Ettone su DIGITAL CAMERA di Luglio 2015!

•24/06/2015 • 9 commenti

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Perché scrivo questo post? Semplice, DOVETE CORRERE IN EDICOLA ad acquistare il numero di luglio di DIGITAL CAMERA!!!

Ci troverete nientemeno che QUATTORDICI pagine di INTERVISTA + PORTFOLIO + TUTORIAL su come dare un effetto DARK ad uno scatto normale: tutto firmato by ETTONE!!!

Ci troverete inoltre TRE SCATTI INEDITI di cui uno realizzato in esclusiva per DIGITAL CAMERA!

Ringrazio di cuore tutta la redazione di DIGITAL CAMERA, in particolar modo Andrea, Valentina e Sprea Editore per il loro supporto e soprattutto per la fiducia che hanno riposto nel mio lavoro.

DIGITAL CAMERA è una delle riviste nazionali di fotografia tra le più complete perché all’informazione unisce l’insegnamento con interessanti tutorial basati sui principali programmi di post produzione supportati da contenuti multimediali su CD-ROM. Inoltre è possibile apprendere idee e spunti per le proprie creazioni cosa che ho notato interessare parecchi degli appassionati di fotografia che intervengono alle mie serate o che seguono questo blog.

Va ribadito che risultati come questo non sono solo frutto della mia creatività (sarei presuntoso se lo pensassi), ma sono la SOMMA di anni di collaborazioni, incontri, amicizie e critiche costruttive con PERSONE FANTASTICHE (amici, modelle, fotografi, maestri di vita e di arte) che hanno portato lo stile di Ettone a questo e ad altri traguardi.

A costo di risultare melenso, scontato e leccaculo colgo quindi l’occasione per ringraziare TUTTE, dalla PRIMA all’ultima, le MODELLE che hanno collaborato con me! Tutte voi avete contribuito con la vostra personalità, con la vostra bellezza e con la vostra passione per la fotografia a far sì che ogni singolo concept sia degno di essere osservato, pubblicato e apprezzato. E se non siete state pubblicate in questo articolo lo sarete nel prossimo!

Ringrazio anche tutti coloro che si sono sbattuti per invitarmi nei Circoli Fotografici, gli amici fotografi, i Maestri, i miei titolari, il team dello Studio Due e tutte quelle persone che indirettamente o direttamente contribuiscono alla buona riuscita dei miei scatti.

ACQUISTATE DIGITAL CAMERA n°155 di LUGLIO e leggetevi la lunga intervista dove ho messo a nudo diversi lati della mia creatività e con il tutorial avrete modo di apprendere alcuni passaggi fondamentali della mia post produzione “dark”.

FATEVI UN SELFIE con in mano la rivista e mandatemelo in privato tramite la pagina facebook oppure via e-mail (etto chiocciola messaggisofisticati.com), mi piacerebbe farne una raccolta da pubblicare in questo post!

Come dite? L’immagine qui sotto è troppo piccola e non si legge niente? Ahbbelli! Per leggerla dovete acquistare il magazine!!!

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Effetto Farfalla, volare sulla grande migrazione in Tanzania

•18/06/2015 • Lascia un commento

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© effetto farfalla

Parlo sempre di artisti e fotografi che ammiro virtualmente tramite il web, ma che non conosco di persona e spesso rischio di lasciare in secondo piano coloro che seguo non solo per il loro talento artistico e professionale, ma soprattutto per la loro AMICIZIA (reale).

Marco (per me Marculin), è un grande amico, un professionista del video che ha fatto della sua passione un vero e proprio lavoro. Con il suo EFFETTO FARFALLA ha l’attrezzatura adatta per riprendere da ogni possibile inquadratura. Vanta ben due droni e con uno è riuscito a fare qualcosa di fantastico e UNICO! E badate bene che non ho usato l’aggettivo UNICO a caso perché è stato il primo a filmare dall’alto la GRANDE MIGRAZIONE IN TANZANIA! Ne ha fatto un documentario e parte del girato è stato presentato in diretta nella trasmissione di Licia Colò a TV2000 dove Marculin era ovviamente ospite!

