Riassumendo

•12/12/2021 • 2 commenti

Eccomi qui… l’anno è quasi terminato. Questo 2021 si è presentato in modo ancora più pesante del 2020 forse perché lo stress accumulato è sempre maggiore e la speranza di vedere una luce in fondo al tunnel ancora lontana. Ma non badando alle cose super tristi, ci sono però delle cose molto belle che mi hanno dato modo di gioire in questa giostra delle emozioni.

Vi chiedo scusa se non scrivo molto su questo blog, ma se prima lo tenevo aggiornato con una certa costanza, ora lo prendo più come un semplice diario nel quale imprimere e catalogare i momenti più importanti della mia carriera fotografico/artistica nei panni di ETTONE.

Ecco qui i fatti salienti del 2021.

Per prima cosa la pubblicazione a tutta pagina sul magazine di fotografia N-PHOTOGRAPHY ITALIA (numero di ottobre-novembre) della foto scattata alla Cunene…

Seconda cosa la ripresa delle serate in presenza, seppur greenpassati e con le dovute attenzioni, presso l’Associazione Fotografica Alessandrina AFA con una nuova serata che, riprendendo il mood delle domande sulle storie di Instagram, ho intitolato “ETTONE RISPONDE”. Mi sono messo a disposizione cercando di rispondere alla domande dei partecipanti.

Terza e ultima cosa, per il momento, è la pubblicazione a tutta pagina sul magazine di fotografia FOTOGRAFARE (numero di dicembre-gennaio) della foto scattata a Greta dal titolo “DARK CINDERELLA” che è arrivata tra le dieci finaliste al concorso “FIRMA LA COPERTINA”. Non ho vinto, ma sono felicissimo del fatto che a vincere sia stata la Cunene con un suo scatto meraviglioso che si è aggiudicato il primo premio e la copertina.

Per il momento è tutto. È giunto il momento di dirvi BUONE FESTE.

Ettone is alive

•27/07/2021 • Lascia un commento

Come va? Spero bene. Questi due anni diciamo “forzatamente” sabbatici mi stanno facendo bene. Mi manca la “mia” fotografia creativa, ma al contempo sto approfittando della poca socialità per leggere tutto ciò che negli anni passati non riuscivo nemmeno a sfogliare per mancanza di tempo. Sto leggendo soprattutto libri di fotografia. Trattati che portano a riflettere. Ad esaminarsi. A porsi parecchie domande.

Allo stesso tempo non voglio però perdere quel brio dettato dalla pura e insana incoscenza di chi, sapendone poco o niente, si butta a capofitto in un progetto. Questo perché il più delle volte è in quei casi che escono cose sensazionali.

Purtroppo non penso di esserci ancora arrivato. Chi mi segue su Instagram avrà comunque notato che non sono sparito del tutto. Come Ettone, a giugno, sono stato pubblicato su ben due riviste di settore: “Photo Professional” e “Foto Cult”. Questo mi fa ben sperare. Non ho perso la mano (a dire il vero sapete benissimo che facendo il fotografo di professione, scatto quasi quotidianamente).

Ettone però non è morto e devo ringraziare come sempre di CUORE la mia cara AMICA e bravissima fotografa Cunene che la scorsa settimana non solo mi ha ospitato a casa sua ma si è anche fatta fare due foto da me.

Come un buon approfittatore ho preso possesso del suo studio, della sua attrezzatura, dei suoi vestiti e di lei come modella.

Ne è uscito un soddisfacente concept dark… proprio in stile Ettone!

Che ne dite?

E voi? Siete vivi?

Con ClubHouse i fotografi faranno ancora le foto?

•12/02/2021 • Lascia un commento

“Vivi e lascia vivere” è il disclaimer perfetto per questo articolo che da qualche settimana sto pensando di scrivere.

È da tanto che non scrivo un post di riflessione. Un post che parla sì, di fotografia, ma anche di altro. Per più di una volta mi sono chiesto se ne valesse la pena. Chi sono io per esprimere certe opinioni? Nessuno… Ecco chi sono…

Ma veniamo a noi… Da qualche settimana è saltata alla ribalta l’app Club House (per il momento solo per iOs). Una app che esiste da un anno circa ma che, caso strano, da quando è stata quotata tantississimissimo pur avendo pochissimi iscritti, è come esplosa (misteri della finanza). Come? Non sai cos’è Club House? Club House è un’app che sviluppa il suo mood sull’interazione tramite la sola voce. Niente foto (se non quella del profilo), niente video. Figata… Se vogliamo, possiamo dire che è molto simile a un lettore di podcast, ma live. Una app per conference calls senza l’ausilio del video. Questo è. E non spetta a me criticarla. Anzi… Ben vengano le novità. Ben venga l’originalità. Ben venga Club House.

