Libero sfogo parte seconda: tanto per lavorare gratis

L’altra sera filosofeggiavo con amici su quella sorta di “dipendenza da social network” che colpisce molti e crea un attaccamento fobico verso la propria pagina di FacciaBuuk, di Twitto, oppure di Maispazio, del Tubo, etc… e che spinge ogni singolo individuo a dover per forza creare, siano queste creazioni delle vere e proprie opere d’arte o delle emerite minchiate. Chi ad esempio è abile nella scrittura si sente quasi in DOVERE di scrivere cazzate ogni sera; chi fa belle foto, si sente in dovere di aggiornare costantemente la sua gallery su Fliccro magari con qualche segnalazione su FacciaBuuk in modo che “gli amici” (nota che l’ho messo ironicamente tra virgolette) possano cliccare più volte sul “mi piace”; chi fa belle riprese si sente in dovere di postare video sul Tubo con una costanza che manco lavorasse nella redazione del TG… etc… etc…

E ATTENZIONE, se una sera disgraziatamente la connessione non va è una TRAGEDIAAAA… Quasi mancasse la terra da sotto ai piedi…

Ed è sempre così… ogni sera, ogni giorno… Arrivi a casa dopo una lunga ed estenuante giornata di lavoro, ti docci, mangi alla veloce e poi di corsa alla tastiera per stare nuovamente due, tre, quattro ore davanti al computer… Poi un bel giorno ti rendi conto che tutte quelle ore, che oserei definire “LUDICHE”, non ti hanno portato a niente se non a ricevere qualche complimento, a ritrovare qualche vecchio compagno di scuola o a trovarti in mezzo a qualche lite inutile perché uno a scritto una cosa che non doveva… etc etc… e alla fin fine ciò che veramente hai fatto è LAVORARE GRATIS per questi social network.

Ora: sia chiaro che lavorare GRATIS lo si fa e anche spesso, ad esempio quando non si hanno esigenze particolari e si fanno un sacco di cose per PASSIONE, DIVERTIMENTO, ACCRESCIMENTO CULTURALE, etc… Voglio dire, chi alla domenica spende migliaia di euro per comprarsi una bella moto e scorrazzare per le colline tutto sommato non ci guadagna niente se non una bella scarica di adrenalina e qualche moschino in faccia; oppure chi spende molto per far foto ad una modella; oppure chi gioca a calcio, golf, tennis, etc… lo fa perché facendo ciò si sente meglio: si sente realizzato! E non voglio assolutamente dire che scrivere, partecipare, conoscere, postare, taggare, etc… non siano cose che realizzino o aiutino a crescere… tantomeno che non ci si appassioni… Questo BLOG è la prova che pure io con Deviantarto, FacciaBuuk e altri mi sono intrippato… Però sto cercando di rallentare… perché la verità è che non voglio lontanamente che il fare foto possa diventare una sorta di routine o un obbligo verso un’entità non ben definita che grazie a noi guadagna miliardi! (… per fortuna quei pochi neuroni che mi sono rimasti sono ancora in grado di fare in modo che la fotografia rimanga una pura passione, un desiderio di crescita professionale e culturale e non un DOVERE)

Per cui, il mio consiglio di oggi è solo e soltando di riprendere le giuste distanze e il giusto tempo...

Ah, stai tranquillo che non sto parlando di te… Sto parlando del tuo vicino di casa, quello che usa il wireless a sbaffo…

Ogni riferimento a persone cose, social network potenti e influenti è volutamente involontario, disconnesso e casuale. Leggere attentamente le avvertenze…

~ di messaggisofisticati su 28/03/2011.

5 Risposte to “Libero sfogo parte seconda: tanto per lavorare gratis”

  1. Il tuo post mi fa pensare.
    E lo fa in un momento in cui anche io mi sto chiedendo le stesse cose.
    Dedico almeno un’ora al giorno (quando non due, o anche tre) al mio blog, e senza altra gratificazione che poter rileggere le mie stesse parole su uno schermo che so visibile a chiunque, milioni di perfetti sconosciuti, anche se a fine giornata il totalizzatore difficilmente supera le cinquecento visite.
    Sono tante? Sono poche? Sono niente? Sono l’indice della mia scemenza? O solo della mia vanità?
    Ma, quando non avevo un blog, come impiegavo quelle ore? Meglio? Peggio?
    Ero una persona peggiore, più povera, più isolata?
    O, al contrario, avevo più tempo per me e per chi amavo e quindi la mia vita era migliore?
    Ci sto pensando.
    E sto valutando di staccare per un po’.
    Un po’ che magari diventa sempre.
    Per entrare in una nuova fase, chissà: si cambia in continuazione, giusto? Che lo si voglia o meno.