Con Marculin stiamo pensando a qualche avventura insieme in modo da poterla firmare anche con l’occhio fotografico di Ettone… ;) Chissà cosa ne verrà fuori.

Il leone con la criniera al vento (qui sopra) è stato scattato da lui!!!

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© effetto farfalla

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Ettone entra a scuola grazie ad Ilaria!!!

•12/06/2015 • 2 commenti

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© Ilaria Genna

Che io abbia un amore, nemmeno tanto segreto, per la Valle d’Aosta è risaputo. Adoro le montagne, adoro il clima e adoro l’ospitalità che gli amici e colleghi ti sanno dare. Proprio lo scorso weekend ero ospite di Vincenzo e Sara che hanno trattato me e la mia compagna come fossimo dei re! Il ringraziamento va anche a Serena de Le Coq Hardi che a sua volta ci ha riempiti di doni e ci ha offerto di tutto e di più…

Ma le sorprese non sono finite qui, perché le cose belle, quelle che ti fanno commuovere, sono quelle che ti arrivano un venerdì sera qualunque mentre entri in facebook e ti accorgi di avere un messaggio privato da Ilaria.

Ilaria è giovane (beata lei), ma ha già un infinito talento da vendere. Ha seguito e segue il gruppo fotografico Evasioni Fotografiche di Valpelline e frequenta il Liceo Artistico di Aosta. Ebbene, Ilaria ha dovuto svolgere un compito nel quale doveva realizzare una locandina su un fotografo e indovinate un po’? HA SCELTO ME!!!

…E INVODINATE UN PO’? HA PRESO 8!!!

Sono veramente onorato e felice di questo “tributo” scolastico che mi fa entrare per la prima volta in un Liceo Artistico (ah, se solo ci fosse stato nella mia città)! Grazie ILARIA!!!! E grazie al PROF che le ha dato un bel voto! Dopotutto non poteva essere altrimenti visto che il disegno nella locandina (sopra) è più bello della foto originale (qui sotto)…

 

www.messaggisofisticati.com

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Col ca..o (caldo) che riesco a creare!

•11/06/2015 • Lascia un commento

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Avete notato che non ci sono più le mezze stagioni? No? Strano…

Nel giro di pochi giorni sono passato dal dormire con il piumone al boccheggiare in mutande sopra alle lenzuola nella speranza di un alito di vento immerso nel 99% di umidità (W IL CONDIZIONATORE).

No, non abito in una palude all’equatore, ma in pianura e il caldo afoso di queste ultime settimane ha reso la vita insopportabile. Non odio il caldo, sia chiaro, anzi lo adoro, ma a farmelo odiare sono dei microscopici esserini, dei tafani in miniatura, chiamati “PAPPATACI”. Questi esserini che meriterebbero di estinguersi in seduta stante, sono quanto di più perfetto e micidiale abbia studiato la natura (natura che nel momento della creazione poteva altamente farsi una vagonata di cazzi suoi)… I Pappataci passano nei buchi delle zanzariere, non muoiono con i vari spray insetticidi e se ne fottono dell’Autan. Sono veloci e quasi invisibili, ma soprattutto non producono ronzio. Sono un’arma micidiale e per chi, come me, è ALLERGICO alle loro punture non c’è SCAMPO!

I Pappataci sono stati in grado di farmi rivalutare, per non dire, di amare, le ZANZARE che ora non uccido più… (mi lascio mordere nella speranza che prendano forza e ammazzino il loro rivale)… Tuttavia i Pappataci resistono e mi stanno ROVINANDO le notti e il fisico.

Sono giorni che vado giù di pomate cortisoniche per evitare l’espandersi dei “bugnoni” pruriginosi risultato delle loro punturine… Ne basta uno nella stanza da letto per rovinarmi…

Tutto questo, come potrete ben immaginare, cozza con il mio BISOGNO di riposo per cui ho da qualche giorno rallentato la mia produttività artistica. Penso costantemente a nuove idee, a nuovi concept e continuo a creare nella mia testa, ma preferisco non prendere nuovi appuntamenti con le modelle perché… sono STANCO!

