Ettone visto da Lele Photography

•01/09/2014 • Lascia un commento

Solo qualche post più in basso (QUI) ho parlato di un bravo fotografo e talentuoso utilizzatore di Photoshop… più comunemente chiamato “photoshopparo“… Ieri durante uno splendido incontro con le nostre rispettive compagne e qualche scambio di idee, gli ho chiesto di improvvisare una caricatura, come solo lui sa fare, che rappresentasse ETTONE in modo ironico… Il risultato è questa foto-illustrazione che vi assicuro andrà presto a finire stampata sul muro di casa mia!

Un grazie di cuore a LELE PHOTOGRAPHY!

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PS, SE QUI SOTTO APPARE UNA PUBBLICITA’ SAPPI CHE NON L’HO MESSA IO…

 

La leggerezza di Alessio Albi

•27/08/2014 • Lascia un commento

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Quando sento parlare di foto profonde, ma allo stesso tempo leggere, mi viene in mente la fotografia di ALESSIO ALBI, un fotografo con base a Perugia che a mio avviso sa catturare gli attimi nel massimo della loro leggerezza… Con le sue foto si riescono a sentire anche i profumi, ad assaporare l’umidità o a percepire la brezza del vento. Sono foto che richiamano un nonsoché di poetico, d’infinito, di fiabesco…

Se volete iniziare a far belle foto che abbiano un’idea, una modella VESTITA e magari che possano essere scattate all’aria aperta, ecco: ISPIRATEVI A LUI! Avrete di che imparare e sfogliando il suo ricco portfolio su FLICKR rimarrete più volte stupiti dai suoi originali punti di vista, dalle sue inquadrature e dalla sua profondità di campo.

Anche se il suo stile non rientra molto nel mio ammetto che più di una volta osservando le sue opere mi son mangiato le unghie pensando a come sarebbe stato bello se l’avessi scattata io… L’invidia è una brutta bestia, lo so, ma quando si invidia una persona è perché quella persona tocca delle corde particolari che riescono a smuovere qualcosa in più della semplice “attenzione”.

PORTFOLIO UFFICIALE DI ALESSIO ALBI SU FLICKR QUI

PAGINA UFFICIALE DI ALESSIO ALBI SU FACEBOOK QUI

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1800090_268744033306884_1192183642_oTutte le foto © Alessio Albi

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Modella vs Fotografo vs internet: far togliere le foto indesiderate

•23/08/2014 • Lascia un commento

Ho più volte affrontato in modo dettagliato l’argomento sui diritti d’autore tra Modella e Fotografo e su come agire nel caso si vogliano far ritirare alcune foto. Trovate tutti gli articoli elencati alla voce MODELLA VS FOTOGRAFO sulla colonna di destra. Tuttavia spesso mi vengono fatte domande specifiche che necessiterebbero di ulteriori delucidazioni… Mi è capitato più volte che una modella divenuta conosciuta, diciamo “famosa”, mi abbia chiesto se fosse possibile eliminare dal web, specie dalle ricerche di Google, alcune immagini scattate agli esordi che la ritraevano in modo “diverso” rispetto alla sua nuova immagine professionale.

La risposta di per sè non è così semplice come sembra perché bisognerebbe valutare singolarmente ogni caso…

Per prima cosa occorre partire dal presupposto che GOOGLE è solo un motore di ricerca e che quindi ciò che lui “trova” non è un “qualcosa” sul quale ha il controllo, le immagini sono infatti caricate su siti di terzi siano essi i siti ufficiali dei fotografi oppure blog nei quali sono state inserite più o meno legalmente le foto…

Occorre quindi stabilire dove siano situate le foto…

Se le foto sono SUL SITO DEL FOTOGRAFO la modella non avrà molto diritto in materia specie se al tempo dello shooting aveva firmato una regolare liberatoria. La modella potrà semplicemente fare appello alla buona volontà del fotografo e invitarlo con una mail a cancellare la foto perché non più in sintonia con la sua nuova immagine. Tuttavia qualora il fotografo si rifiutasse la modella non potrebbe pretendere l’eliminazione delle foto in quanto rimangono esclusivamente del fotografo. In ultima istanza potrebbe acquistare i diritti esclusivi delle immagini, ma il fotografo sarebbe libero di valutarle il prezzo che desidera.

Se le foto sono SU UN BLOG AL QUALE IL FOTOGRAFO HA DATO IL PERMESSO DI UTILIZZO… idem come sopra. Anche in questo caso è il fotografo che decide e al di là dell’accordo editoriale intrapreso con il blogger, l’unico che potrebbe far togliere l’immagine è sempre il fotografo e la modella non potrebbe far altro che chiedergli privatamente di mettersi una mano sulla coscienza.

