La dietrologia secondo Shining

•09/08/2014 • Lascia un commento

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Sono rientrato oggi da una settimana di puro relax e di camminate in alta montagna. Il tempo è stato abbastanza clemente, ma alla sera c’erano mediamente 8°C  e come potrai immaginare non veniva voglia di andare avanti e indietro per il centro. L’unica cosa era terminare la serata guardando la TV… Mi sono imbattuto in uno speciale su LAF (canale digitale che sto rivalutando) nel quale veniva analizzato nei dettagli “SHINING” uno dei tanti capo-polavori di Stanley Kubrick.

La cosa che mi ha colpito è che se da un lato alcune segnalazioni potevano apparire “fondate”, dall’altro questo spirito di ricerca “dietrologica” aveva un nonsoché di assurdo.

In ordine sparso ricordo sia stato attribuito al film un significato nascosto in memoria degli indiani d’america massacrati durante le conquiste dei bianchi, in un altro caso invece si è focalizzata l’attenzione sull’olocausto e sugli scempi nazisti, in un altro ancora si è letto un messaggio personale di KUBRICK rivolto a sua moglie in riferimento alle bugie e ai segreti nella realizzazione del filmato del primo allunaggio (che con molta probabilità è stato girato da Kubrick in uno studio con una ripresa frontale)… Per poi continuare con dettagli più piccoli, ma alquanto inquietanti, come la finestra nell’ufficio del direttore (che non dovrebbe esserci) o i tre giri sul triciclo che terminano e iniziano in punti esatti e che a volte saltano da un piano all’altro confondendo la logica dello spettatore, oppure il poster appeso alla parete che sembra indicare uno sciatore che in realtà sarebbe un minotauro (in quanto nei paraggi dell’hotel non si può sciare, ma c’è un labirinto)… etc. etc…

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Sia chiaro che nulla voglio togliere al grande KUBRICK e al cast del film e indubbiamente qualche “uovo di pasqua” si è divertito a inserirlo sul serio, ma se guardassimo con spirito “dietrologico” anche le mie foto sicuramente scopriremmo qualcosa che ho inserito involontariamente e che solo una mente contorta potrebbe scovare… E se questo “gioco” venisse fatto quando ormai non potrei più dare conferme o smentite, potrei risultare al pari di KUBRICK: un genio dei messaggi nascosti… o meglio, dei messaggi sofisticati! ;)

Facciamo una prova? Prendiamo ad esempio questo scatto realizzato con Saramiao… Cosa ci potremmo vedere?

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Per prima cosa ci potremmo trovare un richiamo all’ULTIMA CENA quindi un valore altamente religioso… L’innalzamento della persona sopra al tavolo imbandito potrebbe essere invece un chiaro affronto al “pane quotidiano” e ai popoli del terzo mondo che sofffrono la fame mentre gli occidentali sprecano il cibo mettendo le loro voglie sopra a tutto. Europei rappresentati dalla cartolina della Tour Eiffel sul frigo a sinistra… ma anche americani, sulla destra, rappresentati dall’iMac della Apple…  La tovaglia a quadretti bianchi e blu potrebbe invece richiamare l’intreccio nei rapporti ulteriormente enfatizzato dal grembiule sempre a quadretti… La modella tiene il mano il formaggio, che come un’esca per topi, richiama l’attenzione dell’osservatore che casca in trappola, cieco di fronte a tutti questi messaggi nascosti…

Ora… siamo sinceri: volevo fare la foto ad una modella fluttuante su un tavolo imbandito mentre era intenta a mangiare salame e formaggio…

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Ettone con GIOIA

•31/07/2014 • Lascia un commento

Titolo: Me and my clothes • Model:Requiem Magnolia
Shot: Ettone © – All rights reserved

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Oggi ho avuto la bella notizia che su GIOIA attualmente in edicola (per l’esattezza è uscito oggi), è stata pubblicata una delle mie due foto esposte a CUNEO nella mostra collettiva intitolata “LE CAMERE OSCURE” che ti consiglio vivamente di andare a visitare durante questo periodo estivo… Tra l’altro è gratis ed è stata allestita in una chiesa neogotica moooolto bella… Tutte le info e ulteriori foto le trovi in un vecchio post QUI...

La mostra “LE CAMERE OSCURE” sarà visitabile fino al 14 settembre 2014!