Per fortuna c’è una grande sorpresa che arriverà nei prossimi giorni!!! Sono convinto che vi piacerà e vi darà modo di apprezzare a pieno la mia arte…

Per il momento dato che con il CALDO non riesco a creare, vi invito ad apprezzare il portfolio nella sua globalità e ad andare a ripescare concept fatti negli anni passati. Dopotutto gli scatti non scadono!!!

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Riflessione sul nuovo portfolio stampato

•05/06/2015 • 1 commento

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Questo articolo è più che altro una riflessione a “cielo aperto”. In questo ultimo periodo ho tirato in ballo (in privato) molti amici perché mi sono trovato di fronte a una decisione “difficile” riguardo alla stampa del mio nuovo libretto/portfolio.

Proprio su questo blog ci eravamo lasciati più di un anno fa con la mia amarissima delusione nei confronti di un service online discretamente famoso che aveva stampato in modo “ABOMINEVOLE” una ventina di libretti in brossura fresata e incollata con copertina patinata opaca. Dopo una serie interminabile di telefonate e perizie fotografiche me li avevano ristampati (senza costi aggiuntivi) in modo vagamente presentabile, ma non come avevano fatto l’anno precedente nel quale erano stati impeccabili.

Dopo quella esperienza e aver finito le poche stampe del libretto mi sono ritrovato a doverne far stampare degli altri e non fidandomi più del suddetto servizio online sono andato alla ricerca di un valido sostituto.

Tuttavia navigando nei vari siti che offrono questo tipo di stampe in digitale ho notato che molti si assomigliano per struttura del sito, per formati di stampa e variano leggermente solo nei prezzi. Mi son detto: “Vuoi vedere che questi service fanno tutti capo a alla stessa tipografia digitale?”. Non ho fatto immeditamente l’equazione “prezzo più alto = lavoro migliore” perché mi sono convinto che con probabilità sarebbe stata “prezzo più alto = inculata maggiore = lavoro mediocre uscito dalla stessa tipografia”… E la convinzione è divenuta presto una conferma in quanto proprio l’addetta alle vendite di un altro service online mi ha confermato che  non stampano internamente.

Ora: sia chiaro che non ho la certezza che tutti i service lavorino allo stesso modo e probabilmente chi fa pagare di più avrà un maggior controllo di qualità. Sta di fatto che ho voluto dare un’ultima chance al servizio online di cui sopra soprattutto perché è tra i più convenienti (e io, si sa, ho il braccino corto)…

Onde evitare inutili incazzature, alla brossura fresata e incollata ho preferito una più economica rilegatura con punto metallico e alle 90 pagine del libretto precedente sono stato sulle 24… Il risultato? Direi discreto e accettabile… Diciamo che si sono ripresi pertanto (anche se NON FARO’ NOMI per evitare querele) potrei tornare a pensare di stampare nuovamente con loro in futuro. Unica pecca il “retino” digitale troppo grande e con una scarsa definizione delle immagini che sembrano un po’ “pennellate”… ma non si può volere tutto dalla vita.

Perché non li stampo in una tipografia seria? Perché una tipografia richiede tirature elevate e non me ne farei niente di mille libretti visto che non li vendo. Preferisco rinnovarli spesso con le nuove foto e stamparne una decina di copie alla volta.

Posso avere o acquistare un tuo libretto? Uhm… diciamo che al momento li tengo per regalarli a chi voglio io!!! Ma se siete interessati fatemi un fischio.

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A caccia di TORNADO!!!

•01/06/2015 • 2 commenti

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Lui si chiama Andrea Nasuti ed è un carissimo amico… Non potrebbe essere altrimenti visto che quello che ha fatto è da fuori di testa!!! Gli amici me li scelgo con caratteristiche particolari!

