modo per cui non aggiungo altro. Il mio post è più che altro una riflessione, ma sono conscio che non cambierà le cose. Gli organizzatori furbi fanno già mostre degne di nota, quelli che invece non lo sono per vari motivi (o che forse si credono più furbi degli altri) organizzano mostre povere impoverendo anche la cultura fotografica e artistica in generale…

      Passa ancora di qui 😉

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