Modella Vs Fotografo e la revoca della liberatoria

Questo è o no un blog che tratta principalmente di fotografia? E allora dopo i post musicali, classifiche varie, etc… voglio pubblicare un post di servizio che spero possa essere utile ai fotografi e alle modelle.

Spesso mi vengono poste domande riguardanti le liberatorie, i diritti e i doveri del rapporto modella VS fotografo.
Essendo un terreno minato ho sempre soprasseduto anche se, in primis, mi sono ritrovato a passare ore e ore della mia vita a cercare risposte certe e a norma di legge.
Essendo questo post un sunto simpatico (o almeno credo) di una somma infinita di fonti più o meno sicure e affidabili mi paro il culo dicendoti da subito che ciò che leggerai da questo punto in avanti è UNA BALLA. In questo modo se in futuro qualcosa non risulterà esattamente come è stato riportato, non potrai avvalerti di queste informazioni dicendo “L’ho letto là, su quel blog” perché hai letto solo delle gran BALLE!

Ora che mi sono disclaimerizzato, posso passare ai fatti…

Oggi tratteremo una TRAGEDIA che può toccare un fotografo nel corso della sua rinomata carriera: LA MODELLA CHE CAMBIA VITA E VUOLE REVOCARE LA LIBERATORIA!
Ci sono milioni di cause che possono spingere una modella a voler smettere di posare e con l’esperienza scoprirai che la fantasia e l’assurdo non hanno confini. Ti assicuro che è molto più facile dare una spiegazione logica al perché una modella inizi a posare, che non al perché decida di smettere… Diciamo che però fin quando una modella decide di smettere e basta il problema non si pone (potrebbe essere una gran perdita, ma dopo poco ci si dimentica di tutti, anche di Michael Jackson), la TRAGEDIA scatta invece quando in preda a crisi mistiche decide di far ritirare al o ai fotografi con cui ha collaborato tutte le foto che la ritraggono revocando la liberatoria.

Una risposta completa ce la da G.B. Sambuelli (che ringrazio per il suo permesso a condividerla) in un post pubblicato sul forum di MODELSHOOT e che ti consiglio di leggere se vuoi approfondire l’argomento con un minimo di serietà in più. Lo incollo qui sotto (dopo il titolo in ARANCIONE).

Prima di andare con la pappardella di testo, dato che so già la risposta al quesito di oggi, vorrei fare solo una piccola riflessione rivolta a te, ragazza che vuoi iniziare a fare la modella: in un mondo dove la privacy non esiste quasi più, se pensi che il tuo datore di lavoro, i tuoi genitori, i tuoi nonni, i tuoi parenti, i tuoi amici, il tuo fidanzato, tuo marito, il tuo amante, il tuo cane, il tuo gatto o persino il tuo criceto vedendo le foto in rete, potrebbero rimanere così sconvolti da cambiarti la vita e i connotati, ricorda che  PUOI TRANQUILLAMENTE NON FARLE! Se invece le fai e firmi una regolare liberatoria, abbi almeno il buon senso di mantenere fede a ciò che hai siglato con l’inchiostro (il sangue sarebbe troppo cinematografico) e di andare a testa alta incontro al tuo destino che, sono certo, sarà solo di successo!

E poi dico anche una cosa a te, fotografo serio e professionale, che come me ti sbatti a migliorare giorno dopo giorno non smettendo mai di cercare modelle giuste per la tua “arte” e che vedi sfumare in poco tempo mesi di lungo lavoro: sappi che l’esperienza e la pratica sono tutto. Se una modella ha giuste cause per chiederti di ritirare le proprie foto e lo fa con un minimo di garbo (e soprattutto non continua a postare altre foto su facebook ma sparisce sul serio da ogni canale, virtuale e cartaceo), pensa che in ogni caso con le sue foto e la sua insostituibile presenza scenica, hai sicuramente migliorato il tuo stile e la tua professionalità, se quelle foto finiscono in soffitta non è la morte di nessuno ma un buon motivo per guardare avanti e cercare “nuove sfide” in altre modelle.

Questo ci tengo a ribadirlo perché il BUON SENSO e l’INTELLIGENZA dovrebbero essere fattori imperanti in un rapporto di qualsiasi tipo.

Se invece tali caratteristiche non esistono allora occorre ragionare secondo la legge… e quindi:

DA QUI IN POI COPIA E INCOLLA DEL MESSAGGIO DAL FORUM

Mi sono letto svariati testi e parecchia giurisprudenza in merito alla possibilità di revoca della liberatoria da parte di modelle/i che hanno posato, e si sono successivamente “pentiti” di aver concesso l’autorizzazione alla pubblicazione.
Il discorso è ESTREMAMENTE LUNGO E COMPLESSO, ma vedo di riassumerne i capi principali.
In ogni caso, qui, parliamo di “dati sensibili” intesi come fotografie del soggetto concedente la liberatoria, poichè anche questi dati (le foto) sono inquadrati, oltre che nella Legge sui Diritti d’autore e quella dei marchi, anche in quella sulla privacy.
La liberatoria, altro non è che un vero e proprio CONTRATTO in cui una parte (chi posa) rende lecito un comportamento (pubblicare, ovvero rendere accessibile a tutti) altrimenti non lecito da parte di chi pubblica (il fotografo).
In altre parole, chi posa e firma la liberatoria rinunzia espressamente ad una “riservatezza” che altrimenti gli sarebbe garantita dalla Legge.