Dovete sapere che Andrea oltre che ad essere un ottimo fotografo è anche un appassionato di metereologia e due settimane fa è partito alla volta dell’Oklahoma, negli Stati Uniti, per andare a caccia di TORNADO (detti twister) insieme ad uno sparuto gruppo di appassionati. Una di quelle avventure che si fanno senza pensarci troppo perché sono l’opposto di una vancanza rilassante, ma che ci crediate o no, gli ho invidiato parecchio perché è una di quelle cose che mi piacerebbe fare almeno una volta nella vita (ps, dopo quello che mi ha raccontato mi sa che mi accontenterò di vedere le sue foto).

Quelle che vedete in questo post sono tutte foto sue. La caccia ha dato buoni frutti e ho trovato divertente farmi raccontare la sua “AVVENTURA” sottoforma di intervista. Godetevela!!!

 

Quali sono state le difficoltà maggiori riscontrate nell’avvicinarsi alle tempeste?
La vastità delle Plains americane: al mattino si studiano i modelli e si cerca di capire la zona dove, nelle ore successive, potranno svilupparsi fenomeni vorticosi, ma il problema è che spesso le zone a rischio hanno estensione di centinaia di miglia. In quest’area enorme serve poi l’esperienza (e una buona dose di fortuna) per identificare già dai primi stati di evoluzione le celle temporalesche che potrebbero dar origine a tornado, e fiondarcisi sotto. Una volta scelta una cella si spera che questa riesca ad evolvere in supercella tornadica altrimenti data l’enorme vastità dei territori e i limiti di velocità su strada (su cui gli sceriffi locali non transigono…) si rischia di chiudere la giornata a vuoto.
A questo aggiungerei la scarsità di strade e vie di fuga. Infatti si attraversano territori in gran parte disabitati e privi di rete viaria capillare come da noi in Italia. E’ possibile proseguire per decine di miglia su una “statale” americana senza imbattersi in un incrocio.

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Una curiosità: che rumore fa un tornado?
Quelli a cui abbiamo assistitito, formati in luoghi disabitati e in aperta campagna, erano molto silenziosi. Non senti nulla: rimani sorpreso, e resti come pietrificato ad ammirarli. Mi hanno raccontato che nel caso un tornado si formi molto vicino, sopra la propria testa, si sente un sibilo intenso.

È stato molto rischioso o eravate a debita distanza? Descrivi le tue emozioni quando fotografavi un tornado che si stava formando.
La nostra guida è un ragazzo piuttosto spericolato che si lancia sempre puntualmente al di sotto delle “wall cloud”, le formazioni nuvolose ribassate rispetto alla base del temporale, da cui si originano i tornado. Spesso su strade sterrate. Questo può essere pericoloso, ma forti della sua esperienza decennale nella caccia al tornado gli abbiamo concesso carta bianca. Al suo primo segnale di pericolo imminente, nel giro di pochi secondi eravamo tutti in auto pronti alla fuga.
Quando sei lì sotto alla wall cloud, c’è da farsela letteralmente addosso. Non hai tempo di pensare, e vai avanti per adrenalina. Improvvisamente non hai più fame, non hai più freddo, e non dai peso ai vestiti fradici che hai addosso. Intorno hai tuoni e fulmini, chicchi di grandine che cadono isolati, raffiche di vento, formazioni nuvolose basse e inquietanti sulla testa che cambiano velocemente forma e dimensioni e da un momento all’altro possono scendere a terra e originare vortici con venti devastanti… la situazione può precipitare in pochi secondi… scatti perchè devi scattare, perchè vuoi catturare quelle emozioni che non rivivrai più a meno di non tornare in quei luoghi… le supercelle delle Plains sono molto diverse dai nostri comuni temporali, sembrano più che altro delle enormi e mostruose creature dotate di una propria volontà, e la cui sfida necessita di grande rispetto e consapevolezza.

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Chi vi guida in queste avventure?
La guida ufficiale è Andrea Griffa, medico lombardo e appassionato di meteorologia, che da circa 10 anni si lancia in queste avventure negli States e ha ormai acquisito una ragguardevole esperienza. Negli ultimi due anni il suo tour è stato sponsorizzato da 3Bmeteo, società italiana dedita alla meteorologia.

