In base alle ultime notizie

Scrivo o non scrivo? Vale la pena o non vale la pena? Non saprei… Il fatto è che il FAMOSO BUON SENSO sembra ormai una merce rara e che in ogni caso occorre anche essere consapevoli che negli ultimi tempi la tv e i giornali hanno spesso fatto “malamente” il lavoro dei tribunali… Ma va da sè: un ubriaco al volante è un incosciente ma non rende automaticamente tutti gli automobilisti degli ubriaconi assassini; un cacciatore che spara ad un altro cacciatore scambiandolo per un cinghiale è un pirla che ci vede malissimo ma non rende tutti i cacciatori degli assassini ciechi e privi di scrupoli… Quindi… Fai 2+2 e la risposta è già bella che data…

In questo mio vecchio articolo in cui parlo con molta attenzione e rispetto di un’arte che mi piace e che seguo da anni (LO PUOI LEGGERE TUTTO QUI), lo avevo già detto… e ora non posso far altro che copiaincollarlo per i soliti privi di BUON SENSO… Massimo rispetto per tutti…

IL BONDAGE E’ PERICOLOSO:
La risposta potrebbe essere semplicemente: sì, il bondage è pericoloso.
Non può bastare l’idea di essere appassionati, che si stia trattando di un gioco finalizzato al relax o di un servizio fotografico tra amici per sentirsi sicuri e sottovalutarne la pericolosità. Per prima cosa occorre partire dal presupposto che la persona bondata (alias legata) non è solo nelle nostre mani, ma è SOTTO LA NOSTRA RESPONSABILITA’ e chi bonda deve prestare il massimo dell’attenzione. Una persona che abbia anche solo le mani legate con un fazzoletto è comunque priva dei principali movimenti e se dovesse cadere non riuscirebbe a ripararsi dagli urti. Per questo motivo occorre trovare luoghi appropriati e stare sempre vicino a colui che viene bondato. Se per qualsiasi necessità ci si ritrovasse nell’urgenza di dover liberare il bondato occorre tenere a portata di mano tronchesine o forbici (meglio se con punte arrotondate) in grado di tagliare bene le corde. Non pensare che tagliarle sia così semplice. Sull’argomento eccoti il link ad un altro articolo del DrFatso. Allo stesso modo se la persona non può parlare bisogna stabilire un segnale che faccia intuire in modo chiaro e inequivocabile quando il bondato si trovi in una condizione di pericolo e richieda il nostro aiuto.
Ps, se manteniamo un livello di sicurezza elevato il tutto risulta rilassante e il gioco diventa realmente piacevole. Basta un attimo a passare in tragedia, ma non per questo bisogna averne timore o paura, tutto necessita di concentrazione, preparazione e sicurezza. Un esempio? Lanciarsi con il paracadute è una cosa meravigliosa, ma arrivare a terra sani e salvi è la prima prerogativa e perché questo avvenga occorre un minimo di cautela nella piegatura del paracadute e il rispetto delle norme principali per aprirlo al momento giusto.

e ancora copio e incollo

“Ma mi raccomando diffida, diffida e quando ti senti sicuro diffida ancora un po’. Prima di lasciarti andare nelle mani di qualcuno assicurati BENISSIMO di chi sia e fallo dopo aver acquisito una TOTALE FIDUCIA in lui/lei. Questo è forse il punto più difficile ma INDISPENSABILE! Anche in questo caso non occorre però farne un dramma, dopotutto chi vuole praticare violenza ha mille altri modi per farlo, ma l’ingenuità non paga e tenere gli occhi bene aperti è una regola che bisogna tener presente in ogni singolo minuto della nostra vita!”

Questo è quanto…

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~ di messaggisofisticati su 10/09/2011.

7 Risposte to “In base alle ultime notizie”

  1. Pensavo proprio di scriverti una mail per domandarti cosa ne pensavi del fatto di Roma. Ma vedo con piacere che mi hai preceduto. Mi hanno colpito gli articoli usciti su ANSA.IT dove la dott.sa (e mi chiedo perchè siano sempre donne in questi casi) parla di perversioni assolute, non ci sono più limiti, minchia ‘sto troiaio però io non lo trovo così facilmente, sarà che non frequento gli ambienti raffinati che frequenta ‘sta gente…
    Ah e scrive uno che non condivide perchè non capisce il bondage, anche se ho provato a capirlo sforzandomi di documentarmi.

