Post produzione fotografica e tante cose sconosciute

In un periodo nel quale in molti scrivono (io compreso) post riguardanti i fotografi e le modelle, noto che pochi parlano di POST PRODUZIONE fotografica (col trattino o senza) che è, alla fin fine, l’argomento nel quale sono più specializzato professionalmente parlando.

Per PRIMISSIMA COSA occorre precisare che per POST PRODUZIONE (col trattino o senza) non si indica soltanto l’elaborazione massiccia di uno scatto cambiando pesantemente i connotati alla modella o alla scena, ma si indica più sensatamente l’equalizzazione e l’arrangiamento di uno scatto affinché questo venga stampato e visualizzato nel modo più corretto possibile. Per esperienza vi dico che non esiste un modo infallibile che vi dia la certezza che ciò che vedete a monitor o che avete stampato con la vostra stampante di casa, venga stampato allo stesso modo in tipografia perché tipo di carta, tipo di lucidatura o plastificazione, persino temperatura e umidità al momento della stampa potrebbero far variare più o meno in modo evidente alcune cromie, ma diciamo che fornendo un file corretto in tutti i sensi, si riduce la possibilità di incappare in brutte sorprese. Essere presenti all’avviamento è la cosa migliore da fare per evitare problemi.

SECONDISSIMA COSA: non basta saper aprire un file con PHOTOSHOP o LIGHTROOM per essere un post producer… e non bastano i tutorial online.

Fatte queste veloci premesse occorre ulteriormente precisare che per post produrre una foto servono dei programmi di post produzione. Sembra scontato ma per molti non lo è. Il più usato è senza ombra di dubbio ADOBE PHOTOSHOP che è anche il più completo, segue COREL DRAW che però è rimasto un po’ indietro rispetto a PHOTOSHOP e gran parte delle tipografie non ce l’hanno… poi, per chi non fa post produzione pesante, c’è l’economico e funzionale LIGHTROOM che è una versione light di PHOTOSHOP

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Sia chiaro che non posso e non voglio star qui a farvi una lezione… I miei sono suggerimenti e cercando tra i vari corsi base che la rete propone avrete modo di approfondire l’argomento.

A) PROFILI COLORE e TIPO COLORE. Fondamentale per chi post produce una foto è sapere la differenza tra i vari tipi di colore e il loro utilizzo: RGB, CMYK, LAB, MONOCROMATICO, SCALA DI GRIGI, PANTONE. Fondamentale è sapere anche la differenza tra i vari profili colore come sRGB, Adobe RGB, Fogra27 o Fogra39… etc… E’ necessario infatti tenere sempre presente cosa si vorrà fare del proprio scatto e dove lo si stamperà… Esempio: in tipografia occorre un file salvato in CMYK (quadricromia), mentre con una stampante a getto (da ufficio) occorre un file in RGB. Se pubblicherete il file sul web occorrerà categoricamente un file RGB che abbia come profilo colore l’sRGB in quanto l’Adobe RGB ha un’ampiezza cromatica maggiore che molti browser non leggono… ciò potrebbe causare uno “spegnimento” dei colori utilizzati.

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B) SVILUPPO FOTO ed EQUALIZZAZIONE: Altro scoglio da superare se si desidera post produrre un’immagine è la giusta equalizzazione. A patto che non si vogliano appositamente stravolgere l’atmosfera e i colori di una foto, è necessario saper SVILUPPARE lo scatto nel modo più corretto possibile sapendo scegliere il PUNTO DI BIANCO, le giuste CURVE DI LIVELLO e la SATURAZIONE. Photoshop a tal proposito offre importanti strumenti atti a campionare i colori in vari punti della foto per poterli poi equalizzare con le curve di livello (a tal proposito esistono tabelle RGB o CMYK con i valori medi di riferimento degli elementi principali quali il cielo o la pelle umana).

