Quattro chiacchiere con CUNENE

Credevi che fossi morto? Scomparso? Partito per paradisi tropicali? E invece ho solo fatto un po’ di sane ferie… Ora, potrei postarti le foto del mare, della montagna, di Gardaland, etc… ma quelle preferisco tenerle per me e al max postarne qualcuna su fb… Qui si parla di fotografia e allora voglio ripartire alla grande… postando una breve chiacchierata fatta su skype con Cunene, abile fotografa, artista, stilista, designer e (per me) anche amica e modella 😉

In questo periodo di vacanza ho partecipato insieme alla modella Saramiao ad un suo servizio fotografico facendo da aiutante, da consigliere e anche da autista… AH AH 😉

Il progetto che CUNENE sta portando avanti è molto interessante e voglio essere tra i primi a parlarne perché sono certo che presto avrà un grande successo. Voglio però che sia lei a parlartene, per cui da qui in poi eccoti il botta e risposta. Con C indico le risposte di Cunene e con E le mie domande.

E- Il progetto di fotografare animali “umani”… come si chiama e perché?
C- Cerco da tempo un argomento interessante da cui sviluppare una serie di foto a tema. Quando ho smesso di cercarlo mi è apparso sotto il naso del tutto casualmente. Si chiama Progetto Lamia.
Le lamie erano figure mitologiche greche, mezze donne e mezze animali. Il mio progetto non riprende strettamente il mito classico che voleva queste creature ghiotte di sangue e carne di bambini e uomini adescati (how gore), ma il concetto di donna “ambigua”, metà affascinante, metà inquietante, ferina, dall’istinto animale.

E- Ora che hai il progetto tra le mani, sai dove ti porterà o anche la sua conclusione è ancora sconosciuta?
C- Ho in programma ancora qualche animaletto e penso di fermarmi lì, ma non posso dirlo per certo. Diciamo che aspetto che mi passi sotto al naso un’idea per il prossimo progetto.

E- Come nascono le idee? Prendi prima spunto dall’ambientazione e poi crei il costume o viceversa?
C – La prima domanda è difficile, chiedo l’aiuto di Platone. Ah ecco, nell’iperuranio! Alla seconda posso ripondere che ho una buona memoria iconografica, navigo ossessivamente alla ricerca di qualcosa che mi ispiri, poi magari lo trovo però c’è qualcosa che non mi convince, e allora metto insieme due idee diverse, poi tre, e poi si crea il caos. Trovo l’idea quando casualmente accade, quando mi sto per addormentare, quando sono ferma a un’incrocio, in bagno. Non ho mai detto di essere normale. Poi trovata l’idea faccio ricerche online, sulla moda, le acconciature, il trucco, di una determinata epoca storica a cui voglio ispirarmi. Nel caso del progetto Lamia wikipedia mi dice anche a cosa sono allergici e qual è il piatto preferito degli animali che voglio raffigurare.

E- Bene bene… allora adesso andiamo con risposte secche… Fotoritocco sì o fotoritocco no?
C- Fotoritocco sì ma con cognizione. Finchè cancelli alla modella i brufoli, le sistemi i capelli, rimedi all’etichetta in bella vista che non hai visto mentre scattavi, nonostante fosse grande come un tovagliolo, ok. Ma non amo ritoccare interi fondali, forse perchè so che il risultato finale potrebbe essere palesemente finto (leggi: non sono capace).

E- Quindi immagino che anche il rapporto con l’attrezzatura non sia rilevante quando c’è una forte idea di fondo. O sei maniaca dell’ultimo modello di macchina fotografica?
C- A volte sono dubbiosa riguardo all’unico modello di reflex che possiedo. Oddio, ho detto reflex.

E-  Fotografia, arte o…
C- Non è nè solo fotografia, nè solo arte. Diciamo che immortalare la scena tramite la fotografia è più conveniente che tenere una modella in posa per un quadro. E’ una via di mezzo, soprattutto perchè postproducendo la foto mi ritrovo comunque ad avere qualcosa di diverso dalla scena originale.

E-  Quanto tempo dedichi alla passione per la fotografia? (giusto perché so già che non è la tua professione)
C- Quando ho del tempo libero. A volte ho tempo libero ma preferisco poltrire, guardare film, andarmene a spasso. A volte anche quando ho un sacco di cose da fare più importanti ma vengo colta da raptus.

E- La faresti diventare una professione?
C- Sarebbe carino, e anche parecchio ansiotico. Dovrei comunque poter fare ciò che mi pare e piace, che equivale a dire vivere in uno scatolone. Ma se ne trovo uno grande potrei arredarlo..uhmmm arredamento..

E- Quindi niente foto alla comunione del nipotino?
C- Forse le vedrei… orribilmente realistiche.

E- Bene – in conclusione – anche se so che avremo altre mille e più occasioni per parlarci, ti lascio con la classica domanda da intervista che è: meglio Gardaland o Mirabilandia?
C- Il mio cane ora sta mugolando e sta tenendo il tempo con una zampina, il tutto dormendo, e pretendi che io risponda alla tua domanda?

E- No di certo… 😉 Grazie milleeeeeee…


Back stage del servizio fotografico con Saramiao. Cunene all’opera.

TUTTE LE FOTO DI QUESTO ARTICOLO (ad esclusione di quella di backstage) SONO DI CUNENE E SONO STATE UTILIZZATE CON IL SUO PERMESSO.

PER ULTERIORI INFO VISITA LA GALLERIA UFFICIALE DI CUNENE QUI

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~ di messaggisofisticati su 29/08/2011.

2 Risposte to “Quattro chiacchiere con CUNENE”

  1. Splendida l’idea di lavorare sulle Lamie, mi ricorda (alla lontana) alcune cose del bravissimo Alessandro Bavari, o, ancora più alla lontana, certi ibridi di McKean.
    La terza foto dall’alto, poi, è semplicemente fantastica.

  2. Non conoscevo nè l’uno nè l’altro, quindi grazie per il suggerimento! E grazie per i complimenti, onorata.

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