Se le foto sono SU UN BLOG AL QUALE IL FOTOGRAFO NON HA DATO IL PERMESSO DI UTILIZZO. Sono sempre più frequenti sui blog o su Flickr, pagine di appassionati di donne con le gonne, con le camicie o con altri indumenti e che collezionano a insaputa di modelle e fotografi le foto con tali soggetti che trovano sparse per il web. Tale “collezione” se non privata, non è permessa dalla legge sul diritto d’autore e sul copyright pertanto tramite gli appositi spazi per la segnalazione e la rimozione delle immagini presenti nelle FAQ dei social IL FOTOGRAFO e solo IL FOTOGRAFO potrà compilare il form dichiarando di essere l’autore dell’immagine e farla rimuovere. Tuttavia, per esperienza personale va ribadito che il modulo americano (che è poi quello più utilizzato), contiene un punto nel quale occorre inserire il link dell’immagine incriminata presente sul proprio sito ufficiale al fine di far capire in modo indiscutibile che l’immagine è vostra. Va però specificato che se un’immagine è “brutta” e magari nemmeno il fotografo l’ha mai pubblicata sul proprio sito ufficiale, tale dichiarazione risulta impossibile e la stessa rimozione dell’immagine è a rischio.

IN PRATICA: a tutti gli effetti è IL FOTOGRAFO che detiene i diritti di utilizzo delle proprie immagini pertanto la modella non potrà far altro che rivolgersi direttamente a lui sapendo però che la DISDETTA DELLA LIBERATORIA non è possibile e che solo la bonarietà del fotografo potrà far sì che l’immagine venga tolta e che in un secondo momento non appaia più su GOOGLE…

MORALE: valutate sempre bene con chi e per chi state facendo le foto sia che siate modelle agli inizi o modelle con molta esperienza… così potrete dormire sonni tranquilli per il resto della vostra vita.

 

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La dietrologia secondo Shining

•09/08/2014 • Lascia un commento

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Sono rientrato oggi da una settimana di puro relax e di camminate in alta montagna. Il tempo è stato abbastanza clemente, ma alla sera c’erano mediamente 8°C  e come potrai immaginare non veniva voglia di andare avanti e indietro per il centro. L’unica cosa era terminare la serata guardando la TV… Mi sono imbattuto in uno speciale su LAF (canale digitale che sto rivalutando) nel quale veniva analizzato nei dettagli “SHINING” uno dei tanti capo-polavori di Stanley Kubrick.

La cosa che mi ha colpito è che se da un lato alcune segnalazioni potevano apparire “fondate”, dall’altro questo spirito di ricerca “dietrologica” aveva un nonsoché di assurdo.

In ordine sparso ricordo sia stato attribuito al film un significato nascosto in memoria degli indiani d’america massacrati durante le conquiste dei bianchi, in un altro caso invece si è focalizzata l’attenzione sull’olocausto e sugli scempi nazisti, in un altro ancora si è letto un messaggio personale di KUBRICK rivolto a sua moglie in riferimento alle bugie e ai segreti nella realizzazione del filmato del primo allunaggio (che con molta probabilità è stato girato da Kubrick in uno studio con una ripresa frontale)… Per poi continuare con dettagli più piccoli, ma alquanto inquietanti, come la finestra nell’ufficio del direttore (che non dovrebbe esserci) o i tre giri sul triciclo che terminano e iniziano in punti esatti e che a volte saltano da un piano all’altro confondendo la logica dello spettatore, oppure il poster appeso alla parete che sembra indicare uno sciatore che in realtà sarebbe un minotauro (in quanto nei paraggi dell’hotel non si può sciare, ma c’è un labirinto)… etc. etc…

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Sia chiaro che nulla voglio togliere al grande KUBRICK e al cast del film e indubbiamente qualche “uovo di pasqua” si è divertito a inserirlo sul serio, ma se guardassimo con spirito “dietrologico” anche le mie foto sicuramente scopriremmo qualcosa che ho inserito involontariamente e che solo una mente contorta potrebbe scovare… E se questo “gioco” venisse fatto quando ormai non potrei più dare conferme o smentite, potrei risultare al pari di KUBRICK: un genio dei messaggi nascosti… o meglio, dei messaggi sofisticati! ;)

Facciamo una prova? Prendiamo ad esempio questo scatto realizzato con Saramiao… Cosa ci potremmo vedere?