Il motivo per cui sto scrivendo questo post è un altro.

Da qualche settimana c’è stata come una migrazione di massa di “personaggi” verso questa nuova app al fine di accaparrarsi il posto migliore. Il maggior numero di followers iniziali, per intenderci. Perché Instagram insegna che è all’inizio che si ottiene visibilità gratuita. Poi gli algoritmi cambiano, i “Boss” vogliono il big money e allora i follower e la visibilità te li devi pagare a caro prezzo.

A questo punto sorge il mio primo dubbio: A CHE PRO? Siamo veramente sicuri che correre dietro alla prima app che pare possa diventare “di tendenza” serva veramente a qualcosa? A questo primo dubbio lascio a voi la risposta.

Il mio secondo dubbio, diciamo più filosofico/sociale, nasce dal fatto che ho notato che anche i fotografi più in auge vi si sono buttati a capofitto, discutendo notte e giorno di fotografia. Qui mi tocca aprire un’altra piccola parentesi al fine di non essere frainteso. La fotografia NON è solo quella che si fa o che si vede. La fotografia è cultura. Per saper fare una foto bisogna essere curiosi, leggere tanto, guardare film, ascoltare musica e saper anche ascoltare gli altri. Se poi questi “altri” sono grandi Maestri della fotografia è tutto di guadagnato. Leggendo le bio di grandi fotografi si può capire bene quante volte quattro chiacchiere intorno ad un tavolo bevendo una birra abbiano fatto nascere grandi collaborazioni, grandi incontri, grandi committenze. E io, che tutto sono fuorché un grande fotografo, adoro tantissimo parlare di fotografia. Ne parlerei per ore. Ma il punto è che non lo faccio. O meglio, cerco di evitare di parlare per gran parte della giornata.

D’altro canto il Covid ci ha messo del suo, ha indubbiamente ridotto la socialità e non solo. I fotografi si limitano a scattare ciò per cui vengono pagati (purtroppo sempre meno). Faticano a fare test, esperienze creative soprattutto personali e avendo maggiore “tempo libero” è inevitabile che lo trascorrano sui social. Tutte le sere appaiono notifiche di dirette su Instagram. Noto un brulicare di video interviste su Youtube (con quante visualizzazioni poi?). E ditemi un po’… Di fronte a tutto ciò non vi siete un po’ fracassati i maroni (?)…

Perché è inevitabile che dopo un po’ a uno a cui piace la fotografia venga nostalgia della fotografia.

E allora mi chiedo: DOVE SONO FINITE LE FOTO? Un fotografo non dovrebbe fare per prima cosa le FOTO? O il futuro del fotografo sarà quello di fare l’opinionista o… lo speaker radiofonico?

FATE FOTO… FATEMI VEDERE DELLA GRANDE FOTOGRAFIA

Questione di cambiamento

•05/01/2021 • Lascia un commento

Questo periodo di “domiciliari festivi” mi ha donato un po’ di tempo da dedicare alla lettura.

Ho avuto modo di poter riprendere quella STORIA della fotografia che già conoscevo ma che per mio difetto avevo in parte seppellito tra mille altri pensieri. Ho sempre avuto una dote innata nell’assimilare in modo diretto e stabile i concetti, ma un’altrettanto innata dote nel non riuscire a ricordare nomi e date. Ho riletto i passi fondamentali di una storia relativamente giovane, ma non per questo banale, anzi… La Fotografia ha ricoperto ruoli ben diversi a seconda delle scoperte tecniche o dei periodi storico-politico-sociologici che si è trovata ad affrontare.

Siamo indiscutibilmente di fronte all’ennesimo cambiamento. Quelli che sono stati fino ad oggi i canoni della fotografia e della figura del fotografo stanno cambiando.

L’avvento dei social network e di una tecnologia alla portata di tutti ha tramutato la fotografia in una “lingua”, in un modo di comunicare riconosciuto dalla massa, distaccandola sempre più dal ruolo più serioso ed elitario della “professione”. La mole di immagini che ogni giorno vengono scattate e condivise è enorme, diventa pertanto sempre più difficile fare una distinzione tra ciò che sia “buono”, di “valore”, etc…

Ma è veramente così necessario fare delle distinzioni?