“nel consenso sarebbe insito il modello dell’alienazione: il soggetto, proprietario di se stesso, acquista per il suo tramite la capacità di vendersi come merce, reificandosi (Esquisse, cit., 120).”

“Chi consente non esprime affatto assenza di interesse alla protezione, né vi rinunzia, bensì pone in essere un vero e proprio atto di esercizio di quel diritto di autodeterminazione nella sfera delle scelte personali che trova nella norma costituzionale (art. 2) il più generale ‘precetto di tutela’ e nella disciplina sulla protezione dei dati una diretta ed immediata concretizzazione”

“deve, in primo luogo, ritenersi sussistente un obbligo (rectius: onere) di
preavviso in capo al revocante: costui non potra pretendere in ogni momento una cessazione immediata del trattamento (lecito) dei dati, ma dovrà comunicare entro un congruo termine alla controparte la sua intenzione di porre termine alla ‘relazione’ precedentemente instaurata”

“una volta ammessa la costante revocabilità del consenso ed affermata, di conseguenza, la sussistenza in capo ad una sola parte di un vero e proprio potere unilaterale di scioglimento del vincolo, viene inevitabilmente a porsi un serio problema di controllo sulle possibili condotte abusive dell’interessato, il quale invochi le ragioni della tutela della personalità al solo scopo di sottrarsi all’obbligo che lo lega alla controparte senza al contempo incorrere nelle conseguenze del proprio inadempimento”

“Alla ‘riscoperta’ del principio della forza di legge del contratto si accompagna la logica conclusione che, in assenza di un’apposita previsione pattizia, la sussistenza del potere unilaterale di revoca (rectius: diritto di recesso) non possa essere ammessa se non in una serie limitata di ipotesi, comunque già riconosciute dal diritto comune dei contratti. Emblematici, in questo senso, i casi del recesso in funzione determinativa o del recesso come esercizio dello ius poenitendi nell’ambito dei rapporti di durata”
Date tali premesse, dovrà ritenersi a priori esclusa qualsiasi possibilità di liberazione dal vincolo in tutte quelle ipotesi in cui venga addotta, a giustificazione della ‘revoca’, una semplice evoluzione della personalità, un mutamento delle convinzioni del soggetto, o una modificazione delle circostanze presenti al momento della manifestazione del consenso, risolvendosi (per lo più) la rilevanza di tali eventi nella sfera soggettiva di una sola delle parti”

Dando per scontato che sia un diritto inalienabile quello di manifestare la volontà di revoca, bisogna vedere come e per quali motivi questa revoca sia richiesta.
Innanzitutto la revoca non ha efficacia retroattiva, poiché altrimenti si renderebbe illecito un trattamento precedentemente considerato lecito.
Inoltre, se nei normali contratti o nella modulistica il fatto di concedere l’autorizzazione al trattamento di dati è ormai una routine, nel caso della nostra liberatoria il fatto assume non già una mera accettazione di divulgazione, ma manifesta una precisa volontà di concedere (al fotografo) un uso preciso (secondo quanto stabilito sulla liberatoria) delle foto da pubblicare.
Ed in questo caso, la valenza contrattuale a fini civilistici, assume un connotato più “impegnativo”.
Normalmente, infatti, la possibilità di revoca, da parte del concedente, ha fatto orientare parecchia giurisprudenza nell’esprimersi verso uno sbilanciamento palese del contratto con una parte “debole”(in questo caso il fotografo), ed una parte “forte” (il soggetto ritratto), poichè questi potrebbe inficiare in qualunque momento tutto il lavoro eseguito.
Pertanto la revoca di consenso porta sempre ad un conseguente OBBLIGO DI INDENNIZZO verso la parte “revocata”.
Se questo indennizzo può essere valutato (anche in sede di Tribunale, se non si trovano accordi) per le società di trattamento dati, lo stesso indennizzo diviene rilevante e ben più corposo se corrisposto come compensazione di un vero e proprio investimento in lavoro (commerciale o meno) che, in assenza del soggetto, viene ad essere totalmente compromesso.
In Germania, Francia e Spagna, moltissime pagine di giurisprudenza sono state scritte su questi argomenti e l’Italia si sta pian piano adeguando (in ogni caso, in ultima analisi, si può ricorrere al Tribunale Europeo).
Anche Stefano Rodotà ha espresso molti pareri e scritto testi interessantissimi al proposito…
Ritornando alla revoca, il soggetto revocante deve addurre ben precise e gravi motivazioni per far valere il proprio diritto, poichè moltissime Corti hanno respinto i ricorsi adducendo proprio la mancanza di requisti sostanziali per ottenere una revoca. In parole povere,non basta sposarsi o cambiare vita per chiedere di togliere tutte le foto dalla circolazione.
Uno dei casi “ad hoc” per i fotografi è stata un’attrice che ha esercitato il diritto di revoca con un fotografo e che, al diniego di questi, abbia provveduto a citarlo in Tribunale per ottenerlo giudizialmente.
Il tribunale ha respinto il ricorso poichè non ha ritenuto sufficienti le motivazioni e soprattutto perchè ha ritenuto che la stessa (la modella-attrice) non avesse dato una prova certa che in futuro si sarebbe astenuta dal posare ancora nuda…
In finale, di fatto ho notato che tutti i contratti, se non sono rispettati e se non si trova un accordo bonario, portano a situazioni sgradevoli ed a spese e “rompiture di p…” fuori dal pensabile, sulla falsa riga della frase “-Ho visto cose che voi umani…-“.
Abbiamo Onorevoli che hanno posato nude… chissà come mai non hanno esercitato il diritto di revoca… Mah!

