Ispirazioniamo…

•13/08/2017 • 1 commento

l’8, il 9 e il 10 settembre in Alessandria si terrà BIANCO FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA il capitolo conclusivo per il 2017 delle varie rassegne fotografiche curate dall’ASSOCIAZIONE BIANCO FESTIVAL della quale faccio parte.

Il tutto è iniziato a Maggio con la prima maratona fotografica alessandrina, per poi proseguire per tutto giugno con il Concorso Fotografico a tema “LE ORIGINI” e concludersi a settembre con esposizioni, conferenze e con la premiazione dei vincitori del concorso. Tra le esposizioni vi anticipo che ci sarà un mio progetto, ma soprattutto farò una “lectio” divertente e dissacrante sulle ISPIRAZIONI.

Ebbene sì, sapete molto bene ormai come la penso a riguardo dell’ispirarsi ad altri. Fatto che reputo del tutto lecito e addirittura essenziale per la crescita di un fotografo. Ben diverso dal COPIARE o spacciare per proprie opere e idee di altri, ma il prendere da diverse fonti idee che poi facciamo nostre attraverso lo stile personale è, lo RIPETO, ESSENZIALE!

Non bisogna quindi nascondersi, non bisogna vergognarsi, non bisogna avere paura di prendere spunti e guardarsi intorno attingendo soprattutto da cui reputiamo più in gamba di noi, sia esso un Maestro conclamato o un semplice fotografo che seguiamo da tempo.

A tal proposito vi faccio un esempio. Da tempo volevo fare qualche scatto notturno in acqua sfruttando l’effetto DARK che il flash riesce a ricreare anche su una semplice piscina. Andando a trovare il compagno della bravissima fotografa LUCIA MONDINI ho potuto notare che oltre ad una bella piscina aveva a bordo vasca anche due salvagenti di quelli propriamente usati per il salvataggio in mare. Mi è quindi balzata subito in mente la foto scattata da TREVOR LEIGHTON a KATE BUSH per la cover del suo album “BEFORE THE DAWN” (vedi qui sotto) nella quale era ritratta come naufraga in un mare notturno.

A supporto della fattibilità di uno scatto simile (senza dover essere realmente in mezzo all’oceano) è venuta l’intervista pubblicata qualche mese fa su DIGITAL CAMERA MAGAZINE nella quale il fotografo TREVOR spiegava come aveva realizzato lo scatto utilizzando una piscinetta gonfiabile posizionata all’interno del suo studio.

Complice il fatto che LUCIA MONDINI, essendo fotografa (e qualche volta anche mia modella), sa cosa significhi dover elemosinare location particolari, ho chiesto con faccia di bronzo a Carlo, il suo compagno, se mi lasciava provare uno scatto simile ma più CONCETTUALE, nella sua piscina… E così è stato…

Con il supporto di Lucia e della Miao in qualità di modelle ho realizzato lo scatto che vedete in apertura dal titolo “SOLIDARIETY” o meglio “SOLIDARIETA’ FEMMINILE”… Eh eh… perchè un po’ di ironia ci vuole sempre.

Come potete constatare i due scatti sono molto diversi sia concettualmente che a livello di composizione e post produzione. L’unica cosa di simile è la location, non si tratta quindi di una copia, ma di un’ispirazione… Se così non fosse ritengo non sia più possibile in assoluto fare scatti di qualsiasi tipo in quanto è fuori discussione che qualuno prima di noi abbia già fatto qualcosa di simile.

Qui sotto una brutta foto di back stage… 😉

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Tornare a far foto…

•24/07/2017 • Lascia un commento

Nel weekend son tornato a creare… Non sempre la felicità guida la creatività, a volte ciò che si fa a livello artistico viene fuori per sfogo… Questa l’ho intitolata “TALKING TO MYSELF”… Grazie alla mia dolce metà!

A livello tecnico: scatto eseguito con 24-70mm a f20, 1/125, iso 200 con flash a batteria da 300Watt intorno alle 19.00 di sera… Photoshop solo per desaturare leggermente l’intero scatto e un ulteriore desaturazione sulla pelle della modella… Niente altro…

Se vi piace likatela qui, su Facebook e su Instagram.

