Amorino – Isabella Santacroce

E’ uscito in libreria il nuovo romanzo di Isabella Santacroce dal titolo “AMORINO“. Conclude la seconda trilogia della scrittrice ed è edito da BOMPIANI.

Mi capita di passare per siti come Anobii per leggere le impressioni dei lettori e scoprire cosa pensano delle “carriere letterarie” dei vari scrittori che in un modo o nell’altro attirano il mio interesse. Rimango divertito quando leggo critiche impronibili figlie di ignoranza e al tempo stesso invidia? La vogliamo chiamare invidia? Oppure odio smodato verso qualcuno che non si conosce? Sia chiaro che critiche strampalate ce ne sono per tutti i gusti da Fabio Volo a Umberto Eco, da Faletti a Ken Follet passando per Pinketts per finire con Dante… C’è sempre qualcuno che giudica senza motivo additando in modo negativo ciò che probabilmente non ha solo capito…

Isabella Santacroce non è facile da capire. Non è facile da capire come personaggio (pubblico), ma non sta a me decretare se faccia il personaggio o se SIA un personaggio. Non spetta a me perché non la conosco. Non sono un suo parente o un amico. E ti dirò che poco me ne frega di conoscerla solo per dare una risposta a questa domanda. Non è nemmeno facile da leggere. Ha da sempre adottato stili particolari, insoliti, che l’hanno resa unica nel suo genere, ma difficile da leggere… Difficile da digerire e anche difficile da apprezzare. Per non parlare dei temi, delle storie, dei personaggi.

Isabella Santacroce però non si può amare o odiare a prescindere.

Personalmente ho molto apprezzato la sua prima grande trilogia “Fluo”, “Luminal”, “Destroy” per poi annoiarmi un po’ con i romanzi successivi… L’ho piacevolmente ritrovata con “VM 18” promettendomi che non avrei letto altro dopo “Lulù Delacroix”. Ma non per una questione di odio, amore o chissà che, solo e soltanto perché non attira più la mia attenzione dal punto di vista stilistico.

Mi sono quindi arenato e ripromesso di non acquistareAMORINO, la sua ultima fatica, ma l’altro giorno vedendolo in una Feltrinelli qualunque ho letto la sinossi (che riporto qui di seguito) e ammetto che ha creato in me un grande interesse e penso che… sì, anche questa volta il suo libro approderà sul mio comodino.

SINOSSI

Siamo a Minster Lovell, freddo e austero villaggio inglese. E al tempo stesso “paradiso terrestre” del romanticismo nero. Un luogo fatato che è già da solo un romanzo – un luogo, si direbbe, non troppo dissimile dalla brughiera selvaggia delle sorelle Brontë. È il 1911. C’è nebbia. Albertina e Annetta Stevenson, gemelle monozigote, arrivano da Londra per ereditare un cottage vittoriano in seguito alla morte dei genitori, avvenuta sotto circostanze misteriose. Vestono in modo identico, e si mostrano così integerrime, così schive, che il primo ad accoglierle, o forse ad attirarle nella tela di un ragno, sarà uno strano parroco, Padre Amos: le cui parole saranno sin da subito cariche di agghiaccianti sottintesi. E sarà lui ad affidare alle sorelle Stevenson (l’una insegnante di canto, l’altra organista) la gestione del coro della sua chiesa, il coro “Amorino”. Più che un semplice coro, un’umanità in miniatura, dove a cantare sono gli abitanti stessi del villaggio, velocemente conquistati dal rigore delle due ragazze. La sensualità, la compostezza, la grazia: quel che appare delle due sorelle è un inganno. Ogni notte, quando l’oscurità scende su Minster Lovell, sul fondo della quiete si odono delle grida spaventose. Chi sono realmente Albertina e Annetta Stevenson? Perché il loro arrivo a Minster Lovell coincide con una serie di inspiegabili accadimenti?

  • Listino € 17,50
  • Editore Bompiani
  • Collana Letteraria italiana
  • Data uscita 14/03/2012
  • Pagine280
  • Lingua Italiano
  • EAN 9788845269837

~ di messaggisofisticati su 21/03/2012.

2 Risposte to “Amorino – Isabella Santacroce”

  1. i suoi romanzi migliori sono proprio quelli che hai saltato : Revolver e Zoo.
    isabella non è una bella persona, è più poeta che scrittrice-narratrice, tende a un’autocompiaciuta pseudovirtuosistica ripetitività ipnotica dalle suggestioni misticheggianti e gotiche (ma con esiti spesso soporiferi) e al di là della facciata (dark con imbarazzanti licenze kitsch -il cerbiatto, la bimba spaurita, l’alice in lutto, infantilismi pseudopoetici etc.) in fondo non ha mai detto nulla di clamorosamente nuovo, diverso, innovativo e men che meno rivoluzionario.
    dal linciaggio sbeffeggiante e ostracizzante (vm 18) ai recenti e recentissimi osanna del tanto da lei vituperato (ma borghesissimamente corteggiato in verità) ambientino letterario italiano.
    un mistero senza fascino, lei e la sua opera.

    S.S.

  2. ma quanto mi dispiace non abbia raggiunto la finale dello Strega !
    quanto, quanto, quanto mi dispiace leggere la sua piagnona melodrammatica isteria vittimistica su facebook !
    anch’io ci cascai, a mio tempo, appresso alla teoria complottista antisantacrociana e all’epica della scrittrice isolata ed eroica…ahah, scenda l’oblio (su me ingenuo e a dirla tutta innamorato).
    ora dico, al limite : c’è un complotto, un ostracismo contro la santacroce sin dai suoi esordi, magari con un inasprimento dopo vm18 e una lieve apertura riconciliante negli ultimi anni ma pur sempre emarginante presso i grandi consacranti avvenimenti ?
    ben venga l’ostracismo, allora !
    con buona pace dei rimbecilliti guglielmi e ghezzi (e mi costa parlarne male, specie di ghezzi).
    amen.

    S.S.

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