www.messaggisofisticati.com

Per prima cosa ci potremmo trovare un richiamo all’ULTIMA CENA quindi un valore altamente religioso… L’innalzamento della persona sopra al tavolo imbandito potrebbe essere invece un chiaro affronto al “pane quotidiano” e ai popoli del terzo mondo che sofffrono la fame mentre gli occidentali sprecano il cibo mettendo le loro voglie sopra a tutto. Europei rappresentati dalla cartolina della Tour Eiffel sul frigo a sinistra… ma anche americani, sulla destra, rappresentati dall’iMac della Apple…  La tovaglia a quadretti bianchi e blu potrebbe invece richiamare l’intreccio nei rapporti ulteriormente enfatizzato dal grembiule sempre a quadretti… La modella tiene il mano il formaggio, che come un’esca per topi, richiama l’attenzione dell’osservatore che casca in trappola, cieco di fronte a tutti questi messaggi nascosti…

Ora… siamo sinceri: volevo fare la foto ad una modella fluttuante su un tavolo imbandito mentre era intenta a mangiare salame e formaggio…

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Ettone con GIOIA

•31/07/2014 • Lascia un commento

Titolo: Me and my clothes • Model:Requiem Magnolia
Shot: Ettone © – All rights reserved

www.messaggisofisticati.com

Oggi ho avuto la bella notizia che su GIOIA attualmente in edicola (per l’esattezza è uscito oggi), è stata pubblicata una delle mie due foto esposte a CUNEO nella mostra collettiva intitolata “LE CAMERE OSCURE” che ti consiglio vivamente di andare a visitare durante questo periodo estivo… Tra l’altro è gratis ed è stata allestita in una chiesa neogotica moooolto bella… Tutte le info e ulteriori foto le trovi in un vecchio post QUI...

La mostra “LE CAMERE OSCURE” sarà visitabile fino al 14 settembre 2014!

La foto pubblicata è quella con Requiem Magnolia e la sua amica invisibile…  Non posso che essere felice e intraprendere questo periodo di ferie (che passerò a creare) nel pieno delle forze e carico in modo positivo!

Se andate alla mostra inviatemi un SELFIE davanti alle mie opere… Lo pubblicherò!!!

 

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Lele Photography, post produzione, tutorial e digital art

•27/07/2014 • 3 commenti

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Oggi torno a parlarvi di fotografi o meglio ancora di artisti, che secondo me sono degni di essere segnalati (in positivo ovviamente).

Seguo da parecchio il percorso professional/creativo di Lele Photography, un po’ perché ci legano le collaborazioni con parecchie modelle e un po’ perché tra i tanti “fotografi amici” (anche solo virtuali) della new generation, Lele è uno tra quelli che si distinguono maggiormente nell’uso della post produzione. Qui si potrebbe aprire l’infinito dibattito se sia giusto o no l’utilizzo di Photoshop nella fotografia, ma in questo caso non penso sia utile continuare su questi toni in quanto Lele è a tutti gli effetti un digitalartist, non nasconde la sua voglia di “smanettare” con pennelli ed effetti e ciò che tira fuori è qualcosa di unico nel quale non vuole minimamente nascondere l’uso della post produzione, ma anzi la esalta e la fa diventare un’opera a tutti gli effetti…

Per questo motivo ti consiglio di fare un giro sui suoi canali: FACEBOOK e BEHANCE e di guardarti il suo ricco portfolio…

Altra nota da segnalare è che da tempo Lele sta pubblicando sul suo canale YOUTUBE parecchi tutorial di Photoshop, che spaziano da semplici step per principianti fino ad arrivare a lavori più complessi… I tutorial sono il modo più semplice per imparare stando a casa e quindi anche in questo caso ti consiglio di andarci a dare un’occhiata…

Starà poi a te decidere se usare Photoshop in modo invisibile solo per sistemare pochissimi dettagli all’interno di uno scatto del tutto fotografico o se optare per la strada della digital art e sperimentare pennelli, effetti, azioni, fusioni di livello e quant’altro ci fornisce il fantastico mondo di Photoshop.

10491995_438046599671658_6892237262532468238_ntutte le immagini © Lele Photography

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Gli aspiranti fotografi hanno fatto audience

•15/07/2014 • Lascia un commento

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In principio c’era il “bar dello Sport”, poi arrivò internet con i forum, i blog, facebook, twitter e compagnia bella, un luogo dove al grido di “libertà di espressione” siamo diventati tuttologi, professionisti, esperti, ma in tutti questi casi la migliore descrizione del fenomeno resta pur sempre ancorata alla tradizione e viene riassunta in: “chiacchiere da bar”.