È analizzando la storia della fotografia che si può notare con facilità come sia accaduto più volte che un certo tipo di “fotografia”, fino a quel momento considerata “canonica”, fosse sull’orlo di una crisi e quindi votata al cambiamento. Certo, analizzando le cose con il senno di poi risulta molto più facile capire come quel “cambiamento” abbia modificato il modo di concepire la fotografia e di conseguenza verso quale strada si sia evoluta, ben più difficile è prevedere il futuro, ma sono sempre più convinto che la fotografia stia per avere l’ennesima nuova vita.

Ecco… in questi giorni mi sto domandando dove stia andando la fotografia? Ci sono segnali che fanno intuire quale strada si debba percorrere? Ci sono indizi nella storia che possono agevolare il presente e prevedere il futuro?

Vi piacerebbe avessi trovato una risposta. Di sicuro lo scatto perfetto non ha più il suo “potere”. Tecnica e qualità possono ancora fare la differenza a livello professionale quando un committente richiede nello specifico una determinata immagine (ad esempio pubblicitaria), ma basta aprire Instagram per constatare che ogni giorno milioni di ottime immagini vengono postate da amatori e fotografi improvvisati. E aimè, queste ottime immagini non hanno che la miliardesima parte di quell’attenzione che avrebbero avuto in passato.

A mio avviso ciò che conterà sarà sempre e di più avere qualcosa da dire e saperlo dire in modo originale e profondo. Quando un sentimento è vero e la persona che lo esprime è altrettanto onesta con il suo interlocutore ciò che viene trasmesso ha una forza maggiore. Per questo motivo stanno tornando “di moda” i ritratti all’antica. Quei ritratti singoli, stampati, che racchiudono l’essenza in una frazione di secondo regalando l’immortalità a un momento che nell’esatto istante in cui stiamo guardando la foto è già “passato”.

Originalità e sincerità a livello artistico anche quando si affrontano temi concettuali e astratti.

Questo, a mio avviso, è ciò che farà la differenza.

Ma è un momento di transizione e specie per chi fa della fotografia la sua fonte di guadagno non sarà facile rinnovarsi, adattarsi e affrontare un nuovo cammino.

E tu come la pensi?

 

Foto in alto di Sara – Foto in basso mia.

Cover book Cristiana Astori “Fuori Orario”

•22/12/2020 • Lascia un commento

Concludiamo questo ANNO… che a chiamarlo così ci vuole del coraggio… con una bella notizia.

È infatti uscita da poco su AMAZON LIBRI, la nuova raccolta di RACCONTI DEL MISTERO dal titolo “FUORI ORARIO” della grandissima CRISTIANA ASTORI.

Avevo già avuto modo di fotografarla in stile Ettone un po’ di tempo fa, ma avere l’onore di vedere una mia foto in COPERTINA di un suo libro è qualcosa di straordinario. Se poi ci mettete anche il fatto che la modella è la mia dolce metà, abbiamo fatto “tombola” (visto il periodo ci sta come esclamazione).

Vi incollo di seguito la descrizione della raccolta e il link per comprarla sia in versione E-BOOK che CARTACEA. È un progetto particolare per cui, come Cristiana stessa scrive, la troverete online per 6 mesi, 6 giorni e 6 ore. Dopodiché VI ATTACCATE! AH AH… quindi correteeeee….

FUORIORARIO – 22 RACCONTI DEL MISTERO”, una raccolta di miei racconti pubblicati su riviste e antologie fino a oggi introvabili

FUORIORARIO è ispirato a una pellicola per me di culto, ma è anche un mood, infatti in questo triste periodo in cui i cinema sono chiusi, la raccolta è concepita come se il lettore si trovasse davvero in sala ad assistere a un film (il come lo scoprirete all’interno 😉 )

FUORIORARIO è legata alla collaborazione con un Fotografo folle, dark e geniale come Ettone con cui condivido una rara sintonia artistica, (autore qui sia della cover che del mio ritratto sul retro), e impreziosita dalla grafica cool ed elegante di un Tarantiniano Apart come Manuel Pochesci… grazie di cuore, ragazzi! 

LAST BUT NOT LEAST: FUORIORARIO è una pubblicazione indipendente, ideata (e ahimè per voi, impaginata!) tutta di testa mia: è infatti un pensiero riservato ai miei lettori più affezionati e sarà quindi disponibile in edizione limitata per 6 MESI 6 GIORNI & 6 ORE su Amazon, poi il 20 giugno 2021 alle ore 6 cancellerò il link. 