La foto pubblicata è quella con Requiem Magnolia e la sua amica invisibile…  Non posso che essere felice e intraprendere questo periodo di ferie (che passerò a creare) nel pieno delle forze e carico in modo positivo!

Se andate alla mostra inviatemi un SELFIE davanti alle mie opere… Lo pubblicherò!!!

 

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Lele Photography, post produzione, tutorial e digital art

•27/07/2014 • 2 commenti

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Oggi torno a parlarvi di fotografi o meglio ancora di artisti, che secondo me sono degni di essere segnalati (in positivo ovviamente).

Seguo da parecchio il percorso professional/creativo di Lele Photography, un po’ perché ci legano le collaborazioni con parecchie modelle e un po’ perché tra i tanti “fotografi amici” (anche solo virtuali) della new generation, Lele è uno tra quelli che si distinguono maggiormente nell’uso della post produzione. Qui si potrebbe aprire l’infinito dibattito se sia giusto o no l’utilizzo di Photoshop nella fotografia, ma in questo caso non penso sia utile continuare su questi toni in quanto Lele è a tutti gli effetti un digitalartist, non nasconde la sua voglia di “smanettare” con pennelli ed effetti e ciò che tira fuori è qualcosa di unico nel quale non vuole minimamente nascondere l’uso della post produzione, ma anzi la esalta e la fa diventare un’opera a tutti gli effetti…

Per questo motivo ti consiglio di fare un giro sui suoi canali: FACEBOOK e BEHANCE e di guardarti il suo ricco portfolio…

Altra nota da segnalare è che da tempo Lele sta pubblicando sul suo canale YOUTUBE parecchi tutorial di Photoshop, che spaziano da semplici step per principianti fino ad arrivare a lavori più complessi… I tutorial sono il modo più semplice per imparare stando a casa e quindi anche in questo caso ti consiglio di andarci a dare un’occhiata…

Starà poi a te decidere se usare Photoshop in modo invisibile solo per sistemare pochissimi dettagli all’interno di uno scatto del tutto fotografico o se optare per la strada della digital art e sperimentare pennelli, effetti, azioni, fusioni di livello e quant’altro ci fornisce il fantastico mondo di Photoshop.

10491995_438046599671658_6892237262532468238_ntutte le immagini © Lele Photography

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Gli aspiranti fotografi hanno fatto audience

•15/07/2014 • Lascia un commento

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In principio c’era il “bar dello Sport”, poi arrivò internet con i forum, i blog, facebook, twitter e compagnia bella, un luogo dove al grido di “libertà di espressione” siamo diventati tuttologi, professionisti, esperti, ma in tutti questi casi la migliore descrizione del fenomeno resta pur sempre ancorata alla tradizione e viene riassunta in: “chiacchiere da bar”.

Il 14 luglio scorso su di un BLOG è stato pubblicato un articolo spiritoso dal titolo “Gli aspiranti fotografi hanno rotto il cazzo” atto a criticare l’orda di fantomatici fotoamatori che si fanno strada rubando lavoro ai professionisti… (lo puoi leggere QUI). L’articolo in questione è ben presto diventato un piccolo fenomeno virale con un livello di condivisione molto alto e fazioni opposte di lettori e critici/fotografi intenti a dare il proprio giudizio a riguardo. L’articolo è scritto relativamente bene, divertente all’ennesima potenza soprattutto per il risvolto tragicomico e surreale della vicenda ed è anche particolarmente schietto e un po’ “pesante” sulla questione principale che – a scanso di equivoci – non è rivolta ai fotoamatori che restano tali, ma a quelli che comprata la macchina oggi, si mettono domani a far servizi per matrimoni, commerciali o workshop a costo zero semplicemente perché non pagano le tasse!

Rileggendo l’articolo non ci trovo nulla che vada contro chi per diletto sperimenta e fa foto a qualsiasi soggetto possibile (animato, “dotato di tette” o inanimato che sia)… Tutti liberi di acquistare macchine reflex e di provare, scattare, collezionare, pubblicare e condividere.

Tuttavia tale articolo ha scatenato un vero vespaio e non sono certo io colui che ne deve prendere le difese…

C’è chi ha criticato il fatto che un professionista serio non debba temere la concorrenza sleale di un fotoamatore e che un articolo del genere sia solo opera di un professionista incapace che vede scemare anche l’ultimissima possibilità di lavoro. Potrei condividere l’opinione, poiché sono il primo (l’ho già ribadito più volte e in più sedi) ad essere cresciuto basandomi sul fatto che “lavorare bene e in modo professionale dia sempre buoni frutti”. Lamentarsi non serve a nulla (rimboccarsi le maniche e olio di ricino).

