Anticipare le mode…

•24/08/2015 • 1 commento

Era il lontano 2013 quando scattando con la stupenda Refen Doe pensai di realizzare in post produzione una gonnellona nera, gonfia e “puffosa” duplicando con Photoshop un piumino (giubbotto) legato in vita… Forse gonne del genere esistevano già… forse no… Sta di fatto che non avendone una mi cimentai in qualcosa che per me era totalmente nuovo (foto sotto).

www.messaggisofisticati.com© all rights reserved – Ettone – 2013 – http://www.messaggisofisticati.com

Vedendo la foto in questione, un caro amico fotografo mi suggerì di proporla a qualche casa produttrice di giubbotti-piumini perché secondo lui l’avrebbero trovata interessante. Non lo feci. Penso sempre che in queste cose servano veri agganci altrimenti è tutto fiato sprecato…

Sta di fatto che oggi sfoglio Vanity Fair e ci vedo la nuova campagna della Moncler egregiamente realizzata dalla mitica Annie Leibovitz… Nulla da eccepire sulla foto che è fighissima e che nulla ha a che vedere con il mio scatto, ma l’occhio in questo caso mi è caduto sul “prodotto”… Non aggiungo altro… La prossima volta una mail la mando prima che lo facciano altri… Doh!!!

A questo punto caro Dot. Moncler, almeno me ne regali una vera così la utilizzerò nei miei scatti futuri ;)

MONCLER_FW15_dps1-1024x683Moncler adv 2015 – Shoot by Annie Leibovitz

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Vevey e “Le Musée Suisse de l’appareil photographique”

•20/08/2015 • Lascia un commento

castelloCastello di Chillon, sul lago di Ginevra, Svizzera.

Forse non tutti sanno che a Vevey, una piccola cittadina sul lago di Ginevra, in Svizzera, c’è un interessante e ben curato MUSEO DELL’APPARECCHIO FOTOGRAFICO per dirlo a modo loro “Le Musée dell’appareil photographique”. In parole povere non si va a Vevey per vedere foto ben fatte ma per capire come venivano scattate e sviluppate negli anni partendo da una comodissima macchina fotografica in legno massello dal peso di un elefante con lastre grandi quanto una lavagna scolastica, per arrivare alle microscopiche macchine fotografiche utilizzate dagli agenti segreti.

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Il tutto è condito da esempi interattivi, da una camera oscura da vedere in tutti i suoi particolari e da tante, tantissime didascalie… sì… SOLO IN LINGUA FRANCESE… E va beh… non le chiedo in italiano, ma almeno nel più conosciuto inglese non sarebbe male… Per fortuna tre anni di francese alle medie e ben cinque al liceo mi sono serviti a qualcosa… Ho persino ordinato un succo di frutta alla mela e mi hanno capito!

Schermata 2015-08-20 a 22.20.50

Volevo ringraziare due persone molto care a me e alla mia compagna, il mitico VINCENZO (maestro e non solo) e sua moglie SARA. È grazie alla loro straordinaria ospitalità se siamo riusciti ad andare a visitare il museo. Avere poi la possibilità di ascoltare le spiegazioni di un maestro come Vincenzo è stata per me una fortuna e un arricchimento culturale senza precedenti. Grazie ancora di cuore!!!

Schermata 2015-08-20 a 22.20.59

La giornata a Vevey era un po’ uggiosa ma ci ha permesso di fare scatti dal sapore dark come piacciono a me. Persino al Castello di Chillon (foto di apertura) che abbiamo incontrato sulla via del ritorno facendo il passo del Gran San Bernardo per poi approdare ad Aosta. A Vevey c’è anche il museo dell’alimentazione ben pubblicizzato da una “insegna” a forma di forchettona piantata nel lago (vedi foto sotto).

forchetta

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Uno scatto normale

•30/07/2015 • Lascia un commento

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Tanti anni orsono l’ultimo giorno di scuola, prima delle vacanze estive, ero molto contento ed emozionato. Quella sensazione di un “anno” (non solare) di fatiche che si andava chiudendo era unica… L’idea di avere davanti tre mesi di relax, dormite e divertimento era del tutto fantastica!

Poi è arrivata l’Università che di fatto mi ha posto in una situazione di perenne vacanza (prrrr) e infine il lavoro. Con il lavoro anche il tempo libero e le “vacanze” sono diminuite, ma la fortuna di fare un lavoro che mi piace non ha reso l’attesa delle ferie una tortura.

Ci sono però anni COME QUESTO dove il caldo affatica e fa diminuisce la concentrazione e allora l’agoniato arrivo delle ferie si presenta come un’oasi in mezzo al deserto.

Domani sarà l’ultimo giorno di lavoro: rientrerò a settembre. Sempre tornando ai tempi del Liceo dire “ci vediamo a settembre” significava che avrei avuto gli esami di riparazione, per fortuna a settembre non dovrò rendere conto a nessuno di quello che avrò o non avrò imparato in questo mese di “pausa”.