FINE MESSAGGIO

Ti rimando alla prossima puntata per altre problematiche riguardanti il mondo della fotografia…

Se hai trovato interessante questo post fammelo sapere…

LOVE AND PEACE

già che ci sei visita anche www.messaggisofisticati.com

~ di messaggisofisticati su 10/03/2011.

8 Risposte to “Modella Vs Fotografo e la revoca della liberatoria”

  1. Immagino siano questioni spiacevoli, che possono diventare addirittura odiose se l’interessato/a ci si mette.
    Resto sempre sbalordito quando vedo le persone attaccarsi a questioni di lana caprina e non mollare neanche di fronte tutto il Buonsenso del Mondo.

  2. Non ho parole riguardo alla stupidità umana… interessante però la questione della retroattivitià…

    Tranquillo, io la mia liberatoria non la revocherò mai!!!😛

    • Cara Dama, tu fai parte di quelle persone che io stimo e ammiro da sempre, persone determinate e che sanno prendere decisioni con lo loro testa. Non ho dubbi a riguardo e so per certo che tu non cambierai idea.

      Se così non fosse ti presenterò il conto… AH AH (guarda che scherzoooooooooooo). Anzi, non vedo l’ora di provare quella cosa nuova che hai comprato… Mi ha fatto molto piacere ricevere il tuo sms.

  3. salve!io ho fatto un casting..per foto hard..ho firmato la liberatoria..era solo un provino!nn ho intenzione di andare avanti..ma le foto ora restano a lui?

    • Ciao, non sono un avvocato e non posso darti risposte certe in quanto occorrerebbe leggere attentamente cosa hai firmato, se hai firmato solo una liberatoria fotografica o un vero e proprio contratto dato che si trattava di foto di un certo genere…

      diciamo che, senza ombra di dubbio e a rigor di LEGGE, i diritti delle foto sono SEMPRE di colui che scatta le foto, alias del FOTOGRAFO per cui i diritti d’autore rimangono a lui così come gli originali, etc… nonché la proprietà intellettuale.

      Riguardo alla liberatoria, se hai firmato dando il permesso all’utilizzo della tua immagine purtroppo lui/loro potranno usarle a meno che tu non segua l’iter per la REVOCA della LIBERATORIA in modo repentino anche perché, come descritto chiaramente in questo POST, se le foto verranno pubblicate quelle pubblicate non potranno essere revocate in quanto “la revoca non ha efficacia retroattiva, poiché altrimenti si renderebbe illecito un trattamento precedentemente considerato lecito.”

      Pertanto ti consiglierei di rivolgerti ad un legale o eventualmente cercare prima un dialogo con il fotografo e capire realmente quali sono le sue intenzioni…

      Se magari acquisti le foto ad un prezzo “giusto” potrebbe evitarti ed evitarsi trafile burocratiche che comunque arriverebbero ugualmente alla richiesta di un indennizzo da parte sua…

      Sempre ammesso che tu abbia firmato qualcosa e sempre in base a quello che c’era scritto.

      Spero di essere stato utile per quanto generico…

      • Per quanto esatte siano le spiegazioni di Ettone tengo a sottolineare che nessuno si può permettere di obbligare una persona a farsi ritrarre, per di più in situazioni hard perché si prospetterebbe il reato di “violenza” nonché violazione della privacy e tanto altro.

        Se sei andata ad un provino del genere e hai posato mi sembra un po’ inutile lamentarsi e cercare scappatoie. Bastava non andarci.
        Diverso è se durante lo shooting hai subito violenze o comunque hai trovato l’argomento al di là delle tue aspettative. In quel caso però non avresti dovuto firmare la liberatori che, esperienza e intelligenza insegna, non va mai firmata prima di eseguire lo shooting.

        Elisa

  4. […] i due capitoli dedicati alla REVOCA DELLA LIBERATORIA e al DIRITTO D’AUTORE in fotografia, entrambi reperibili QUI, questa volta andrò a trattare […]

  5. […] Scatta il secondo capitolo di “MODELLA VS FOTOGRAFO” già avviato con la scottante questione sulla REVOCA DELLA LIBERATORIA che trovi QUI. […]

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