 

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Arrivederci Chester

•21/07/2017 • 5 commenti

Quello del suicidio è un tema spinoso, complicato, non privo di incomprensioni e di punti di vista “opposti”. C’è chi lo reputa un atto di estrema disperazione, chi di estremo egoismo, chi un Peccato con la P maiuscola, chi una malattia che ti contagia nel profondo, un buio enorme dal quale nemmeno amore, fama e successo ti possono salvare.

Non spetta a me dare una risposta, ma di certo chi sopravvive si pone delle domande e spesso aggiunge disperazione alla disperazione, come è avvenuto allo stesso Chester nei confronti dell’amico Chris che si è suicidato poco tempo fa.

A volte le cose non capitano per caso. A volte sì. Seguo i LINKIN PARK dagli esordi. Mi hanno accompagnato in uno dei periodi più bui della mia vita per arrivare alla rinascita. Pesavo 48 kg (ora ne peso quasi 70) e quel ragazzo magrolino, pieno di tatuaggi, che dichiarava apertamente di avere avuto parecchi problemi d’infanzia, ma di esserne uscito grazie alla musica e grazie a un gruppo, quello dei LINKIN PARK, unito e “pulito” (passatemi il termine), era un faro in mezzo al mare.

La loro musica e in particolare la sua voce, forte, rabbiosa, al contempo melodica e dolce era molto più potente di mille medicine.

Già, perché quel ragazzo che vomitava prima di salire sul palco e che nonostante i milioni di dischi venduti se la faceva sotto per l’ansia sentendosi sempre fuori luogo non era probabilmente così forte come faceva vedere, però era così “normale” e vicino a noi da percepirlo quasi come un amico.

La vita è così breve che va vissuta per quello che è. Un turbinio di eventi positivi e negativi, di cadute e di ascese, di pianti, di felicità e di disperazione. Vale la pena arrancare, sudare, patire per arrivare a vedere cosa si cela in cima alle mille salite che troviamo sul nostro percorso.

Ringrazio Chester e i Linkin Park per le mille emozioni che mi hanno dato, fonte di ispirazione per tantissime delle mie foto che portano come titolo quello delle loro canzoni. Li ringrazio per aver contribuito (insieme a pochi altri gruppi musicali) a farmi trovare uno stile “fotografico” che mi ha dato tantissime soddisfazioni. Proprio grazie alla fotografia ho trovato la gioia più grande: la mia dolce metà! Persona con la quale, un mese fa, ho condiviso la gioia di vederli dal vivo, a Monza, per l’ultima volta.

In quell’occasione ci stupì il fatto che Chester scese dal palco durante la canzone più triste del nuovo album “ONE MORE LIGHT” seguita da una “CRAWLING” da pelle d’oca. Non so, probabilmente aveva già pianificato tutto e si stava godendo gli ultimi abbracci del pubblico, o forse no. Sta di fatto che andarsene il giorno del compleanno del suo migliore amico Chris non sa di casualità.

UN ABBRACCIO CHESTER, OVUNQUE TU SIA IN QUESTO MOMENTO.

Ps… non pensavo che avrei sofferto così tanto per la morte di un cantante. Ma è così…

Non occorre saper fare belle foto

•20/07/2017 • Lascia un commento

Santi e santini

•12/07/2017 • Lascia un commento

Sometimes faccio foto diverse dal solito… Questo è uno scorcio della mia città. Uno scorcio che oserei definire insolito, ma colorato.

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Fogliame dark ne abbiamo?

•03/07/2017 • 3 commenti

 

Ieri a Villa Taranto (Verbania) sul lago Maggiore, ho visto questa pianta… Penso sia una comunissima pianta ornamentale… Ma era dark, troppo dark… E niente… me ne sono innamorato. Nella mia prossima vita, se avrò una villa con giardino, la riempirò di piante come questa. Per il momento mi accontento della foto.

La riconoscete? Sapete come si chiama?