    • Nella speranza che tu legga questa mia risposta… in caso contrario ti scriverò in pvt… Sappi che mi DISPIACEREBBE e non poco se chiudessi o abbandonassi il tuo blog che, attualmente, è e rimane uno dei miei appuntamenti quotidiani, però ti capisco, visto che tutto parte dal mio “libero sfogo”…

      Personalmente il mio consiglio resta sempre quello di dedicare il giusto tempo alle cose.
      Se effettivamente penso a ciò che mi ha portato questo blog (che attualmente ha quasi 150 visite al giorno ma pochissimi commenti), oppure a facebook che sto pian piano mettendo nel cassetto, mi dico che forse qualcosa di buono ne è venuto fuori, forse proprio un qualcosa per cui è valsa la pena stare ore e ore a “cazzeggiare” o a “lavorare” (a seconda dei punti di vista) come ad esempio ritrovare amicizie perdute o qualche contatto creativo niente male, ma ciò che mi preme è non perdere quella LIBERTA’ e quella TRANQUILLITA’ che contraddistinguono un momento di “passione fotografica” da uno di “professione fotografica”…

      Cosa intendo? Tu l’hai capito benissimo… Quando hai a che fare con il “lavoro” devi pensare di corsa, ragionare a numeri, scadenze, gusti, mode, etc… quando invece hai a che fare con la “passione” ti siedi, rifletti, SPAZI con la mente senza l’ombra di un PALETTO… e se certi “divertimenti” rischiano di FARE TROPPA OMBRA allora è giusto toglierli…😉

      Riguardo al blog in particolare, lascia che sia una valvola di sfogo… Non sentirti in dovere di mettere per forza un post al giorno, ma fallo quando ne senti il bisogno… Io adotto questo metodo e non mi pesa… Anche quando posto cazzate tutto sommato hanno l’effetto di una liberatoria chiacchierata tra amici…

  2. Alla fine è solo un discorso sulla moderazione. Niente portato all’estremo fa bene. Quindi neppure mollare completamente quello che oggi è un modo di vivere e di socializzare che fa parte della nostra società. La rete rappresenta una nuova dimensione di noi stessi. Essendo “una di più” porta via tempo.
    Come hai detto tu: chi decide cosa sia meglio? Se passare una serata al bar o al cinema oppure a chattere su Fb?
    Comunque, chi non ha un’identità nella rete è a mio avviso una persona che vive nel passato.
    L’unica cosa che non mi soddisfa della rete, è che astrae talmente tanto il concetto di persona, portandolo ad essere rappresentato come concetti e contenuti, che diventa molto difficile portare una pseudo amicizia da rete su un piano differente, tipo quello reale. Ma questo forse è solo un mio problema, visto che mi avvalgo dell’anonimato.

    • vero… è che mi rendo conto che molta gente che conosco su certe cose è già diventata dipendente in modo negativo… Concordo sul fatto che occorra semplicemente un po’ di moderazione…

  3. Io non entrerò mai nel loop dei social network… li detesto. Oh, mi son iscritta su Teitter, e se pubblico 2 mex al dì è tanto… e NON ho uno smartphone, x cui solo se son davanti al Mac posso usufruirne (Seguo 5 persone di cui 4 non scirvono MAI) quindi…
    Come dice Etto, bisogna valutare il nostro giusto tempo da dedicare alle cose… a me piace il BLOG (mio, tuo, vostro) perché è qualcosa che mi rappresenta, nei contenuti e nella grafica. Può stare in silenzio x settimane o in un solo giorno regalre mille pensieri. Anche a me spiacerebbe se il blog di Cyber chiudesse, perché è un modo per tenermi in contatto “quotidiano” attraverso qosa di bello.
    Non è e non deve essere mai un OBBLIGO altrimenti ci si stuferà.
    E non è come scrivere le minkiate su FB… a me piace coccolare il mio blog anche esteticamente, nella scelta dei colori, font, header banner ecc… la presentazione di me stessa in rete. Per me in primis, e per chi vuole.

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