Mi ha colpito molto anche la descrizione dei luoghi, da quelli dove mangiavate a quelli dove dormivate, molto stile Motel da film horror… Raccontaci le tue impressioni!
La vita dello “storm chaser”, cacciatore di temporali, è una vita frenetica “on the road”: si mangia quando si può e si dorme dove capita. Questo perchè i ritmi della giornata e gli spostamenti sono dettati dall’evoluzione dei sistemi temporaleschi. Si può essere fortunati e nel caso una perturbazione stazioni più giorni nella stessa area gli spostamenti saranno limitati e ci si può concedere qualche pausa rilassante. Più spesso non è così: quest’anno abbiamo percorso circa 4600 miglia (7400 km) in 10 giorni, a cavallo di 4 stati americani. Fast food e motel spesso non di prima scelta e in posti dimenticati dalla civiltà sono all’ordine del giorno. Quando non si trovano fast food, crackers, banane e barrette energetiche. Nelle località più remote, non era raro trovare letti abitati da ragni  e scarafaggi. La prudenza suggeriva anche di sprangare porte e dormire con i documenti sotto al cuscino. Non ci siamo mai fermati a dormire o mangiare per due volte nello stesso posto. Ma ripeto, non sono mancate le soddisfazioni: oltre a quelle meteorologiche e fotografiche, nelle giornate più tranquille ci siamo concessi grandi abbuffate (e bevute) nelle steakhouse americane!
Senza contare le risate fatte in auto coi miei compagni di viaggio, come quando siamo sfuggiti al camionista che voleva farci la pelle, o abbiamo scampato la multa dello sceriffo!

 

Lo rifaresti?
Certamente sì! Anche perchè la prima volta serve a capire come funziona e cosa aspettarsi, è la seconda volta che ti diverti davvero!

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© all rights reserved – Andrea Nasuti 2015

Per approfondimenti:
http://www.cacciatoriditornado.it/Tornado,_temporali,_stormchasers/Home.html
http://www.3bmeteo.com/tornadotour

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Cookies policy del 2 giugno

•30/05/2015 • 4 commenti

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Questa cookies policy, per dirla alla Fantozzi, è “UNA CAGATA PAZZESCA”!!!

È un po’ come se uscendo di casa ci fosse uno con un cartello in mano con su scritto: “Se vai in giro qualcuno ti potrebbe vedere, potrebbe ricordarsi di te, sentirti parlare, vedere come sei vestito, etc. Facendo due passi accetti automaticamente le condizioni, se invece non ti va puoi sempre stare chiuso in casa e morire di fame dimenticato da tutti!”.

Voglio dire, internet è fatto di social network, di interazioni, di iscrizioni perché internet è UN SOCIAL NETWORK! Se rifiuti tutto questo rifiuti di navigare quindi che senso ha obbligare ogni singolo gestore di un sito con cookies interni o addirittura di TERZI (quindi anche i contatori per esempio vanno segnalati) a informare i propri visitatori su ciò che viene memorizzato… Voglio vedere in quanti andranno a leggersi lunghissime pagine di informative su ogni singolo sito sul quale approderanno. Sarebbe molto più semplice se lo scrivessero sugli scatoloni dei computer e degli smartphone (un po’ come sui pacchetti di sigarette) così prima di usarlo sarà facile capire a cosa si andrà incontro navigando… no?

Ma… è vero, dimenticavo… che STUPIDO, a volte m’illudo nel pensare che chi ci governa sia dotato di buon senso e intendo a livello europeo visto che non si tratta di una legge solo italiana…

Anzi, a tal proposito vedo che c’è chi ha espresso la sua opinione in modo ancora più chiaro e critico:

http://nocookielaw.com/

Per la cronaca, WordPress non è installato sul mio sito personale, è un servizio gratuito che WordPress fornisce direttamente tramite i propri server a chi si iscrive e accetta le sue condizioni. Chi vi naviga, commenta o legge gli articoli è soggetto a banner pubblicitari e al trattamento dei cookies, ma in quanto “NON MIO” e in quanto impossibilitato a modificare il codice sorgente della pagina per aggiungervi il banner informativo è WordPress stesso che si deve preoccupare di aggiornare e seguire la Cookies Policy.

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