Pinketts “Mi piace il bar”

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Anche se non si direbbe a volte leggo qualche libro… Il tempo non è mai troppo e se consideriamo il fatto che per leggere mi ci vogliono calma e silenzio, gli unici pochi secondi che mi rimangono sono quelli che separano il momento in cui appoggio le chiappe sul materasso, dal momento in cui la testa sfiora il cuscino e il sonno prende il sopravvento. Comprenderai che di questo passo mi ci vorrebbero duecento anni per finire un tomo come “Io uccido” di Giorgio Faletti o per andare sul classicissimissimo “Il nome della rosa”.

“Il ragazzo si impegna” diceva la mia professoressa d’italiano (che mi auguro essere ancora in vita) “ma non si applica abbastanza”... In parte aveva pienamente ragione. Tuttavia leggere è un bellissimo passatempo, nutre la mente e da tono alla fantasia. Penso che una vita senza lettura sia una vita vuota. Leggere è cultura… Purché i libri siano brevi. 😉

Ma torniamo alle mie letture. Settimio Benedusi (che è un famoso fotografo italiano) alla Lectio Magistralis tenuta a Milano, disse: “FOTOGRAFIA E’ CULTURA, LA FOTOGRAFIA E’ CONOSCERE COSE… Se voi siete dei cretini che guardate il Grande Fratello, nelle vostre fotografie si capisce che guardare il Grande Fratello… Se leggete Calvino nelle vostre fotografie si capirà che leggete Calvino”…

Il discorso non farebbe una piega e lo condivido al 100%, se non fosse che il mio scrittore preferito è A.G. PINKETTS e che probabilmente del suo modo di operare nelle mie foto non c’è traccia… O forse sì? Dopotutto il “noir” non è “dark” ma richiama pur sempre atmosfere fumose, fredde… e allo stesso tempo il modo di scrivere di PINKETTS è pregno di ironia, elemento fondamentale nei miei concept… Sì, Benedusi ha ragione…

Detto questo e chiusa questa interminabile serie di parentesi, ti volevo segnalare l’uscita dell’ultima fatichina letteraria di PINKETTS dal titoloMI PIACE IL BAR” editore Barbera.

Non è un romanzo (quelli fino a ieri li pubblicava per la Mondadori e penso continui a scriverli per loro), ma una biografia semiseria della sua vita vista e vissuta nei bar che ha frequentato… E PINKETTS nei bar praticamente ci vive.

Non è un romanzo quindi non ha il tipico ritmo e stile delle storie che narrano le vicende del suo alter ego LAZZARO SANTANDREA, ma è comunque un ottimo libro, breve quanto basta per permettermi di leggerlo in tre sere e che attraversa gli anni 70, 80, 90 e 2000… E’ interessante scoprire come un “fuoriclasse” della letteratura come PINKETTS riesca a scrivere solo nei bar e come riesca a non farsi distrarre dalla gente o dalle sbornie…

Il mio consiglio? Perdi qualche ora per leggerlo… 😉

E se poi ti innamori della scrittura di PINKETTS ti consiglio di leggere: “L’assenza dell’Assenzio”, “Nonostante Clizia”, “Fuggevole Turchese” e il mitico, superbo, fantastico capolavoro “Il conto dell’ultima cena”... Tutti editi da Mondadori.

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~ di messaggisofisticati su 28/06/2013.

Una Risposta to “Pinketts “Mi piace il bar””

  1. Ma nooo!
    Ti consiglio un bel libro IL SIGNORE DEGLI ANELLI, sono solo 1200 pagine! E anche I PILASTRI DELLA TERRA
    o LE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO, ovvero 12 volumi da 400 pagine 😛
    Ovviamente scherzo! (o forse no).
    In ogni caso anche io elggo sempre quando mi corico… a volte leggo per ore, a volte mi addormento subito.
    Quando viaggiavo spesso in treno divoravo molti più libri perché trascorrevo il viaggio leggendo…

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