Imparare dai film

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Nella foto Mélanie Laurent

L’anno che si è appena concluso mi ha dato la possibilità, più di ogni altra volta, di venire a contatto con colleghi, appassionati o anche solo simpatizzanti della fotografia. Da questi incontri ne sono scaturite discussioni animate o semplici dialoghi a bassa voce e ciò che è emerso è che l’argomento in assoluto più trattato non ha riguardato “tecnica” o “attrezzatura”, ma con mio grande stupore “l’ispirazione”.

Trovo strano che un fotografo non sappia cosa fotografare. Sarebbe un po’ come se uno si comprasse una canna da pesca e non sapesse che pesce pigliare o in che i pesci stanno nell’acqua. Davo per scontato che chi avesse interesse per la fotografia fosse “ispirato” da quest’arte e invece mi son dovuto ricredere.

In passato ho già trattato l’argomento su questo blog. L’ispirazione è necessaria e oggi più che mai abbiamo a disposizione molti modi per “farci ispirare” dagli altri. Non serve guardare solo indietro nel tempo basandosi sull’ispirazione “storica”, sono fermamente convinto che esistano molti contemporanei, anche giovanissimi di età, in grado di fornire ottime idee creative e, per l’appunto, di ispirazione.

Tuttavia se internet e la stampa forniscono infinite fonti di ispirazione a cui BISOGNA guardare (senza aver paura di copiare) esiste un’altrettanto importante fonte di ispirazione che deriva dal CINEMA. Personalmente non amo il video, adoro la staticità perché trovo sia più facile analizzarne i particolari. Ma quando cerchiamo un’ispirazione più ampia, meno dettagliata a livello macro, e ad esempio cerchiamo di analizzare luci, inquadrature, tagli, concept o costumi allora trovo che il cinema (fatto bene) fornisca ottime risorse. Un’inquadratura che ci piace può fornirci con più facilità molte informazioni in quanto dal movimento della camera si potrebbe ad esempio carpire l’esatta provenienza delle luci, la prospettiva degli ambienti, etc…

Come se non bastasse, alcuni registi che io reputo veri e propri “ARTISTI” utilizzano tagli e luci che solo pochi fotografi al mondo riescono ad eguagliare. Non per altro tali registi si servono di bravissimi direttori della fotografia.

Questo post ad esempio è nato guardando per l’ennesima volta “BASTARDI SENZA GLORIA” di Quentin Tarantino. Conoscendone a menadito la storia ho focalizzato l’attenzione sui particolari fotografici e ci ho tirato fuori una quantità enorme di ispirazioni.

Una su tutte la posto qui sotto. L’ho trovata in rete e personalmente avrei preferito focalizzarmi su qualche frame successivo, ma va bene ugualmente. Un’inquadratura del genere non è solo una scena di un film molto bello e coinvolgente, bensì una foto che merita di essere incorniciata. Non penso proprio che l’uso sapiende delle luci, il giusto peso tra la ragazza sulla sinistra e la rotondità della finestra, il vestito rosso in contrapposizione al rosso degli stendardi nazisti sulla destra, l’immagine riflessa sul vetro proprio dove si staglia un manifesto con un’immagine di donna (volto su volto), il volto riflesso che è in luce mentre quello diretto è in ombra, siano elementi catturati per pura coincidenza. Dietro ci vedo qualcosa di studiato in modo maniacale, così come deve essere per un film che deve lasciare il segno nel tempo.

Sceglietevi il vostro regista preferito. Sceglietevi il vostro stile preferito e analizzatelo. Ne trarrete ispirazione.

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~ di messaggisofisticati su 21/01/2013.

2 Risposte to “Imparare dai film”

  1. Commento un po’ OT:
    Questo vale anche per il cosplayers😛
    Anche se BSG non mi è piacuto, a parte la prima mezz’ora (io non sono una fan di Tarantino) quel vestito rosso mi è rimasto impresso e spero di farmelo, prima o poi.🙂
    Fine OT

  2. Osservazioni giustissime.
    Se io dovessi citare un singolo film in cui tante inquadrature sono altrettanti quadri, direi 2001: Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick: in quel film, c’è una ripetizione ossessiva del cerchio e della simmetria che si presta a infinite ispirazioni.

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