Scegliere il workshop giusto

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In questi ultimi tempi non ho potuto fare a meno di non notare una proliferazione di WORKSHOP FOTOGRAFICI o presunti tali organizzati da persone che:
A) non hanno esperienza;
B) non hanno la benché minima idea di cosa sia un workshop fotografico;
C) li organizzano solo per arrotondare.

Il mio spirito non belligerante mi spinge a pensare che qualsiasi individuo sia libero di organizzare un WORSKHOP, un PARTY o quel che vuole purché i partecipanti siano liberi di decidere se parteciparvi o no. C’è però una differenza sostanziale tra l’essere liberi di scegliere di che morte morire e il non capire se quella scelta vi porterà alla morte! So che potrebbe sembrare una frase contorta, ma capirete che corrisponde al vero.

Mi spiego meglio: chiunque è libero di fare le proprie scelte se queste non sono imposte con la forza. Posso partecipare ad un Workshop per il solo motivo che sono amico del fotografo che lo organizza, oppure perché lo idolatro come una rock star o per altri mille motivi, fino a quello più importante:PER ACCRESCERE LA MIA ESPERIENZA E LA MIA PROFESSIONALITA’! Ma se non so distinguere tra queste “scelte” diventa impossibile prendere una decisione sensata. Si rischia infatti di andare ad un WORKSHOP convinti che “il fotografo sia una rock star amica che accresce i mille motivi” o, peggio ancora, si rischia di prendere un’INCULATA PAZZESCA e di buttare letteralmente nel cesso il vostro INVESTIMENTO!

Perché badate bene che partecipare a un WORKSHOP equivale a fare un investimento sulla propria professionalità, diciamo un corso di aggiornamento, per non dire un vero e proprio master. Come tale, un INVESTIMENTO, deve rendere al meglio restituendo molto di più di ciò che si è investito… Se non è così, vi prego, fate donazioni a chi ne ha veramente bisogno e sarete se non altro rincuorati nello spirito.

E voi direte: “Parli bene, ma se siamo agli inizi come facciamo a distinguere un buon workshop da uno farlocco?”

Da qui nasce questo post e la mia “PROVOCAZIONE”: fare WORKSHOP fotografici per insegnare agli aspiranti fotografi quale WORKSHOP scegliere!

La mia ulteriore provocazione, al fine di non apparire come colui che vuole approfittare dei più deboli, è che mi rendo disponibile GRATUITAMENTE a tenere una “lezione-workshop” di un pomeriggio con tema:“Come individuare lo stile di foto che ti appartiene (still life, paesaggio, fashion, etc…) e i workshop che più ti potrebbero servire!”…presso chi (nei paraggi: Piemonte/Lombardia/Liguria) metterà a disposizione un’aula, uno studio, un luogo nel quale ritrovarsi (se interessati scrivete qui nei commenti o tramite la mia pagina Facebook- QUI).

Detto questo, mi sono divertito a fare un breve elenco dei punti principali che occorre tenere presente prima di partecipare a un workshop. Premetto che sicuramente ci sono altri mille consigli altrettanto utili e che al momento non mi sono venuti in mente. Se ne conoscete aggiungeteli nei commenti e aggiornerò questo articolo.

1) Cercate di capire qual è lo stile che più vi appartiene o il settore commerciale (se intendete avviare la professione del fotografo) nel quale ci si vuole specializzare. Sarebbe pressoché inutile partecipare ad un workshop di still life se intendete diventare un fotografo di  nudo. Oddio, sono dell’idea che ad un buon workshop si impari sempre qualcosa, ma di fatto se siete già confusi all’inizio è molto probabile che butterete via i soldi. Attendete e schiaritevi le idee.

2) Diffidate del prezzo basso e delle offerte all inclusive… So che potrebbe sembrare un consiglio banale, ma il più delle volte i workshop interessanti costano per quello che valgono mentre chi offre workshop a 100 euro compreso pranzo, attrezzature e magari ci mette anche la modella indubbiamente non vende un buon prodotto a meno che non si tratti di una lezione e non di un vero e proprio workshop… In quel caso bisognerebbe valutare meglio la proposta.