Da oggi intanto la potete trovare qui: LINK

Ettone on Digital Camera Magazine Italy – Ottobre

•19/10/2020 • Lascia un commento

Anche se con un bel po’ di ritardo, passo di qui per tenere traccia, in questo diario virtuale un po’ trascurato, delle ultime novità. Ancora per un po’ troverete in edicola il numero di OTTOBRE-NOVEMBRE di Digital Camera Italy che vede una mia immagine a tutta pagina. Ebbene sì, una di quelle fatte quest’estate al fiume e che poco hanno a che vedere con il mio stile classico. Diciamo che la mia firma stilistica aka la camicia di seta, c’è… Diciamo che la luce di taglio seppur totalmente naturale, c’è… Forse viene un po’ meno il concept ironico e dark, ma ci sta… Nella vita occorre cambiare un po’… provare ad uscire dalla propria rodata comfort zone per vedere cosa succede…

Quindi, se non l’avete ancora fatto… correte in edicola.

Due shooting diversi dal solito

•07/08/2020 • 3 commenti

Eccomi qui. Come va? È veramente un sacco di tempo che non pubblico qualcosa su questo blog. Un po’ perché i blog non vanno più “di moda”… e un po’ perché questo periodo di covid mi ha letteralmente segato la creatività.

Quest’aria di inquietudine e incertezza non ha dato niente di buono al mio estro creativo a parte i progetti fatti a distanza e pubblicati nei post precedenti o l’unico concept che mi sono prodotto con un autoscatto i primi giorni di lock-down (ve lo pubblico qui di seguito, ci tengo molto perché rappresentava a pieno il mio animo in quel periodo, si intitola “QUARANTINE”). Per il resto tabula rasa… ZERO…

 

Però non ho smesso di fare foto e anche se non ho ancora ripreso a farlo in stile Ettone, sto comunque sperimentando vari stili… alcuni si potrebbero definitire più PhotoVogue

Qui sotto lascio ai poster… ai posteri… ai posteggiatori… due shooting… Il primo con Denise e il secondo con Sara.

 

© tutti i diritti riservati

La quarantena inventa il #concETTONE

•10/05/2020 • 3 commenti

foto e modella: Julieebx • post produzione e conept: Ettone

 

Con l’hastag #concETTONE ,che non è il fratello maggiore di una signora che si chiama Concetta, ma è il CONCEPT di ETTONE… (che poi sarei io) abbiamo chiamato (io e le fotografe/modelle che vi sto per presentare) il progetto della quarantena che ci ha permesso di continuare a creare divertendoci in tutta sicurezza.

Il progetto è molto semplice, le fotografe e modelle che hanno aderito, si sono messe in contatto con me, abbiamo stabilito come impostare la luce, lo styling e il concept dopodiché si sono fatte degli autoscatti e mi hanno inviato i file RAW. Una volta ricevuti li ho post prodotti per farli diventare a pieno titolo in ETTONE STYLE.

Il risultato è stato ottenere delle foto “a distanza” scaturite da dei veri shooting pilotati da me solo per lo stile e il concept, ma per il resto di libera interpretazione delle fotografe/modelle.

Che dire, in questo periodo che sembra infinito e nel quale in tutta sincerità non riesco a trovare nulla di così creativo perché la paura è sempre presente così come l’insicurezza e la tristezza, avere una “boccata d’aria creativà” non può far altro che BENE!

Il progetto è ancora in divenire. Per il momento ringrazio di cuore JULIEEBX, CUNENE e LUCIA MONDINI per essersi prestate con estrema professionalità.

ALTRE FOTO TRATTE DE QUESTI CONCETTONI LE PUOI TROVARE SUL MIO PROFILO INSTAGRAM @ettone

 

foto e modella: Cunene • post produzione e concept: Ettone

 

Foto e modella: Lucia Mondini • post produzione e concept: Ettone

 

© Tutti i diritti riservati. Le immagini sono di proprietà delle rispettive fotografe e modelle.

 

Ettone su “Fotografare” Magazine numero di Febbraio/Marzo

•29/02/2020 • 1 commento

In altre occasioni la pubblicazione era premeditata e quindi non restava che attendere di vederla in edicola. In questo caso la sorpresa è stata doppia perché non sapevo di essere stato pubblicato e quando ho sfogliato il nuovo numero di FOTOGRAFARE la gioia di vedere il mio concept “MANTIS” scattato con la bravissima Valentina, è schizzata al settimo cielo!!!

Quindi cosa aspettate, correte in edicola ad acquistare il numero di FEBBRAIO/MARZO di FOTOGRAFARE!

Ringrazio la Redazione anche per il bel commento allo scatto che trovate nella pagina precedente che ho trovato “azzeccato” nella lettura del concept.

Qui sotto lo scatto pubblicato.

 
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