Tuttavia il discorso è un po’ più complicato… Al giorno d’oggi il cliente medio chiede dei preventivi senza il minimo background culturale e ovviamente opta per il più basso convinto di aver fatto la furbata. Se il preventivo più basso lo può fare solo un semiprofessionista non in regola è ovvio che i lavori li prenderà tutti lui… Il cliente affiderà il lavoro nelle mani di quest’ultimo che non facendolo in modo professionale non darà i frutti sperati, alias “sarà un buco nell’acqua” e un investimento buttato nel cesso. Il cliente capirà, forse, di aver sbagliato e solo in quel momento si dirigerà verso colui che sa lavorare bene e che è un vero professionista (lo vedi? Lavorare bene e in modo professionale da sempre buoni frutti). Purtroppo però il cliente una volta arrivato dal VERO PROFESSIONISTA non si metterà in ginocchio chiedendo perdono al grido di “Ti do tutto quel che ho purché mi salvi”, ma nella più reale delle situazioni esordirà con una battuta del tipo “Dato che son stato fregato da un fantomatico professionista e che ho perso tutto quello che potevo investire, avrei bisogno di te e della tua rinomata professionalità, ma non ho molti soldi da darti” oppure “ti pago quando posso (alias mai)”… Questa è la morale… Tirate voi le somme…

C’è anche chi ha criticato il fatto che sia meglio progredire consumando il tempo a fare esperimenti e prove fotografiche anziché scrivere articoli critici e commenti di risposta… Anche in questo caso concordo a pieno… tuttavia la verità di fondo è un’altra e anche se non ne ho la certezza, diciamo che a naso mi verrebbe da pensare che certi articoli, così come il clamore che ne è scaturito, siano scritti e pubblicati non tanto per amore della professione fotografica o della fotografia in generale, ma semplicemente per portare più visite possibili al blog… A quale pro non saprei dirlo, quello è marketing e andrebbe analizzato ogni singolo caso. Basta però analizzare i blog di fotografi famosi per capire che articoli di critica e sbruffonate varie hanno cento volte più commenti e visualizzazioni di quelli nei quali vengono postati dei lavori… Come dire… Delle critiche serie il web se ne fotte, ma di sparlare siamo tutti felici! E questo perché? Perché le “chiacchiere da bar” sono sempre esistite e sempre esisteranno finché la natura non cancellerà la specie umana dalla faccia dell’universo.

Pertanto amici miei… qualunque sia la vostra conclusione, se avete criticato, commentato o condiviso quell’articolo significa che anche voi siete entrati nel vortice.

E sia chiaro, che se io sto scrivendo questo post, qui, sul mio blog, non è perché ho seriamente intenzione di ribattere a ciò che pensano gli altri, ma semplicemente perché in questo modo avrò più visite…

SEMPLICE NO? ;)

 

 

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Ritorno al “creato”

•10/07/2014 • Lascia un commento

Titolo: Panic Station • Model: Matisse • Shot: Ettone © All rights reserved
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Devo ringraziare Elena Fortina, Francesca Matisse e Shadia Salem per avermi dato la possibilità di sperimentare e “osare” un po’ nei miei concept… Questa nuova carica creativa mi ha fatto ritrovare la voglia di “provare” e ha dato il la ad un progetto per il quale sto preparando un fondale ad hoc che sarà fighissimo.

Nel frattempo cuccati questi concept che trovo strepitosi… Quando guardo un mio scatto e penso che se l’avesse fatto un altro fotografo ne sarei stato invidioso, vuol dire che ne posso andare fiero. Questi due esempi, più quello già pubblicato dal titolo HIDDEN GEOMETRY” con Elena Fortina, ne sono la prova… In quello qui sopra, con la Matisse, trovo che la soluzione trovata con la camicia non allacciata sia molto particolare (non aggiungo altro per non lodarmi troppo, ma non lo dico per vanto, lo dico perché mi piace il risultato)… In quella qui sotto con Shadia invece sono particolarmente soddisfatto del mix che richiama la figura di una soldatessa americana senza far uso di un abbigliamento tipicamente militare… E poi vuoi mettere la camera d’aria di una bicicletta incrociata in modalità Coppi?