 

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I Days Monza – 17 giugno Linkin Park

•19/06/2017 • Lascia un commento

Questa volta non vi parlerò di fotografia anche se lo screenshoot del video che è stato ripreso e trasmetto sui maxi schermi dell’autodromo di Monza (qui sopra), ritrae in modo eccellente uno dei momenti più emozionanti del mega concerto dei LINKIN PARK agli I-DAYS al quale ho avuto il piacere di partecipare con la mia dolce metà.

Si narra ci fossero 80mila persone. Non avrei dubbi nel confermarlo. Eravamo proprio, ma proprio in tanti!

In quei momenti capisci che i controlli all’ingresso e le forze dell’ordine sparse all’interno dell’area potrebbero ben poco nel caso scoppiasse anche solo un falso allarme in stile piazza San Carlo a Torino. Sarebbe un po’ come cercare di arginare uno tzunami con una barriera di sedie.

Detto questo posso però affermare che l’aria che si è respirata è stata di divertimento e voglia di cantare. Non ho avuto la benché minima sensazione di paura o di ansia. È stato tutto molto figo nonostante gli hastag fossero “#code”, “#sudore” e “#sete caina”.

Ebbene sì, al di là delle quasi tre ore di attesa per entrare (per via dei controlli, dicono…) la sofferenza maggiore è stata data dalle code interminabili ai vari punti BAR. Per prendere una bottiglietta d’acqua da mezzo litro (senza tappo… che poi sta cosa del tappo devo ancora capirla adesso) ci volevano mediamente dai 30 ai 60 minuti pressati come sardine. Roba che sudavi talmente tanto che quando finalmente riuscivi ad acquistare una bottiglietta la bevevi tutta d’un fiato solo per riprendere i liquidi persi nell’attesa.

A parte questa piccola parentesi sgradevole, se non altro per chi si è sentito male o ha sofferto (anche se poca, noi l’acqua ce l’eravamo portata da casa), il resto è stato fighissimo.

I SUM 41 son stati fantastici e capaci di intrattenere il pubblico in modo eccellente nonostante suonassero in pieno pomeriggio e in pienissima calura; meno bravi, a mio avviso, i BLINK 182 se non altro dal lato voce (stonatini)… EPICI invece i capitani della serata LINKIN PARK! Strepitosi. Pelle d’oca a sentir cantare i successi più famosi … ma soprattutto, al minuto 50 del video intero della serata (GUARDALO QUI), potrete assaporare la nuova “ONE MORE LIGHT” che da anche il titolo all’album e al Tour, che Chester ha cantato letteralmente immerso tra le braccia del pubblico e tra le “million stars” degli smartphones.

La serata è terminata in modo tranquillo. Qui la nota positiva all’organizzazione va fatta per aver aperto i cancelli dell’autodromo permettendo alla massa di fluire su strade diverse (compresa la pista…) e quindi smaltire senza ulteriori code o attese il ritorno a casa.

Ultima chicca è stata quando in coda sulla superstrada, poco dopo Monza, siamo stati fermati dalle sirene dei vigili e della polizia che hanno fatto passare un corteo di van con vetri oscurati che quasi sicuramente portavano i beniamini della serata al loro hotel o all’aeroporto. Un modo per sentirli ancora vicini… 😉

Va detto che non sono un fan che si strappa i capelli. Non ho idoli. Non ho beniamini. Penso che le persone siano grandi per quello che fanno a tutti i livelli e meritino per questo motivo stessa stima e stessa ammirazione… qualunque cosa facciano!

I Linkin Park hanno per lo più composto delle bellissime canzoni. Li conosco dall’inizio della loro carriera e alle loro melodie ho legato momenti importanti della mia vita. A loro devo pianti e risate, sfoghi e creatività fotografica. Era giusto sopportare un tot di “#code”, “#sudore” e “#sete caina” per supportare la loro musica!

Un grazie di cuore alla mia dolce metà che l’anno scorso mi ha convinto a comprare i biglietti come regalo per il nostro anniversario.

Qui sotto il mio “punto di vista”.

 

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