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C) TIPOLOGIA DI FILE SALVATO e RISOLUZIONE: molta gente si ferma al classico JPG o JPEG ma esistono un’infinità di estensioni file che possono essere richieste ed essere molto più affidabili di un JPG che, per quanto ottimo, è comunque un file compresso e quindi soggetto alla perdita di qualità. TIFF ed EPS potrebbero essere le due estensioni più richieste qualora si decida di stampare con una qualità superiore, i file detti “aperti” come PSD invece servono solo ed esclusivamente ad uso interno per mantenere i livelli ed eventualmente apportare ulteriori modifiche. GIF e PNG sono file principalmente utilizzati nel web quindi evitateli come la peste a meno che non vi serva un fondo trasparente (PNG) o vogliate fare qualcosa di animato (GIF). Altra cosa importante è la risoluzione… Occorre salvare sempre alla massima risoluzione possibile i file che si vogliono stampare e salvare in archivio (normalmente è 300 dpi anche se le macchine fotografiche digitali salvano a 240 dpi)… In rete invece bisogna salvarli a 72 dpi in questo modo saranno più leggeri e allo stesso tempo non saranno stampabili ad alta qualità nel malaugurato caso in cui qualcuno pensasse di utilizzarli senza il vostro consenso.

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D) TATTO CI VUOLE TATTO: con questo punto vorrei semplicemente precisare una cosa. Photoshop offre importanti strumenti per cancellare e modificare particolari, strumenti che se usati in modo massiccio possono realmente stravolgere l’immagine ripresa, ma il mio consiglio è quello di usarli con TATTO… perché la SEMPLICITA’ è sempre la cosa migliore. Detto da Ettone sembra un controsenso ma io non vi parlo da ARTISTA, ma da PROFESSIONISTA. Quotidianamente mi ritrovo a sistemare foto di gioielli o di food nelle quali vado a cancellare il granello di polvere, il bagliore di troppo, una bolla o a modificare una prospettiva… tutte modifiche essenziali ma che non si intuiscono a lavoro ultimato. La CORRETTA POST PRODUZIONE è quella che c’è ma non si vede un po’ come il trucco di un mago. Quando avrete acquisito la giusta dimestichezza nel fare piccoli ma grandi aggiustamenti allora sarete liberi di modificare la foto di vostra cugina brufolosa facendola apparire una strafiga…

E) LASCIA STARE GLI EFFETTI!: Photoshop presenta una vasta gamma di effetti come l’effetto PENNELLATE, etc… in alcuni casi, ma solo in alcuni casi, possono tornare utili, ma NON ABUSATENE… anzi, se proprio volete un consiglio, EVITATELI… Finirebbero per storpiare irrimediabilmente il vostro lavoro e farlo apparire di un BANALE pazzesco.

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F) IL LIQUIFY BISOGNA SAPERLO USARE: Photoshop offre un tool molto importante quale il LIQUIFY. Chi “fa Photoshop” (espressione che mi fa inorridire ma che viene usata da chi non è del settore per indicare una foto molto post prodotta) lo utilizza spesso per modificare i connotati delle modelle assottigliando girovita, gambe e braccia… Anche in questo caso bisogna saperlo usare con cautela, non abusarne ma soprattutto bisogna utilizzarlo conoscendo un minimo il corpo umano. Ho visto cose che non potete nemmeno immaginare. Qui sotto un simpatico esempio su una mia foto.

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Bene, se mi vengono in mente altre cose ve le dico…

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~ di messaggisofisticati su 30/12/2013.

3 Risposte to “Post produzione fotografica e tante cose sconosciute”

  1. Proprio mentre sto pensando “E ora che chiudo il blog, chi spiegherà a quegli sciagurati come fare i Photoshop un uso buono e giusto?” leggo il tuo post, e mi rassereno.
    Grande Fabio, il posto di guru è tuo. ;)

    • Grazie Cyber… onorato di leggere il tuo commento… Il guru sei e rimani tu anche perché io non ho la capacità di descrivere che hai tu… e soprattutto non spazio molto al di là della fotografia e del nostro lavoro, ma di fatto… quando occorre mettere qualche puntino sulle i … sai che non mi tiro indietro… ;)

  2. […] Continua… […]

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