    • purtroppo in questi casi i giornalisti ci vanno a nozze… e gli esperti di qualsiasi settore si fanno avanti per farsi pubblicità.

      Il fatto è che questo non è un caso da analizzare psicologicamente guardando come soggetto al bondage giapponese, ma semmai da analizzare guardando a colui, anzi, coloro che hanno creato quella situazione. E la risposta è che sono probabilmente stati (“probabilmente” e dico così perché alla fine sarà solo un giudice dopo attente analisi a decretarlo) degli INCOSCIENTI. Alla pari di un ubriaco che si mette al volante e falcia dei poveri pedoni… In quei casi non vanno ad analizzare il “perverso” fenomeno di chi sale in auto e guida per spostarsi da un luogo ad un altro… O non accusano le principali case automobilistiche quali luoghi di perdizione…

      E’ ovvio che quando si ha a che fare con delle sottoculture, se succede qualcosa di tragico o ridicolo, i giornali e i telegiornali, facciano a gara per parlarne… Fa audience… Il problema è che chi ascolta o legge tali mezzi di informazione non si va ad informare e quindi tira delle somme che sono errate.

      Ho sentito tante di quelle MINKIATE che mi chiedo: se tutti i servizi sono fatti così allora stiamo realmente freschi…

      Detto questo ribadisco che non seguo il bondage giapponese o orientale, ma preferisco fotograficamente quello americano della damsel in distress, più blando e meno pericoloso proprio perché non metterei mai una corda al collo a una persona, nemmeno per gioco. Certe cose vanno fatte CON LA TESTA e se in una cosa ci vedi un minimo di pericolo è meglio non farla.

  2. Quoto in pieno, anche perchè se la ragazza è realmente morta per impiccagione, non è la mancanza di aria/ossigeno ad averne causato la morte, (se non ricordo male) il decesso avviene per la rottura di qualcosa a livello del collo/cervello.
    In effetti la tua riflessione su come vengono creati gli articoli fa riflettere anche me, anche perchè da come è stato descritto il “gioco” aveva a che fare con quella “strana” moda di strozzarsi leggermente durante l’orgasmo, perchè dicono aumenti il piacere, a questo punto il bondage o lo shibari di cui parlano non è la causa, ma il mezzo, un po’ come accusare la Fiat perchè gli ubriachi falciano i pedoni…

  3. vabbè volevo replicare alla tua risposta… quando imparo a usare WordPress ti faccio un fischio.

    • Esatto… Per dirla con un altro esempio: se PASSI COL ROSSO ad un incrocio, sia che tu lo faccia di proposito (per provare un brivido), sia che tu lo faccia inconsciamente perché sotto l’effetto di droga o alcool (magari anche solo un po’ allegro e quindi ancora in possesso delle tue facoltà ma privo di qualche freno inibitore) stai commettendo un potenziale ATTO CRIMINALE e che NON VA FATTO MAI! Perché se ti va bene sei stato un incosciente e se ti va male DIVENTI UN ASSASSINO. Per questo motivo e su questi punti si devono basare le analisi di chi è competente al caso, non sul bondage o sulla qualità della trave, dell’olio dell’auto che usava, di quello che aveva scritto dieci anni fa…

      Ti dico una cosa: se prendessimo le cose scritte da chiunque su facebook nel giro di qualche mese e le analizzassimo col senno di poi immaginandoci che costui o costei abbia subito o commesso un atto grave come questo troveremmo, diciamo all’80% (giusto per non dire al 100%), frasi che potrebbero essere fraintese, ricondotte a chissà quale presagio, accusa, etc… Così come per le immagini scaricate da chissa quale sito, o altro…

      Chissà perché quegli stessi esperti non vanno ad analizzare LADY GAGA che fa foto bondage con Araki o magari non si chiedono cosa dice la canzone dance di Rihanna che hanno ballato tutta l’estate o meglio ancora “Human Nature” di Madonna?

      Siamo seri, non si scherza con la VITA, MAI!

  4. Beh, hai già detto tutto tu.
    Ai giornalisti, veri sciacalli della nostra epoca, non pare vero poter schiaffare notizie come questa in prima serata.
    Per non parlare dei commenti del popolino che tra le mura domestiche fa ben di peggio ma certo non lo viene a dire al tg.
    E, comunque, quel tizio era un coglione.

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