Titolo: The final countdown • Model: Shadia Salem • Shot: Ettone © All rights reserved

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5 consigli per far foto indimenticabili in VACANZA

•02/07/2014 • 8 commenti

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Siamo a luglio e molti di voi stanno pianificando le vacanze… altri ancora, sono già partiti.

Ogni anno milioni di “fotografi” girano per mari e monti dotati di telefoni con macchina fotografica, compattine, entry level, reflex da millemila euro e così via… Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche. Questi individui soprannominati “fotografi”, solo perché hanno una macchina fotografica tra le mani, potrebbero sembrare molto diversi tra loro (semplici turisti, amatori della fotografia o professionisti), ma in realtà sono più simili di quanto si possa immaginare… Perché? Perché per prima cosa sono tutti alla ricerca dello scatto che “incornici” la vacanza e come seconda cosa per ottenerlo devono tener presente questi punti fondamentali:

1) EVITA I SOGGETTI IMPORTANTI: a meno che tu non sia pagato fior fior di quattrini da un editore per fare una foto che ne so, alla Mole Antonelliana o alla Torre di Pisa, se andrai a Torino o a Pisa, evita di scattarla perché intanto basterà una semplice googolata per trovare scatti fighissimi fatti in notturna, con un cielo particolare o da angolazioni che solo dopo mesi di ricerche riusciresti a scoprire;

2) FOTOGRAFA LE EMOZIONI: non focalizzarti sui soggetti principali, cattura le emozioni, le “azioni”, i particolari che sono ciò che fa la differenza;

3) NON CURARTI DEGLI ASPETTI TECNICI: sempre a meno che tu non sia pagato fior fior di quattrini da un editore o da un committente, lascia che sia l’anima del “momento” (e non de li rimortacci tua) a guidarti e a farti scattare… Non pensare troppo ai tecnicismi, perderesti la spontaneità e gli scatti risulterebbero “FINTI”… Piuttosto opta per l’opzione P (program) che sistema tutto in automatico. Molti la evitano come fosse il diavolo perché temono che “non faccia figo” e che non “faccia fotografo”, ma in alcuni casi fornisce maggiore velocità ed elasticità nella ripresa;

4) COPIA, SPIA E GUARDATI INTORNO: al di là di osservare chi ce l’ha più lungo (l’obiettivo) con quell’invidia mista ad ammirazione tipica del mondo maschile (ma vale anche al femminile, sia chiaro) non soffermarti a guardare l’attrezzatura, ma prendi spunto dall’angolatura e dalle idee che hanno altri “fotografi” che scattano “tutto intorno a te” e che magari conoscono meglio i luoghi. Questo tipo di “fotografowatching” non va fatto senza un minimo di cognizione e di selezione… Se uno fotografa una merda non imitarlo!

5) FALLO PER TE: alla fine ciò che conta è che SEI IN VACANZA!!! Che diamine: GODITELA! I ricordi fotografici saranno ciò che di bello manterrai nel tempo e che magari un giorno mostrerai ai tuoi nipotini… Viviti il momento e ritemprati non pensando continuamente a catturare per forza di cose lo “SCATTO MAGNIFICO”… Intanto sempre a meno che tu non sia pagato fior fior di quattrini da un editore o da un committente, far lo sborone su Facebook ormai non serve più a niente e le foto, anche quelle belle, durano il tempo di una scoreggia!

 

 

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Xu Hongfei e le sue opere leggere…

•27/06/2014 • Lascia un commento

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Chi di voi, in questo periodo, è passato nei pressi della REGGIA DI VENARIA a Venaria (TO), avrà notato alcune sculture in bronzo di donne “in carne” che compiono azioni di una leggerezza incantevole. E se guardandole la vostra mente fa involontariamente un due più due del tipo: “cacchio queste statue sono di bronzo e rimangono ancorate al terreno tramite piccoli punti d’appoggio come lo skateboard nell’opera qui sopra” allora il senso di leggerezza è TOTALE!

L’artista che sta portando in giro per il mondo queste opere si chiama XU HONGFEI, è cinese ed è del 1963… Non so altro, ho semplicemente preso il depliant che circola (anzi, grazie Miao per avermelo trovato)… ma credetemi che le sue fantastiche sculture vi faranno rimanere a bocca aperta…

 

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