Cosa farò? Chi lo sa, è ancora presto per dirlo. Starò pressoché sempre a casa, ma avrò modo di incontrare tanti amici.

Passatevi un buon periodo di relax… divertitevi… e trombate tanto, se potete!

Vi lascio con una foto del tutto originale scattata durante uno shooting per lavoro. Ero dentro ad un laboratorio con tre specchi e ho trovato l’angolatura giusta per “prendere tre Ettoni in un colpo solo”;)

BUONE FERIE, VACANZE e RELAX!!!

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Articolo frivolo per le ferie estive

•22/07/2015 • 2 commenti

texas-chainsaw-3d-pic-7from “The Chainsaw massacre 3d” (sì, han fatto anche quello)

Ogni anno è così… Non è un obbligo, sia chiaro, ma una vera esigenza. Prima del periodo di ferie estive devo scrivere almeno un articolo frivolo, così, giusto per immaginarmi di tenervi compagnia sotto all’ombrellone.

Non è facile trovare temi nuovi e accattivanti. Potrei scrivere qualcosa sui soliti film horror che d’estate vanno tanto di moda con i classici ragazzi allegri e spensierati che si avvicinano casualmente alla catapecchia isolata nel bosco, ci sbirciano dentro, vengono assaliti di sorpresa dal “mostro” che li imprigiona e pian piano li massacra tutti per poi lasciare un finale aperto a un nuovo capitolo…

Quest’anno è il turno di “THE REDWOOD MASSACRE”... l’ennesimo rifacimento del famoso “The Chainsaw Massacre” che di fatto sta all’horror come il reggae sta alla musica: la base è sempre uguale, cambia solo il testo. Non me ne vogliano gli amanti dei film horror e del reggae… Adoro entrambi i generi e la loro ripetitività.

rwm3from “The Redwood Massacre” 2014/2015

Ah, ho scoperto che esiste anche un “Babysitter Massacre”… Un po’ più vecchio… Non lo conosco e non oso pensare la trama…

Comunque non posso parlare solo dei classici film horror. Trattandosi di un blog di fotografia dovrei anche darvi qualche consiglio su cosa portare in vacanza e su cosa fotografare una volta giunti sul posto di villeggiatura. Il mio consiglio resta invariato rispetto agli anni passati: portatevi il meno possibile, una macchina fotografica piccola e poco ingombrante. Non proponetevi progetti troppo ambiziosi, lasciate che siano le emozioni a guidare la vostra mano e il vostro occhio. Non DIMENTICATE DI ESSERE IN VACANZA e di essere lì per riposarvi. Le foto serviranno principalmente per ricordarvi dove siete stati e quali avventure avete vissuto pertanto non è dalle vostre vacanze che usciranno gli scatti migliori! Non vincerete premi con quelle foto! Tranquilli.

Se andate al mare state attenti alla sabbia della spiaggia. Mettete la macchina fotografica dentro a una borsa di nylon ben sigillata. E state attenti anche ai ladri sia che la lasciate incustodita sotto l’ombrellone, sia che la lasciate nella stanza d’albergo e sia che la lasciate a casa…

Se proprio dovete pubblicare le foto della vacanza attendete il ritorno a casa se no i malintenzionati potrebbero capire che non ci siete e svuotarvi la casa.

Detto questo DIVERTITEVI (l’ho già detto?)!

Se avete tempo guardatevi le LECTIO MAGISTRALIS di AFIP+CNA (sono tutte online, cercatele) e se non l’avete ancora fatto correte in edicola ad acquistare il numero di LUGLIO di DIGITAL CAMERA (in edicola ancora per pochi giorni) così avrete modo di leggervi la mia lunga intervista e di provare il tutorial per fare scatti dark…

E visto che mi piace ironizzare su tutto. Vi lascio con questo “FRESCO” concept intitolato “WATERPROOF” con la bravissima DORIS.

© Ettone – Model: Doris – Title “Waterproof” – all rights reserved

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Come non condividere il pensiero di Giovanni Gastel

•19/07/2015 • Lascia un commento

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Scusate se nel giro di pochi giorni torno a bomba sulle lectio magistralis realizzate da AFIP e CNA che hanno visto protagonisti i più grandi fotografi del panorama italiano. Nei post precedenti ho elogiato la Lectio di Barbieri che dall’alto della sua “riservatezza” ha saputo dimostrare come si può essere GRANDI con i FATTI e non solo con le PAROLE.

Il 16 luglio si è tenuta la LECTIO del Maestro GIOVANNI GASTEL, l’ultima di quest’anno.

Chi bazzica nel mondo della fotografia sa quanto ha fatto GASTEL sia a livello personale (professionalmente parlando) sia a livello collettivo per la fotografia in generale. La sua storia non ha bisogno di ulteriori parole, anche perché è in uscita la sua biografia e lì sicuramente ci saranno molte più notizie di quante potrei scriverne in poche righe su questo blog…

La LECTIO di GIOVANNI GASTEL va GUARDATA dall’inizio alla fine, PUNTO!