Il 14 luglio scorso su di un BLOG è stato pubblicato un articolo spiritoso dal titolo “Gli aspiranti fotografi hanno rotto il cazzo” atto a criticare l’orda di fantomatici fotoamatori che si fanno strada rubando lavoro ai professionisti… (lo puoi leggere QUI). L’articolo in questione è ben presto diventato un piccolo fenomeno virale con un livello di condivisione molto alto e fazioni opposte di lettori e critici/fotografi intenti a dare il proprio giudizio a riguardo. L’articolo è scritto relativamente bene, divertente all’ennesima potenza soprattutto per il risvolto tragicomico e surreale della vicenda ed è anche particolarmente schietto e un po’ “pesante” sulla questione principale che – a scanso di equivoci – non è rivolta ai fotoamatori che restano tali, ma a quelli che comprata la macchina oggi, si mettono domani a far servizi per matrimoni, commerciali o workshop a costo zero semplicemente perché non pagano le tasse!

Rileggendo l’articolo non ci trovo nulla che vada contro chi per diletto sperimenta e fa foto a qualsiasi soggetto possibile (animato, “dotato di tette” o inanimato che sia)… Tutti liberi di acquistare macchine reflex e di provare, scattare, collezionare, pubblicare e condividere.

Tuttavia tale articolo ha scatenato un vero vespaio e non sono certo io colui che ne deve prendere le difese…

C’è chi ha criticato il fatto che un professionista serio non debba temere la concorrenza sleale di un fotoamatore e che un articolo del genere sia solo opera di un professionista incapace che vede scemare anche l’ultimissima possibilità di lavoro. Potrei condividere l’opinione, poiché sono il primo (l’ho già ribadito più volte e in più sedi) ad essere cresciuto basandomi sul fatto che “lavorare bene e in modo professionale dia sempre buoni frutti”. Lamentarsi non serve a nulla (rimboccarsi le maniche e olio di ricino).

Tuttavia il discorso è un po’ più complicato… Al giorno d’oggi il cliente medio chiede dei preventivi senza il minimo background culturale e ovviamente opta per il più basso convinto di aver fatto la furbata. Se il preventivo più basso lo può fare solo un semiprofessionista non in regola è ovvio che i lavori li prenderà tutti lui… Il cliente affiderà il lavoro nelle mani di quest’ultimo che non facendolo in modo professionale non darà i frutti sperati, alias “sarà un buco nell’acqua” e un investimento buttato nel cesso. Il cliente capirà, forse, di aver sbagliato e solo in quel momento si dirigerà verso colui che sa lavorare bene e che è un vero professionista (lo vedi? Lavorare bene e in modo professionale da sempre buoni frutti). Purtroppo però il cliente una volta arrivato dal VERO PROFESSIONISTA non si metterà in ginocchio chiedendo perdono al grido di “Ti do tutto quel che ho purché mi salvi”, ma nella più reale delle situazioni esordirà con una battuta del tipo “Dato che son stato fregato da un fantomatico professionista e che ho perso tutto quello che potevo investire, avrei bisogno di te e della tua rinomata professionalità, ma non ho molti soldi da darti” oppure “ti pago quando posso (alias mai)”… Questa è la morale… Tirate voi le somme…

C’è anche chi ha criticato il fatto che sia meglio progredire consumando il tempo a fare esperimenti e prove fotografiche anziché scrivere articoli critici e commenti di risposta… Anche in questo caso concordo a pieno… tuttavia la verità di fondo è un’altra e anche se non ne ho la certezza, diciamo che a naso mi verrebbe da pensare che certi articoli, così come il clamore che ne è scaturito, siano scritti e pubblicati non tanto per amore della professione fotografica o della fotografia in generale, ma semplicemente per portare più visite possibili al blog… A quale pro non saprei dirlo, quello è marketing e andrebbe analizzato ogni singolo caso. Basta però analizzare i blog di fotografi famosi per capire che articoli di critica e sbruffonate varie hanno cento volte più commenti e visualizzazioni di quelli nei quali vengono postati dei lavori… Come dire… Delle critiche serie il web se ne fotte, ma di sparlare siamo tutti felici! E questo perché? Perché le “chiacchiere da bar” sono sempre esistite e sempre esisteranno finché la natura non cancellerà la specie umana dalla faccia dell’universo.

Pertanto amici miei… qualunque sia la vostra conclusione, se avete criticato, commentato o condiviso quell’articolo significa che anche voi siete entrati nel vortice.

E sia chiaro, che se io sto scrivendo questo post, qui, sul mio blog, non è perché ho seriamente intenzione di ribattere a ciò che pensano gli altri, ma semplicemente perché in questo modo avrò più visite…

SEMPLICE NO? ;)

 

 

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