3) Ad un workshop si va per imparare non per scattare. Per scattare basta pagare una modella o in alternativa andare ad un model sharing (qui eviterei di esprimermi soffermandomi soltanto sulla mera constatazione dell’esistenza di questa opzione).

4) Ad un workshop ci sarà un fotografo/professore che indicherà tutto il materiale da portare. Diffidate di chi da indicazioni dozzinali poiché se ha già le idee confuse l’organizzatore figuriamoci come spiegherà tutto il resto;

5) Informarsi bene sulla professionalità e sull’esperienza di chi conduce il workshop. Non basatevi sul fatto che il fotografo in questione abbia un sito con su scritto “fotografo professionista”… Se non siete in grado di valutare la qualità del suo operato partite dal presupposto che un sito lo può avere chiunque! Anzi, il più delle volte chi vuole “incularvi” si fa un sito: un BEL SITO! Conosco un sacco di ottimi professionisti che non hanno il sito web. Informatevi quindi su tutti i canali possibili. Chiedete info in giro… E se siete incerti, non andateci. Non fatevi fregare dai “MI PIACE” sulle pagine Facebook, con pochi euro si possono aumentare e non di poco!

6) Non partecipate perché ve lo chiede un amico. Il più delle volte è complice in affari con chi organizza o, se in buona fede, non è detto che il tema che interessa a lui possa essere utile anche a voi!

7) Non partecipate a workshop di post produzione se non sapete ancora accendere la macchina fotografica;

8) Partecipate a workshop di post produzione se avete un’ottima conoscenza di Photoshop. Se non ne avete prendete lezioni private o andate a corsi di Photoshop non a dei workshop!

9) Non andate ad un workshop di fashion con il solo intento di fotografare le chiappe della modella;

10) Diffidate da chi organizza workshop senza un numero chiuso di partecipanti. Il più delle volte chi apre le porte al mondo pensa già che non venga nessuno (e quindi ha poca stima della propria professionalità) oppure vuole fregare più fessi che può;

11) E’ lecito chiedersi cosa spinga quel determinato fotografo a tenere un workshop. Questa può sembrare una minchiata, ma è forse la domanda più seria che occorre porsi. Se un fotografo fa workshop c’è sempre un motivo che può andare dal più nobile tipo “che ama questo lavoro e vuole trasmetterlo al mondo” a quello più meschino e viscido “fregare più gente possibile per pagare le bollette che non riesce a pagare facendo servizi fotografici”… alias  “è un incapace”…

IN CONCLUSIONE: tengo a precisare che non intendo insegnare nulla a nessuno e che anche io, dal gradino medio di un’esperienza professionale di quasi quindici anni, cerco sempre di mettermi in gioco e di aprire la mente e la mia esperienza verso quella altrui. Tuttavia sto notando un numero crescente di “amatori” della fotografia (probabilmente causa crisi) che oggi comprano la reflex digitale e dopo un mese organizzano workshop. Quasi come se un workshop fosse un “bancomat” per fare cassa. Nel pensare a tutto ciò non posso fare a meno di non provare una forma di “compassione” verso chi, alle prime armi, si mette nelle mani di un fantomatico “esperto di sto ca**o” al pari di chi va a farsi togliere un dente da un dentista che poi si scopre non essere nemmeno un odontotecnico… STATE ATTENTI!

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~ di messaggisofisticati su 29/11/2013.

11 Risposte to “Scegliere il workshop giusto”

  1. eccellente

  2. forse complice la crisi, il proliferare dei cialtroni non è mai stato così elevato.

  3. parole sante!

  4. L’ha ribloggato su Blog di Gabriele Schini – Creative Photographer.

  5. finalmente qualcuno che dice le cose come stanno.

  6. […] tutti voi per lo spirito di condivisione dei miei articoli. L’articolo dal titolo “Scegliere il workshop giusto” ha ottenuto più di 600 visualizzazioni. Un record per questo blog! Questo mi fa pensare che […]

  7. […] visto che per il post precedente su come scegliere il “Workshop giusto” qualcuno si è sentito chiamato in causa nonostante non avessi preso nessuno (in modo […]

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