I suoi punti di vista (che come tali restano criticabili) sono quanto di più vicino al mio modo di interpretare il cambiamento dei tempi e di conseguenza l’evoluzione della fotografia. Non sono un fotografo di moda, ma penso che il suo pensiero si possa avvicinare a qualsiasi campo della fotografia perché fare il fotografo è una professione e come tale non può essere vissuta solo con il cuore.

Ci sono mille punti che vi vorrei sottolineare, ma conviene che vi guardiate il video dall’inizio alla fine. Notevole anche il suo punto di vista riguardante Photoshop (ad un’ora circa dall’inizio)… Sono morto dal ridere per l’esempio di Raffaello e del pennello di tasso! UN GRANDE.

“NON USARE PHOTOSHOP NELLA FOTOGRAFIA DIGITALE È COME TAGLIARSI I COGLIONI PER FARE UN DISPETTO ALLA MOGLIE” g. gastel

QUI IL VIDEO

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Il trucco per fare una bella foto

•17/07/2015 • Lascia un commento

Molti pensano che per fare una bella foto occorrano tecnica, occhio, inquadratura, LUCE, taglio, tempismo, una macchina reflex da millemila euro, saper post produrre, un buon obiettivo, la location figa, la modella figa… BALLE!!!

Per fare uno scatto ben fatto alias UNA BELLA FOTO occorre seguire una semplice regola: prima di scattare pensate di dover scrivere una pagina di descrizione sul perché avete fatto quella foto.

E non intendo una pagina in stile tema delle medie dove per metà dello spazio ripetete il titolo! Non esistono scorciatoie. Non dovete fregare la professoressa. Il voto ve lo state dando da soli. Se barate non ricevete nulla in cambio. Pensate seriamente a cosa scrivereste prima di scattare e solo quando troverete motivazioni e parole che valgano la pena di essere scritte allora fate CLICK e scattate la foto. Il risultato sarà senza ombra di dubbio un BELLO SCATTO di qualunque genere esso sia e con qualunque tipo di macchina fotografica fosse anche uno smartphone!

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La Lectio del Maestro Gian Paolo Barbieri

•14/07/2015 • Lascia un commento

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PREMESSA: L’AFIP (Associazione Fotografi Italiani Professionisti) organizza dall’anno scorso (se non erro) una serie di lectio magistralis con i più grandi e famosi fotografi italiani per lo più facenti parte dell’Associazione stessa. Le Lectio che si tengono a Milano sono iniziative molto interessanti che vengono riprese e trasmesse in streaming per tutti coloro che, come me, non riescono ad essere presenti. All’AFIP vanno i miei complimenti per questo che ritengo essere un vero e proprio servizio culturale verso tutti i fotografi.

Di queste Lectio non me ne sono persa una perché trovo che sia importantissimo per un fotografo attingere dal sapere e dall’esperienza di chi “ce l’ha fatta“… Sono rimasto colpito dalla Lectio di Toscani (un vero personaggio), da quella di Benedusi (che anche lui si è introdotto in modo simpatico), quella molto fresca di Thorimbert o da quella che ho trovato toccante di Raimondi, tuttavia quella che mi ha colpito più di tutte al momento è stata quella del Maestro GIAN PAOLO BARBIERI.

Per chi non lo conoscesse (male, molto male), il Maestro Barbieri è uno dei pochissimi fotografi (e non solo) italiani ad aver fatto servizi per Vogue e ad essere conosciuto a livello mondiale. I suoi servizi, realizzati negli anni ’70 in analogico e senza post (photoshop manco esisteva), sono dei veri capolavori. Cercatelo su Google e vedrete quante foto sensazionali verranno fuori (molte probabilmente le avrete già viste).

Particolare che lo contraddistingue è la sua innata riservatezza ed è su questo punto che mi vorrei soffermare.

Al di là della differenza tra digitale e analogico, tra post e realismo, tra dire e fare, ciò che veramente colpisce è il fotografo divenuto tale per la sua bravura aka professionalità e non per il suo essere “personaggio”.

Non me ne vogliano gli altri, anche perché ritengo che al giorno d’oggi essere “personaggio” faccia purtroppo parte della professione stessa, ma sapere che un fotografo è diventato “UN GRANDE” restando riservato è una cosa che trovo FANTASTICA! Penso che questo “messaggio” trasmesso indirettamente dal Maestro Barbieri debba essere da stimolo verso chi cerca la perfezione, chi ama una professione e chi lotta per il proprio accrescimento culturale affinché non demorda se poi si ritrova “sorpassato in curva” da un giullare qualunque che l’unica cosa di intelligente che ha saputo fare è scegliere “i party” giusti in cui imbucarsi.

Se avete qualche minuto guardatevi il video della LECTIO, non è tempo sprecato, anzi, alla fine sarete fortemente motivati.

LINK AL VIDEO

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